HOME

/

PMI

/

BANCHE E IMPRESE

/

INDENNIZZI AI SOCI INVESTITORI NON GENERANO REDDITO SU CHI LI EMETTE

2 minuti, Redazione , 20/12/2017

Indennizzi ai soci investitori non generano reddito su chi li emette

Ris. 153/E 2017. L’Agenzia chiarisce che la banca che versa indennizzi ai soci non è sostituto d’imposta perché non c’è reddito tassabile.

Pubblicata il 18 dicembre 2017 sul sito dell’Agenzia delle entrate la risoluzione n. 153/E, con cui l’Ufficio ha fornito risposta all’interpello presentato da una Banca, in liquidazione coatta amministrativa. La richiesta verteva sul trattamento tributario da applicarsi in merito a somme che l’interpellante avrebbe corrisposto ai propri soci/investitori, a seguito della stipula di specifici accordi transattivi aventi ad oggetto le pretese risarcitorie che questi ultimi avrebbero avanzato nei confronti dell’istituto di credito.
Premesso che, sulla base degli accordi stipulati tra banca e soci, questi ultimi ricevevano una somma di denaro a titolo di parziale ristoro delle perdite che, gli stessi, avrebbero subito a fronte della rinuncia a qualsiasi azione di responsabilità nei confronti dell’istituto di credito.
La banca, con la proposizione dell’interpello, ha chiesto all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate se gli indennizzi corrisposti in funzione degli specifici accordi transattivi, generino un reddito imponibile in capo ai soci che li hanno percepiti e se, di conseguenza, la banca stessa debba assume il ruolo di sostituto d’imposta nei confronti dei soci/investitori percettori.

Sul caso l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:

  • l’indennizzo, previsto in misura forfettaria pari a € 9 per azione, non risulta parametrato in alcun modo alla mancata percezione dei proventi derivanti dai titoli o alla perdita di valore dei medesimi;
  • la percezione di indennizzi da parte dei soci non genera rilevanza di natura reddituale (ex art. 6 comma 2 T.U.I.R.), poiché esclusivamente finalizzata a reintegrare forfettariamente la perdita economico-patrimoniale che chi la percepisce ha subito a seguito della condotta che la banca ha tenuto, in contrasto con gli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti, ex D.Lgs. del 24 febbraio 1998, n. 58 (cd. T.U.F.).

La conclusione dell’Agenzia delle entrate giunge, sulla scia di quanto già affermato dall’Ufficio nella Ris. n. 3/E del 12 gennaio 2017 con riguardo, al trattamento fiscale delle somme erogabili a favore di soggetti vittime della risoluzione di alcuni istituti di credito. La risoluzione richiamata, asseriva la non imponibilità degli indennizzi forfettari, ove destinati a garantire il ristoro di pregiudizio (commisurato in relazione all’investimento e non ai proventi da questo generato) che la banca aveva cagionato.

Anche nell’ipotesi vagliata dall’Agenzia con la Ris. 153/E del 2017, gli indennizzi erogati dalla banca non genererebbero alcun reddito imponibile in capo ai soci a cui sono stati erogati; di conseguenza, né gli stessi non saranno da ritenersi tassabile, né la banca assumerebbe la qualità di sostituto d’imposta dei soci che li hanno percepiti.

Ti potrebbe interessare il software Fluxus - Gestione Tesoreria

Allegato

Risoluzione AE 153/E 2017

Tag: BANCHE E IMPRESE BANCHE E IMPRESE

La tua opinione ci interessa

Accedi per poter inserire un commento

Sei già utente di FISCOeTASSE.com?
ENTRA

Registrarsi, conviene.

Tanti vantaggi subito accessibili.
1

Download gratuito dei tuoi articoli preferiti in formato pdf

2

Possibilità di scaricare tutti i prodotti gratuiti, modulistica compresa

3

Possibilità di sospendere la pubblicità dagli articoli del portale

4

Iscrizione al network dei professionisti di Fisco e Tasse

5

Ricevi le newsletter con le nostre Rassegne fiscali

I nostri PODCAST

Le novità della settimana in formato audio. Un approfondimento indispensabile per commercialisti e professionisti del fisco

Leggi anche

BANCHE E IMPRESE · 06/10/2021 Cessione quinto 2021: i tassi dal 1 ottobre

Tassi aggiornati per il IV trimenstre 2021 per la cessione del quinto delle pensioni. Messaggio INPS n. 3341 del 5 ottobre 2021

Cessione quinto 2021: i tassi dal 1 ottobre

Tassi aggiornati per il IV trimenstre 2021 per la cessione del quinto delle pensioni. Messaggio INPS n. 3341 del 5 ottobre 2021

Moratoria crediti PMI al 31.12.2021: debitori non classificabili "in sofferenza"

Moratoria crediti PMI: non verrà segnalato nessun ritardo e il debutore non può essere classificato a sofferenza. Il chiarimento nella risposta all'interrogazione parlamentare

Fondo indennizzo risparmiatori: firmato il protocollo

Accesso al Fondo indennizzo risparmiatori (Fir): pronta la verifica dei requisiti patrimoniali dei risparmiatori che hanno chiesto l'indennizzo.

L'abbonamento adatto
alla tua professione

L'abbonamento adatto alla tua professione

Fisco e Tasse ti offre una vasta scelta di abbonamenti, pensati per figure professionali diverse, subito accessibili e facili da consultare per ottimizzare i tempi di ricerca ed essere sempre aggiornati.

L'abbonamento adatto alla tua professione

Fisco e Tasse ti offre una vasta scelta di abbonamenti, pensati per figure professionali diverse, subito accessibili e facili da consultare per ottimizzare i tempi di ricerca ed essere sempre aggiornati.

Maggioli Editore

Copyright 2000-2021 FiscoeTasse è un marchio Maggioli SPA - Galleria del Pincio 1, Bologna - P.Iva 02066400405 - Iscritta al R.E.A. di Rimini al n. 219107- Periodico Telematico Tribunale di Rimini numero R.G. 2179/2020 Registro stampa n. 12 - Direttore responsabile: Luigia Lumia.

Pagamenti via: Pagamenti Follow us on:

Follow us on:

Pagamenti via: Pagamenti

Maggioli Editore

Copyright 2000-2021 FiscoeTasse è un marchio Maggioli SPA - Galleria del Pincio 1, Bologna - P.Iva 02066400405 - Iscritta al R.E.A. di Rimini al n. 219107- Periodico Telematico Tribunale di Rimini numero R.G. 2179/2020 Registro stampa n. 12 - Direttore responsabile: Luigia Lumia.