ernesto168x126

Speciale Pubblicato il 21/02/2017

Cassa commercialisti: in vigore dal 1.1.2017 il nuovo regolamento unitario

di Susanna Finesso

Una guida completa della Cassa di previdenza dottori commercialisti con Regolamento unitario 2017, aliquote contributi e prestazioni agli iscritti

La Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Dottori Commercialisti (CNPADC) è l’ente di diritto privato senza scopo di lucro e in autonomia gestionale, organizzativa e contabile,  che svolge le funzioni di previdenza e assistenza a favore dei Dottori Commercialisti, iscritti agli Albi professionali, e dei loro familiari.

La CNPADC nasce nel 1963, come ente pubblico ma a seguito  del  D.Lgs. 509/1994 - giunge alla privatizzazione nel 1995, sotto la vigilanza del del Ministero del lavoro e del Ministero dell’Economia, ma senza più aiuti finanziari da parte del medesimo.

L'impianto  basato sul calcolo delle pensioni di matrice reddituale viene modificato nel 2003 dalla riforma che  introduce il sistema di calcolo contributivo (ovvero con correlazione tra i contributi versati e la prestazione pensionistica) a partire dai contributi accreditati dal 1.1.2004. 

A partire dal  2012 inoltre è stata  introdotta la mini-riforma previdenziale approvata dai ministeri vigilanti dell’Economia e del Lavoro con il fine di raggiungere la totale sostenibilità finanziaria della Cassa previdenza sul lungo periodo .  E'stato così autorizzato l'aumento delle aliquote contributive minime fino al 12%, raggiunto già del 2014 e abolendo  il limite massimo dell'aliquota contributiva . E'stata inoltre confermata con l'approvazione dei ministeri la possibilità di rateizzazione delle eccedenze  contributive.

Nel 2016 è stato approvato dai  Ministeri Vigilanti il Regolamento Unitario in materia di previdenza e assistenza della CNPADC, che  è entrato in vigore dal 1 gennaio 2017 e, oltre a consentire maggiore facilità di consultazione per i suoi destinatari, permetterà loro di beneficiare di nuovi istituti, tra i quali:

- l’eliminazione, per i primi tre anni, del contributo minimo soggettivo per coloro che si iscriveranno alla Cassa dopo aver compiuto 35 anni (per gli iscritti infra trentacinquenni è già prevista la possibilità di non pagare sia il minimo soggettivo che integrativo);
- la copertura dell'interruzione dell'attività professionale in caso di infortunio, che si aggiunge all'evento malattia;
- l’innalzamento, fin dal 2016, del tetto massimo del tasso di capitalizzazione dei montanti contributivi;
- l’introduzione dell’assegno in favore degli studenti orfani di Associati

Da segnalare anche la delibera sul tasso di rivalutazione per la Cassa da parte del Ministero dell’Economia del 2016. Con tale delibera la Cassa ha riconosciuto sui montanti contributivi calcolati al 31.12.2014 degli iscritti non pensionati un extra-rendimento della gestione patrimoniale del 2,81% che si aggiunge all’1,5% già previsto da Regolamento, per un tasso di capitalizzazione complessivo per l’anno 2015 del 4,31%.

Con questa approvazione, 76,7 mln di Euro – accantonati negli ultimi esercizi grazie ai maggiori rendimenti effettivamente realizzati dalla Cassa sul patrimonio rispetto alla media quinquennale del PIL - vengono riversati sui montanti per rafforzare le future pensioni dei Dottori Commercialisti.

Ricordiamo infine  la recente  sentenza  della Corte Costituzionale 7 2017, che ha dato ragione  ai ricorsi della  Cassa previdenza dei commercialisti , e ha giudicato incostituzionale l’articolo della  norma della  Manovra Monti  che prescriveva il versamento alle casse dello Stato di quanto risparmiato con la spending review. In particolare, la sentenza  non ha contestato l’imposizione di un taglio alle spese di gestione, nella misura del 5% per il 2012 e 10% nel 2013 rispetto al 2010 ,  in quanto le casse private sono iscritte all’elenco ISTAT degli enti della pubblica amministrazione e come tali soggetti alla spending  review dettata dal decreto 95 2012. Questa parte della norma infatti non viola la costituzione perché risponde ad esigenze di coordinamento della finanza pubblica.

E’ invece "irragionevole" per la Consulta,   la richiesta di versare le sonme cosi risparmiate  alle casse dello Stato perché le casse di previdenza private restano  comunque enti privati che gestiscono risorse finanziarie versate dai cittadini con uno specifico obiettivo previdenziale perseguito attraverso la capitalizzazione. 

I coefficenti di ricalcolo della pensione per i commercialisti

Nel 2012 la grande novità è l'introduzione di un meccanismo  che cerca di incrementare i versamenti  valorizzandoli  in misura crescente  sia con l'aumentare dell'aliquota prescelta sia  con la valutazione del periodo in cui si è adottato il  metodo contributivo rispetto all'anzianità totale , cosa  che di fatto favorisce i giovani .

Le percentuali di versamento verranno infatti ricalcolate ai fini pensionistici rispetto alle aliquote come segue:

2011: contributo versato 10%  - contributo accreditato 10%
2012 :contributo versato 11%  - contributo accreditato 14%
2013
: contributo versato 11%  - contributo accreditato 14%
2014: contributo versato 12%  - contributo accreditato 15%

(Maggiori dettagli nella Guida alla previdenza e assistenza allegata qui sotto).


Tenendo contro del passaggio dal  2004 al metodo contributivo per il calcolo delle pensioni  e’ stato però  introdotto ancheil coefficiente di equità intergenerazionale che favorisce i soggetti più giovani: i per i contribuenti la cui pensione sarà calcolata esclusivamente col metodo contributivo il coefficiente sarà pari a 1 e decrescerà man mano con il crescere dell’anzianità contributiva reddituale.

Contemporaneamente, come detto ,  i versamenti saranno anche anche ponderati con l’aliquota contributiva scelta per cui ad esempio con un contributo versato pari al 17% il valore accreditato per il calcolo della pensione sarà pari al 21%.

Va precisato comunque  che tale maggiorazione di ricalcolo sui contributi versati vale solo ai fini pensionistici e non in caso di restituzione dei contributi, ad esempio in caso di cancellazione del professionista dalla Cassa.

Ricordiamo infine che gli attuali requisiti per accedere alla pensione  per i dottori commercialisti sono i seguenti:

Vecchiaia: 25 anni di iscrizione e contribuzione + 70 anni di età
Vecchiaia anticipata: 38 anni di iscrizione e contribuzione + 61 anni di età
                                        oppure 40 anni di contribuzione senza limiti di età


Per gli iscritti dal 2004 :
Pensione contributiva 5 anni di contributi + 62 anni di età.

 

LE ALIQUOTE CONTRIBUTIVE FINO AL 2017

Anni

Aliquota contributo soggettivo

Limite reddituale

Contributo minimo soggettivo

Aliquota Contributo integrativo

Contributo minimo integrativo

Contributo di maternità

2017

Dal 12% al 100%

€ 173.050 

€ 2.610

4%

€ 783

Da definire

2016

Dal 12% al 100%

€ 173.050 

€ 2.610

4%

€ 783

€ 82

2015

Dal 12% al 100%

€ 173.050

€ 2.610

4%

€ 783

€ 92

2014

Dal 12% al 100%

€ 172.000

€ 2.590

4%

€ 777

€ 90

2013

Dal 11% al 100%

€ 168.250

€ 2.530

4%

€ 759

€ 104

 

Le prestazioni della Cassa commercialisti

La Cassa dei Dottori Commercialisti, in conformità a quanto stabilito dallo Statuto e dai Regolamenti eroga le seguenti prestazioni previdenziali ed assistenziali:

Prestazioni Previdenziali

Prestazioni Assistenziali

Pensione di vecchiaia

In caso di Gravidanza

  • Indennità di maternità
  • Interruzione della gravidanza
  • Contributo a sostegno della maternità
Pensione di vecchiaia anticipata (ex anzianità) Intervento economico per stato di bisogno
Pensione unica contributiva Contributo ai genitori di figli portatori di handicap
Supplemento di pensione Rimborso spese per assistenza domiciliare
Pensione di invalidità Rimborso spese funebri
Pensione di inabilità Rimborso spese case di riposo o istituti di ricovero
Pensione in totalizzazione Borse di studio
Pensione ai superstiti Polizza sanitaria “base” gratuita (estendibile ai familiari)

 



Scrivi un commento

I campi contrassegnati * sono obbligatori
(il tuo indirizzo non sara' pubblicato)