Regime del margine con il metodo globale: esempi di calcolo e adempimenti dichiarativi

di Chiara Porrovecchio 11 CommentiIn Contabilità e Bilancio, Dichiarazioni

Il regime del margine è un regime Iva particolare che si applica alla vendita dei beni usati.

La storia ci insegna che quando le economie dei Paesi rallentano, il ciclo di vita dei beni si allunga. Ciò avviene  attraverso la creazione di mercati secondari di sbocco che facilitano l’utilizzo dei beni usati. Pensiamo ai telefonini, agli indumenti e loro accessori, ai mezzi agricoli e da lavoro in genere, ovvero alle auto usate.

D’altro canto anche il cambiamento culturale orientato al riciclo dei materiali e dei prodotti ci spinge a ripensare “in usi alternativi” i beni che solitamente acquistiamo per “gli usi tradizionali”.

Parliamo dunque di regimi fiscali speciali per la compravendita dei beni usati e, in particolare del sistema IVA del margine di cui agli articoli 36 e seguenti del D.L. n. 41/1995 (convertito in Legge n. 85/1995). In particolare approfondiremo tra i sistemi di calcolo possibili, il metodo globale.

I soggetti potenzialmente interessati alla disciplina in esame, sono tutti coloro che effettuano cessioni di beni usati ossia già utilizzati da altri soggetti ma suscettibili di reimpiego nello stato originale o previa riparazione.

I beni commercializzati possono riguardare:

a) veicoli usati;

b) parti, pezzi di ricambio o componenti derivanti dalla demolizione di mezzi di trasporto   o di apparecchiature elettromeccaniche;

c) francobolli, monete ed altri oggetti da collezione;

d) confezioni di materie tessili e comunque di prodotti di abbigliamento, compresi quelli accessori;

e) beni, anche di generi diversi, acquistati per masse o a peso e con prezzo indistinto;

f) libri di antiquariato;

g) qualsiasi bene di costo inferiore a 516,46 Euro.

Requisito essenziale per essere assoggettati alla disciplina del margine è che i beni ceduti devono essere stati già tassati, cioè devono essere già stati assoggettati definitivamente ad imposizione in un passaggio economico precedente a quello in cui si applica il regime speciale.

Nella maggior parte dei casi tale requisito, si verifica perché detti beni provengono da privati. Si considerano, tuttavia  acquistati da privati anche i seguenti beni:

– quelli per i quali il cedente non ha potuto detrarre, ovvero ha potuto detrarre solo in parte, l’imposta relativa all’acquisto o all’importazione (ad. esempio, il caso in cui il rivenditore acquista l’autovettura da un libero professionista il quale non ha potuto o ha potuto solo in parte operare la detrazione);

– quelli ceduti da soggetto passivo comunitario in regime di franchigia nel proprio Stato;

– quelli ceduti da soggetto passivo d’imposta che ha assoggettato l’operazione al medesimo regime del margine.

Il regime del margine ha quindi, come obiettivo quello di evitare fenomeni di doppia o reiterata imposizione. Pertanto, è soggetta ad Iva solo la differenza (margine) tra corrispettivo di vendita e prezzo di acquisto del bene e dei servizi accessori (inclusa Iva).

I metodi di calcolo

Il regime in esame  si articola su tre diversi sistemi di calcolo :

1)   «analitico» per ciascuna operazione che abbia dato luogo ad un risultato positivo. Le operazioni con margine negativo vengono ignorate, e si devono pertanto dichiarare i margini lordi delle operazioni chiuse con esito positivo, senza «quadratura» per la mancata considerazione di quelle in perdita (articoli 36, comma 1, e 38, comma 2);

2)    «globale» o per masse, in cui le operazioni negative compensano quelle positive (articoli 36, comma 6, e 38, comma 4);

3) «forfettario» (articoli 36, comma 5, e 38, comma 3). I margini forfetari si applicano nelle situazioni in cui non sia disponibile una documentazione di acquisto e nel commercio ambulante, in ogni caso;

Metodo globale

Con tale sistema la differenza o margine, è calcolata non per ciascuna operazione, ma in base all’importo globale degli acquisti e delle cessioni effettuate nel periodo mensile o trimestrale. In particolare:

–          si ha “imposta dovuta” sempreché la differenza tra la “massa” delle vendite (con segno + positivo) e degli acquisti maggiorati di eventuali costi di riparazione e spese accessorie (con segno − negativo), sia positiva;

–          se l’ammontare degli acquisti supera quello delle vendite, l’eccedenza degli acquisti può essere computata in detrazione nel periodo successivo.

Esempio: Ipotizziamo che un soggetto abbia realizzato acquisti e vendite di beni usati nell’esercizio dell’impresa. Calcoliamo i margini, l’imponibile e l’IVA da versare, data la frequenza mensile.

Acquisti

Vendite

Diff.

Margine

Imponibile

Iva (22%)

genn.

84.000

64.000

-20.000

-20.000

0

0,0

febb.

88.000

158.000

70.000

50.000

40.984

9016,4

marzo

122.000

126.000

4.000

4.000

3.279

721,3

aprile

57.000

95.000

38.000

38.000

31.148

6852,5

magg.

63.000

92.000

29.000

29.000

23.770

5229,5

giug.

61.000

109.000

48.000

48.000

39.344

8655,7

luglio

106.000

57.000

-49.000

-49.000

0

0,0

ag.

5.000

70.000

65.000

16.000

13.115

2885,2

sett.

69.000

91.000

22.000

22.000

18.033

3967,2

ott.

134.000

104.000

-30.000

-30.000

0

0,0

nov.

43.000

118.000

75.000

45.000

36.885

8114,8

dic.

89.000

149.000

60.000

60.000

49.180

10819,7

 Totali

921.000

1.233.000

     

56262,3

Nota: l’imponibile si ottiene mediante scorporo del margine, qualora positivo.

(Formula = margine/ 1,22)

 Adempimenti amministrativi (art. 38) 

Gli adempimenti sono differenti a seconda che si tratti di :

1. soggetti che esercitano esclusivamente il commercio di beni usati;

2. soggetti che svolgono anche altre attività.

I soggetti che esercitano esclusivamente il commercio di beni usati hanno l’obbligo di tenere due appositi registri:

– delle cessioni, ove indicare la data della cessione, natura, qualità e quantità dei beni ceduti, i corrispettivi lordi e distinti per aliquota;

– degli acquisti dei beni poi ceduti e assoggettati al metodo globale, ove indicare data dell’acquisto, natura, qualità e quantità dei beni acquistati e prezzo pagato, al lordo dell’eventuale imposta.

Se si tratta di soggetto obbligato all’emissione della fattura, la stessa deve indicare il  corrispettivo al lordo dell’imposta, senza scorporo e con l’annotazione che si tratta di operazione soggetta al regime speciale ex art. 36 e successivi (art. 38 D.L. 41/1995).

La registrazione dell’acquisto deve essere eseguita entro quindici giorni o comunque entro la data di rivendita, per la quale vale solo il differimento di un giorno ai fini dell’annotazione (articolo 24, legge IVA).

I soggetti che oltre ai beni usati, effettuano cessioni di beni nuovi  dovranno continuare a tenere i normali registri Iva per queste ultime operazioni, oltre  il registro dei corrispettivi, ove è annotato, distinto per aliquota, il margine delle operazioni effettuate in ciascun periodo d’imposta, determinato sulla base del registro di carico e scarico dei beni usati.

 Adempimenti dichiarativi

Si segnala anzitutto la presenza del prospetto B in appendice alle istruzioni del modello IVA 2013, che rileva per la determinazione dei dati da indicare nei quadri di cui si compone la dichiarazione da parte dei contribuenti che hanno effettuato cessioni rientranti nel regime speciale dei beni usati.

Tale prospetto deve essere compilato preliminarmente ed esibito su richiesta dell’ufficio finanziario competente.

Il prospetto B è utilizzato sia per la  corretta determinazione del volume d’affari, in quanto sono date indicazioni di raccordo per la ripartizione dei dati  nel  quadro VE, sia per l’indicazione dell’eventuale margine negativo da riportare in compensazione nell’anno successivo.

Volume d’affari (art. 37, comma 4)

Il volume d’affari tiene conto dell’ammontare imponibile di tutte le operazioni registrate per l’anno ed è costituito dall’ ammontare dei corrispettivi al netto dell’imposta relativa al margine.

Esempio: si ipotizzi che un soggetto ha realizzato, in un anno solare, corrispettivi per 800.000,00, per cessioni con aliquota del 22%. La determinazione del volume d’affari sarà:

Corrispettivi annui

800.000

Costi di acquisto totali

200.000

Spese accessorie e di riparazione

100.000

Margine

500.000

Iva sul margine (500.000/122x100x22%)

90.163,93

Corrispettivi meno Iva sul margine

409836,07

Volume d’affari (800.000-90.163,93)

709.836,07

Nota: alle operazioni in oggetto si applicano le aliquote normali in relazione alle singole tipologie di beni.

Autore dell'articolo
identicon

Chiara Porrovecchio

Funzionario presso una Agenzia Fiscale; oggi si occupa di attività di Audit Interno nell’ambito della Direzione Regionale del Piemonte. In precedenza ha svolto attività di consulente telefonico fiscale presso il Call Center di Torino. Abilitata all’esercizio delle professioni contabili e della Revisione legale (non esercente tuttavia in quanto attività non compatibile con quella di pubblico dipendente) è ricercatore in materie economiche tributarie dal 2008, anno in cui ha conseguito il Dottorato presso l’Università degli studi di Palermo. Autrice di numerosi articoli per il sito web www.fiscoetasse.com. Collabora dal 2013 alla Rivista mensile Fiscalità Estera.

Comments 11

  1. Articolo interessante. Ho una domanda. La mia impresa individuale (piccolo imprenditore comerciale) svolge le seguenti attività:
    -vendita abbigliamento usato (regime margine globale)
    -vendita abbigliamento nuovo
    -agenzia d’affari per il contovendita di abbigliamento e libri usati

    Quali registri contabili devo tenere?
    Io ho:
    -registro corrispettivi
    -registro acquisti beni usati
    -registro cessioni beni usati
    -registro degli affari.

    Grazie mille.

    1. Buon giorno, avrei un caso del genere, mi può aiutare come operare PRATICAMENTE:
      apre un negozio di vendita usato e ( secondario ) nuovo, ha acquistato registro acquisti beni usati, vidimato e la contabilità impostata con registro vendite/acquisti e corrispettivi;
      avrà un registratore di cassa ( serve qualche dicitura particolare sullo scontrino ? ) e registro dei corrispettivi, dove annoterà in una colonna le vendite del nuovo al 22% e in altra colonna le vendite dell’usato.
      Deve avere 2 registri dei corrispettivi ? Uno x usato e uno x nuovo ?
      Serve anche un registro delle vendite dell’usato, da vidimare anche quello ossia un registro di uscite dei beni usati ?
      Vorrebbe tenere una contabilità trimestrale, è possibile ?
      Intanto la ringrazio se mi da delle delucidazioni solo pratiche, saluti

  2. Salve la mia impresa svolge la seguente attività:acquisto e vendita di auto sinistrate e parti e ricambi di esse .
    Come devo emettere le fatture con iva o margine di iva?
    Grazie mille

  3. Salve vorrei sapere se tra le spese accessosie é inclusa i costi per l’atto di passaggio, revisione, e costi di pubblicità. Nel caso di spese accessorie esenti art.10 si devono ugualmente prendere in considerazione per il calcolo del margine? grazie attendo una risposta anche nella mia e-mail

  4. articolo incompleto, non prevede gli acquisti in regime normale , anche se acquista beni usati.
    pertanto il soggetto in regime del margine che acquista ipotesi un furgone usato per rivenderlo, deve avere i registri iva normali e il problema è capire come registrare le normali fatture gestionali (affitto, luce e altro)

  5. Salve n el caso di cessioni private, cioè senza partita iva bisogna calcolare il regime del margine?

    1. identicon

      Il regime del margine si applica comunque se il soggette che cede è un soggetto Iva, e non un privato. Non so se ho capito bene la sua domanda, ma mi pare che lei parla di cessioni fatte da non soggetti privati senza partita iva, che non rientrano in questo regime.

  6. Salve, se una concessionaria con regime del margine globale cessa l’attività a marzo 2018 e chiude con un credito avendo un margine negativo, può in qualche modo utilizzare tale credito?
    Grazie

  7. Regime margine globale, iva mensile, nei mesi di giugno e luglio chiude con un margine positivo, relativo versamento iva; a dicembre chiude con un credito del mergiane
    In dichiarazione Iva , dove devo evidenziare il margine positivo dei precedenti mesi?

  8. Buonasera.
    Per una contabilità mensile, con iva a margine globale e Iva normale. Alla chiusura del mese una delle due liquidazione è a credito devo versare la differenza.
    Per esempio:
    1 )Iva a margine Lordo 500,00 credito
    Iva Normale 300, 00 debito
    Il netto da pagare 300,00 – 90,16

    2) Iva a margine dopo lo scorporo 600,00 debito
    Iva normale credito 500,00
    Iva da pagare 100,00

    Nel 1 esempio non sono convinto, in quanto il credito dell’iva margine non puo essere portato in diminuzione dell’iva normale.

    Saluti

    Carmelo

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