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IL DECRETO SPENDING REVIEW BLOCCA L'AUMENTO DELLE ALIQUOTE IVA

Il decreto spending review blocca l'aumento delle aliquote Iva

Il decreto sulla spendig review blocca fino al 30.06.2013 l’innalzamento di due punti percentuali delle aliquote Iva del 10% e del 21%.

Ieri, 5 luglio 2012, il Governo ha approvato il decreto contenente le disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica, chiamato spending review. La riduzione della spesa tuttavia non inciderà in alcun modo sulla quantità di servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni a favore dei cittadini. L’intervento del Governo, infatti, mira a migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi della pubblica amministrazione, stimolando, così, la crescita e la competitività del Paese. Grazie all’eliminazione degli eccessi di spesa sarà possibile evitare l’aumento di due punti percentuali dell’IVA per gli ultimi tre mesi del 2012 e per il primo semestre del 2013. Iva congelata quindi fino al 30.06.2013, dopodiché ci sarà probabilmente la stangata sui consumi, a meno che non arrivino i 6,6 miliardi necessari ad evitare il prossimo anno l’aumento delle aliquote.

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Commenti

Stefano Gardini - 06/07/2012

Purtroppo si stanno facendo, a mio avviso, le cose sbagliate. Sbagliato è incidere sull'IVA e sbagliato è incidere sulle spese 'utili' del comparto pubblico. Tutte e due le misure comprimono i consumi facendo aumentare la cifra percentuale dopo il - del nostro PIL. D'altro canto i soldi 'servono'. Bene cerchiamo di raccoglierli senza deprimere i consumi già allo sfascio. I Professori sono loro ma io nel mio piccolo avrei diverse idee. Prima: taglio 'orizzontale' a tutte le pensioni superiori a 5.000 euro al mese. Seconda: taglio 'orizzontale' di tutti gli stipendi pubblici, sia di manager sia di politici allineandoli a 5.000 euro al mese; intendo proprio tutti incluso Presidente della Repubblica, Magistrati di Corte Costituzionale, Parlamentari, Ministri, fino ai consiglieri comunali e regionali. Divieto di cumulo per tutti i dirigenti pubblici dello stipendio per le cariche: comunque max 5.000 euro al mese. Se vogliono tenere le cariche le tengano per puro prestigio, altrimenti avanti un altro. In questo modo si risparmierebbero ben più del 5 miliardi che servono adesso e dei 6,6 per il 2013. Terza: far confluire in una società pubblica TUTTO il patrimonio dello stato, quotazione in borsa del 49% della società (allo Stato rimarrebbe il 51%). Previsto incasso tra 250/300 miliardi, tutti a riduzione del debito (e dei conseguenti interessi che su 300 miliardi ammontano mediamente almeno a 15 miliardi anno). Ecco fatte le manovre per i prossimi 10 anni!!!

Monica Tamburini - 06/07/2012

Caro Stefano, io alla tua idea aggiungere un'altra cosa e cioè: una variazione al sistema fiscale italiano. Ti spiego: secondo me basterebbe permettere a tutti sia persona fisica, sia persona giuridirica, titolari o meno di partita Iva, di portare in detrazione dal proprio reddito ogni costo sostenuto, dalla carta igienica al viaggio, dalle spese per lo studio a quelle per la casa. In questo modo: 1° sarebbe incentivato il consumo e non il risparmio; 2° si risolverebbe il problema dell'evasione fiscale perche tutti avrebbero interesse a chiedere ricevuta fiscale o fattura, senza spendere soldi in software e personale addetto alla lotta all'evasione; 3° pagherebbero piu tasse chi effettivamente possiede maggiore ricchezza.

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