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Rassegna stampa Pubblicato il 04/01/2017

Ricorsi a due vie contro gli accertamenti sul lavoro dal 1.1.2017

Nella circolare 4 2016 dell'ispettorato nazionale del lavoro le istruzioni per i ricorsi contro ordinanze e verbali di accertamento su lavoro e previdenza: due procedure diverse

Dal 1° gennaio  2017  sono in vigore le nuove regole per i ricorsi amministrativi contro le ordinanze e gli atti d’accertamento  in materia di lavoro e previdenza, istituite dal decreto 149 2015 del Jobs Act . L'Ispettorato nazionale del lavoro fornisce le prime istruzioni operative con la circolare n. 4 2016 del  29 dicembre 2016, sulle modifiche riguardano gli articoli 16 e 17 del decreto legislativo n. 124 /2004.
Le modifiche   prevedono  due diverse procedure di ricorso. In particolare :

  • per gli accertamenti  su violazioni punite con sanzioni amministrative effettuati da organi diversi dall’Ispettorato  come Guardia di finanza, Polizia di Stato, Carabinieri, Il ricorso va presentato entro  30 giorni dalla notifica  alla sede territoriale competente dell’Ispettorato del lavoro. L'atto  interrompe il termine per la presentazione dei ricorso fino alla scadenza della data fissata per compiere gli adempimenti oggetto di diffida. Per la risposta l'ispettorato ha 60 giorni di tempo, decorsi i quali il ricorso si intende respinto.
  •  Nel caso invece di accertamento  effettuato da ispettori del lavoro e da quelli dell’Inps e dell’Inail (coordinati dall’Inl)  il ricorso va presentato alla sede competente dell’Ispettorato interregionale del lavoro e sarà deciso dal Comitato per i rapporti di lavoro entro il termine di 90 giorni, sia nel caso di contestazione di una  ordinanza (art.  18 della legge 689/81), oppure di un verbale unico di accertamento (per i casi di contestazione sulla  sussistenza o qualificazione del rapporto di lavoro. 


La circolare n. 4 specifica che "le nuove disposizioni  sono già in vigore dal  1° gennaio 2017 e non è prevista una disciplina transitoria. Pertanto, i ricorsi amministrativi che alla suddetta data non risultano ancora decisi o per i quali non si sia formato il silenzio rigetto, sono da considerarsi improcedibili e le relative ordinanze sono opponibili davanti al Tribunale entro trenta giorni dalla notifica dell’atto.  I ricorsi amministrativi presentati dopo il 1° gennaio 2017 sono, invece, da dichiarare inammissibili, per cui il termine di 30 giorni entro cui è possibile presentare opposizione in Tribunale decorre dalla data di notifica dell’ordinanza."

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Fonte: Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale


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