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ASSUNZIONI DONNE DISOCCUPATE 2021: ISTRUZIONI AGGIORNATE

5 minuti, Redazione , 07/04/2021

Assunzioni donne disoccupate 2021: istruzioni aggiornate

Requisiti e caratteristiche dello sgravio per l'assunzione di donne svantaggiate che arriva al 100% dei contributi , grazie alla recente legge di bilancio. Nuove precisazioni INPS

La legge di bilancio 2021 ha stabilito  l'ampliamento al 100%  dell’esonero, già in vigore dal 1992  nella misura del 50%, per  le assunzioni di donne svantaggiate effettuate nel biennio 2021-2022. 

L’inps ha emanato sul tema la circolare 32 del 22.2.2021 con  le prime indicazioni sulle caratteristiche dell'agevolazione e di requisiti  per accedere.

 Viene sottolineato in premessa che la misura è in attesa dell' approvazione della Commissione europea, solo a seguito della quale l’istituto pubblicherà le istruzioni operative per fruire dell’esonero nelle denuncie contributive. 

Particolare attenzione viene dedicata all’obbligo che le assunzioni agevolate devono realizzare  un incremento  netto dell'occupazione in azienda.

Vediamo di seguito intanto le prime indicazioni su chi può fruire dell'incentivo, i requisiti delle lavoratrici, l'importo, i rapporti di lavoro agevolabili.

Nel messaggio 1461 del 6 aprile l'istituto aggiunge alcune precisazioni. In particolare  si richiamano prossime comunicazioni INAIL in tema di sgravio sui premi assicurativi.

Di seguito un riepilogo delle caratteristiche del nuovo esonero contributivo.

Datori di lavoro che possono accedere  all’agevolazione:

Possono accedere al beneficio tutti i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, compresi i datori di lavoro del settore agricolo.

Non si applica quindi nei confronti delle pubbliche Amministrazioni ma come già affermato dall’Istituto hanno diritto  anche gli enti pubblici economici, ovvero:

  1. gli Istituti autonomi case popolari trasformati  in enti pubblici economici;
  2. gli enti  trasformati in società di capitali, ancorché a capitale interamente pubblico;
  3. le ex IPAB trasformate in associazioni o fondazioni di diritto privato, i iscritte nel registro delle persone giuridiche;
  4. le aziende speciali costituite anche in consorzio;
  5. i consorzi di bonifica;
  6. i consorzi industriali;
  7. gli enti morali;
  8. gli enti ecclesiastici.

Lavoratrici per le quali spetta l’incentivo

L’esonero in oggetto si configura come un’estensione dell’esonero di cui all’articolo 4, commi da 9 a 11, della legge 28 giugno 2012, n. 92. L’istituto precisa che in quanto riconducibili alla nozione di “donne svantaggiate” , l’incentivo riguarda le seguenti  4 categorie:

  1.  donne con almeno cinquant’anni di età e “disoccupate da oltre dodici mesi”;
  2.  “donne di qualsiasi età, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell'ambito deifondi strutturali dell'Unione europea prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi”. Si precisa che il rapporto di lavoro può svolgersi anche al di fuori delle aree indicate;
  3.  donne di qualsiasi età che svolgono professioni o attività lavorative in settori economici caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere e “prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi”.  Vedi  l'articolo "Disparità uomo donna 2021 settori e professioni agevolabili"
  4.  donne di qualsiasi età, ovunque residenti e “prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi”. ( vanno conteggiati anche i contratti a termine di  durata di almeno 6 mesi ovvero un’attività di collaborazione coordinata con rremunerazione annua sia superiore a 8.145 euro o, ancora, un’attività di lavoro autonomo  con reddito annuo lordo superiore a 4.800 euro.

 Il requisito deve sussistere alla data  della richiesta di beneficio  esempio: se si intende richiedere il beneficio per un’assunzione a tempo determinato, il requisito deve sussistere alla data di assunzione e non a quello della eventuale proroga o trasformazione del rapporto. Se, invece, si intende richiedere il beneficio per una trasformazione a tempo indeterminato, senza averlo richiesto  per la precedente assunzione a termine, il requisito è richiesto alla data della trasformazione.

A questo proposito il nuovo messaggio precisa che   il beneficio può trovare applicazione anche nelle ipotesi di trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine non agevolati  per 18 mesi a decorrere dalla data di trasformazione.

Rapporti di lavoro incentivati

  • le assunzioni a tempo determinato;
  • le assunzioni a tempo indeterminato;
  • le trasformazioni a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato.

anche in caso di part-time e per i rapporti di lavoro subordinato con vincolo  associativo stretto con una cooperativa di lavoro e anche a scopo di somministrazione. 

Sono esclusi:

  •  i rapporti di lavoro intermittente.
  • i rapporti di apprendistato e 
  • i contratti di lavoro domestico

in quanto godono già di aliquote contributive ridotte .

Con riferimento alla durata del periodo agevolato, si chiarisce che, l’incentivo:

- in caso di assunzione a tempo determinato, spetta fino a 12 mesi;

- in caso di assunzione a tempo indeterminato, spetta per 18 mesi;

- in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine già agevolato, è riconosciuto per complessivi 18 mesi a decorrere dalla data di assunzione.

L’incentivo spetta anche in caso di proroga del rapporto  fino al limite complessivo di 12 mesi.

Infine,  si precisa che il periodo di fruizione  può essere sospeso  e differito esclusivamente nei casi di assenza obbligatoria dal lavoro per maternità.

Assetto e misura dell’incentivo

L’incentivo valevole per le sole assunzioni/trasformazioni effettuate nel biennio 2021-2022,

  • con conferma dell’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche
  • esonero del 100 per cento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, nel limite massimo pari a 6.000 euro annui.

 Per il lavoro a tempo parziale, il massimale viene proporzionalmente ridotto.

Nella determinazione delle contribuzioni oggetto dello sgravio è necessario fare riferimento alla contribuzione datoriale che può essere effettivamente esonerabile.

Sulla base della normativa del 2012 l'INPS aveva indicato come non oggetto di sgravio le seguenti contribuzioni:

  • i premi INAIL
  • il contributo per TFR  articolo 1, comma 755, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
  • il contributo, ove dovuto, ai Fondi di cui agli articoli 26, 27, 28 e 29 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, 
  • il contributo previsto dall’articolo 25, comma 4, della legge 21 dicembre 1978, n. 845, in misura pari allo 0,30 per cento della retribuzione imponibile, destinato, o comunque destinabile, al finanziamento dei Fondi interprofessionali per la formazione continua 
  • le contribuzioni che non hanno natura previdenziale e quelle concepite allo scopo di apportare elementi di solidarietà (V. circ. inps n. 40/2018).

Nei casi di trasformazione di rapporti a termine ovvero di stabilizzazione è dovuta la restituzione del contributo addizionale dell’1,40 per cento prevista per i contratti a tempo determinato.

Nella circolare  sono illustrate infine in dettaglio  le condizioni ordinarie di spettanza dell’incentivo come previsto dalla legge n. 296/2006,  e  le modalità di verifica dell'incremento occupazionale netto, che sono da valutare in forma mensile e non annuale.

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