Speciale Pubblicato il 11/07/2011

Tempo di lettura: 2 minuti

Aumento imposta di bollo su deposito titoli

di Cappellaro Lara

Con la nuova manovra finanziaria potrebbe aumentare l’imposta di bollo sui dossier titoli: maggiori entrate per lo Stato con l’imposta sul portafoglio titoli dei conti correnti.

LE CIFRE PREVISTE: imposta di bollo su deposito titoli
- 2011 – 120 euro
- 2012 – 120 euro
- 2013 – 150 euro per depositi sotto i 50.000 euro;
380 euro sopra i 50.000 euro



L’imposta di bollo sui dossier titoli potrebbe aumentare da 34,20 euro a 120 euro per 2011 e per il 2012. Nel 2013 sono previsti 150 euro per i dossier titoli sotto i 50.000 euro e 380 euro per chi ha un portafoglio superiore a 50.000 euro (valore nominale o di rimborso complessivo del dossier titoli).

L'articolo continua dopo la pubblicità

Quali conseguenze per i risparmiatori?

L’aumento dell’imposta di bollo sul deposito titoli colpirà soprattutto i piccoli risparmiatori. La manovra, infatti, ha stabilito un limite per differenziare l’imposta dal 2013: un’imposta di bollo di 150 euro per depositi inferiori a 50.000 euro e di 380 euro per depositi superiori a 50.000 euro. Appare chiaro allora, che chi ha in conto corrente un piccolo portafoglio titoli risentirà di più dell’aumento dell’imposta. Più aumenta il valore dell’investimento in titoli, infatti, minore è l’incidenza del bollo.

Quali conseguenze per il debito pubblico?

Questa misura dovrebbe assicurare 8 miliardi di entrate pubbliche, ma potrebbe tradursi in una vera e propria “fuga dai Titoli di Stato” da parte dei piccoli e medi risparmiatori. Lo Stato allontanerebbe così molti correntisti che, con il loro dossier titoli, contribuiscono a finanziare il debito pubblico.

Un altro elemento da considerare è l’effetto (reale o presunto) della crisi greca sui mercati. Molti investitori non dormono sonni tranquilli. Gli esperti sostengono che per i titoli di breve duration non si corrono grossi rischi, ma ora oltre che con l’inflazione, bisognerà fare i conti con il superbollo. E valutare se investimenti classici e sicuri come, ad esempio, i BOT, siano ancora convenienti per importi medio-bassi.

Un altro problema: la tassazione delle rendite fiscali

In un panorama pieno di incognite, una di queste è anche la tassazione delle rendite fiscali. L’aliquota potrà salire dal 12,5% al 20% nel prossimo triennio. Viene chiarito, però, che il provvedimento non riguarderà i Titoli di Stato, ma azioni, conti correnti, depositi bancari e altri strumenti. Inoltre, la Bce (Banca centrale europea) ha appena alzato i tassi d’interesse dello 0,25% portandoli all’1,5%.

Quali soluzioni?

Se davvero il superbollo verrà approvato, è possibile che molti correntisti che hanno un deposito di piccolo profilo e con prevalenza di Titoli di Stato lo abbandonino e scelgano piuttosto un deposito on line o prodotti assicurativi.
Ad ogni modo, chi vuole continuare a investire dovrebbe seguire le regole di sempre.

- Avere un quadro chiaro delle proprie finanze: quali progetti, quali acquisti ci sono in previsione? I risparmi da investire sono gli unici o sono solo una parte?
- Informarsi: sapere il più possibile sull’intermediario, sul mercato, sui prodotti.
- Diversificare: non investire tutti i risparmi in un unico tipo di prodotto, per ridurre i rischi.
- Evitare strumenti difficili da liquidare senza perdita di valore.


Di fatto, al momento, ottenere il massimo rendimento con il minimo rischio rappresenta una sfida alquanto difficile sui mercati.


TAG: Bollo e concessioni governative