Rassegna stampa Pubblicato il 12/03/2013

Comuni sempre più attivi per aggiornare le rendite degli immobili ristrutturati

Bloccato il progetto di riforma generale del Catasto, sempre più Comuni cercano di aggiornare le rendite degli immobili, almeno quelli ristrutturati senza informare il Territorio

Nel limbo della Riforma del Catasto, arenatasi insieme al Ddl Delega fiscale, molti Comuni cercano di aggiornare le rendite degli immobili per distribuire un po' meglio il carico dell'IMU sui cittadini. Sono bene 1.128 i Comuni che hanno aggiornato le rendite degli immobili su cui sono stati effettuati lavori di recupero senza informare l'Agenzia del Territorio, magari inviano prima una lettera bonaria al cittadino per invitarlo a regolarizzare. La procedura utilizzata è quella prevista già dalla Finanziaria 2005 (art. 1, comma 336), che è finalizzata ad individuare tutte quelle situazioni in cui il proprietario ha aggiunto un bagno o un ascensore ad una vecchia casa, ma non ha aggiornato la rendita catastale. C'è poi l'altra procedura prevista dal comma 335 della stessa Finanziaria 2005, che consente ai Comuni di chiedere all'Agenzia del Territorio la revisione parziale del classamento nelle microzone in cui il rapporto tra valore medio di mercato e valore medio catastale ai fini Ici/Imu si discosta in modo significativo dalla media cittadina; ma questa è una procedura impopolare politicamente per i sindaci, che quindi non attuano quasi mai. Quel che è certo è che l'IMU nel 2013 si pagherà ancora in base ai vecchi valori catastali, quelli che fotografano il mercato immobiliare del 1988-1989.

Fonte: Il Sole 24 Ore





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