Il contratto di lavoro a chiamata in tempo di crisi
Studio Giorgi e Vitelli - Consulenti del Lavoro
Con l’estate si intensifica la possibilità di utilizzo del contratto di lavoro a chiamata (o job on call o lavoro intermittente) introdotto col D. Lgs. n. 276/03 (c.d. Legge Biagi).
L’assunzione con contratto di lavoro a chiamata ha il vantaggio di garantire un’elevata flessibilità: il lavoratore, assunto con questo tipo di contratto, si mette a disposizione del datore di lavoro per svolgere prestazioni di carattere discontinuo o intermittente.
Le caratteristiche del contratto a chiamata o job on call
Il contratto di lavoro a chiamata può essere stipulato sia a tempo indeterminato che determinato. In quest’ultimo caso non vanno rispettate le ragioni tecniche organizzative, produttive o sostituite che legittimano l’apposizione del termine; non solo il contratto di lavoro a chiamata a tempo determinato è prorogabile o rinnovabile senza alcun limite.
Su questo punto il Ministero del Lavoro ha precisato che, in caso di riassunzione dello stesso lavoratore con contratto di lavoro a chiamata, anche se svolto a tempo determinato, non è necessario rispettare il periodo di intervallo obbligatoriamente previsto per i contratti a termine (dieci giorni in caso di contratto a termine fino a sei mesi, ovvero venti giorni in caso di contratto a termine di durata superiore ai sei mesi).
Il C.C.N.L. deve individuare le attività ammesse al contratto a chiamata
Il datore di lavoro può assumere lavoratori a chiamata solo se il C.C.N.L. applicato ha individuato le attività per le quali è possibile ricorrere a questa forma contrattuale. Se manca questa previsione il Ministero de Lavoro ha stabilito che, in attesa della regolamentazione contrattuale, si può ricorrere al contratto a chiamata anche per le attività discontinue riportate in una tabelle allegata al Regio Decreto 2657/1923 fra le quali citiamo le più frequenti: camerieri, personale di servizio e di cucina negli alberghi, trattorie, esercizi pubblici in genere, fattorini, magazzinieri, commessi, pompisti.
Periodi ammessi per il lavoro a chiamata week-end, vacanze natalizie e pasquali, ferie estive
Il contratto di lavoro a chiamata può essere utilizzato anche per periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese e dell’anno, che il Ministero ha così definito:
• week-end: periodo che va dal venerdì pomeriggio, dopo le 13,00, fino alle ore 6,00 del lunedì mattina;
• vacanze natalizie: dal 1° dicembre al 10 gennaio;
• vacanze pasquali: periodo che va dalla domenica delle Palme al martedì successivo al lunedì dell’Angelo;
• ferie estive: giorni compresi nel periodo 1° giugno – 30 settembre.
Inoltre può essere stipulato per prestazioni rese da soggetti che hanno meno di 25 anni o più di 45 anni di età anche pensionati; si tratta di ipotesi soggettive che fanno sorgere il diritto all’utilizzo di questo contratto, a prescindere dal tipo di attività da svolgere.
I requisiti soggettivi sopracitati (età) sono alternativi ai requisiti oggettivi (attività discontinue o intermittenti riportate nella tabella allegata al Regio Decreto e periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese e dell’anno) e in tale ipotesi non devono essere verificate le condizioni oggettive.
La verifica sull’età va fatta al momento dell’assunzione.
I casi in cui il contratto di lavoro a chiamata o job on call è vietato
E’ invece vietato il ricorso al lavoro a chiamata:
• per sostituire lavoratori i sciopero;
• presso unità produttive nelle quali, nei 6 mesi precedenti, si sia proceduto a licenziamenti collettivi che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro a chiamata, ovvero presso unità produttive nelle quali sia operante una sospensione dei rapporti o una riduzione di orario, con diritto al trattamento di integrazione salariale, che interessino lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro a chiamata;
• da parte di imprese che non abbiamo effettuato la valutazione dei rischi.
Le due tipologie del contratto a chiamata: con o senza obbligo di risposta
Sono due le tipologie di questo contratto: con o senza obbligo di rispondere alla chiamata. Nel primo caso il datore di lavoro deve corrispondere al lavoratore un’indennità di disponibilità non inferiore al 20% di paga base, contingenza, elemento distinto della retribuzione e dei ratei aggiuntivi.
Quando il lavoratore è in standby, in attesa della chiamata del datore di lavoro, non matura alcun trattamento economico e normativo.
Lo stesso lavoratore può stipulare:
• più contratti di lavoro a chiamata con più datori di lavoro;
• un contratto di lavoro a chiamata in contemporanea con altre tipologie contrattuali
Il contratto di lavoro a chiamata non è compatibile:
• con il part-time;
• con l’apprendistato e il contratto di inserimento in quanto sono entrambi contratti che prevedono l’obbligo formativo;
• con il lavoro a domicilio in quanto la retribuzione è proporzionata alle ore effettivamente lavorate e non alle tariffe di cottimo.
Il contratto di lavoro a chiamata deve essere stipulato per iscritto e deve prevedere: le ipotesi di stipula (soggettive o oggettive), il preavviso di chiamata del lavoratore, il trattamento economico e normativo, il contratto applicato, forme e modalità della prestazione di lavoro, misure di sicurezza.
Il lavoratore a chiamata deve essere registrato nel Libro Unico del Lavoro al momento della chiamata, ma non deve essere effettuata alcuna registrazione se non viene corrisposta la retribuzione.
Commenti
che senso ha l'incompatibilità con il contratto part.time ?
Commento di francesca (10:58 del 29/06/2010)
Un lavoratore in regime di mobilità o CIG o Contratto di Solidarietà può effettuare prestazioni di lavoro con contratto a chiamata? SE Sì come deve essere retribuito: voucher o contanti?
Commento di Giovanni (19:21 del 22/07/2010)
ma se io o giaun lavoro par time posso fare un secondo lavoro a chiamata
Commento di marilena.prandini (11:09 del 24/08/2010)
Buon giorno, sono da otto mesi che lavoro in un bar con un contratto a chiamata, rinnovato per la seconda volta.Vorrei sapere se è possibile stipulare questo genere di contratto anche lavorando tutti i giorni.grazie
se io ho gia un lavoro part-time posso fare un secondo lavoro a chiamata?
Commento di vincenzo (20:37 del 20/09/2010)
avendo un contratto a chiamata ho diritto agli assegni familiari per cui ho già avuto l'autorizzazione prima di perdere il lavoro.Grazie
Commento di beatrice (12:54 del 25/09/2010)
Buongiorno, fin'ora ho lavorato in una trattoria con contratto part time; essendosi contratto il volume del lavoro mi è stato proposto un contratto a chiamata ma non solo nei fine settimana, ma anche in giorni infrasettimanali (se necassario). é regolare? Grazie
Commento di ines (14:59 del 29/09/2010)
devo licenziarmi x andare in pensione.il mio datore di lavoro, settore commercio può farmi un contratto a chiamata. come viene calcolato lo stipendio? a ore sulle quali devo pagare tasse? grazie
Commento di Claire (11:12 del 30/09/2010)
buon giorno,vorrei avere informazioni sul contratto a chiamata, 1)si possono richiedere assegni familiari 2)c'è copertura INPS e INAL 3)ferie 4)tredicesima e quattordicesima grazie 1000 carmen bergamo
Commento di carmen (13:41 del 14/02/2011)
scusate una sola domanda,a me sembra che questa legge e fatta soltanto per le aziende che vogliono licenziare i dipendenti con contratto a termine(a parere dei datori di lavoro costano molto livello tasse.) per tenere queste figure precari.ma le banche come fanno ad erogare mutui a persone senza un lavoro a lungo termine? GRAZIE ITALIA
Commento di salvo (20:04 del 25/02/2011)
sono infermiera e vorrei sapere se posso stipulare il contratto a chiamata con un laboratorio per il quale vado ad eseguire prelievi del sangue a domicilio
Commento di milena (21:20 del 24/03/2011)
Come ci si libera del contratto a chiamata? il mio (ex) datore di lavoro ha detto che non ha più bisogno di me, eppure non fa nulla per cessare questo maledetto contratto, lasciando in sospeso il relativo TFR e ferie non godute!!!che posso fare?!!
Commento di Eleonora (12:01 del 04/10/2011)
ciao. anche io ho un contratto a chiamata. mi scade a fine anno ma mi voglio licenziare prima, posso???????????????
Risposta di ilaria (11:13 del 27/10/2011) al commento di Eleonora
vorrei sapere se con il contratto a chiamata posso lavorare tutti i giorni,se ho diritto ad un giorno di riposo,se mi spetta la malattia e se nella busta paga mensile ho compreso ferie ,tredicesima,quattordicesima,tfr o se mi spetta tutto questo a parte. grazie
Risposta di monica (21:43 del 12/03/2012) al commento di ilaria
lavoro in un bar da un anno,tempo in cui mi è stato rinnovato 3 volte il contratto a chiamata,e fino all'anno scorso nella busta paga erano presenti due voci "importo ordinario" con l'importo per il totale ore svolte e una seconda voce "maggiorazione per lavoro intermitente" 30% sempre sul totale ore. Dall'ultimo rinnovo invece (che io non ho visto come contratto cartaceo, perche mi è stato detto che è una proroga del precedente) c'è solamente una voce "lavoro ordinario intermitente" senza nessuna maggiorazione quindi prendo più di 2 euro in meno all'ora e mi vengono scaricate in tutte le buste le ferie e i permessi che naturalmente non mi prendo, ma mi vengono pagati ogni mese senza la possibilità di maturarle, ma, mi è stato detto che con questa tipologia di contratto le mie ferie non sono pagate. Premetto che di regola faccio 115-120 ore o più al mese, e se non ho le ferie pagate perche allora sono presenti da quest'anno in tutte le buste paga di come se le avessi godute? Qualcuno mi sa dire qualcosa in merito? Ringrazio anticipatamente a chiunque mi può dare dei chiarimenti.
Commento di gabriella (12:02 del 26/03/2012)
buongiorno sono un turizta Brasiliano vorrei rimanere in italia per tre mesi come previsto dalle leggi Italiane però vorrei aiutarmi economicamenre, posso lavorare in un ristorante hotel o altro con contratti magari a chiamata ? o in quale alta forma?. grazie
Commento di Pedro (14:16 del 01/05/2012)
