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APPROVATA DEFINITIVAMENTE LA MANOVRA DI FERRAGOSTO 2011

Approvata definitivamente la Manovra di Ferragosto 2011

Con il voto di fiducia del 14 settembre 2011 da parte della Camera dei Deputati è stata approvata la Legge di conversione del D.L. n. 138 del 13 agosto 2011 (c.d. "Manovra di Ferragosto 2011"), attualmente in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

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Con 316 voti favorevoli e 302 contrari, la Camera ha votato ieri la questione di fiducia sul testo del D.L. n. 138/2011, così come modificato dal Senato. La Manovra da 54 miliardi, che dovrebbe garantire il pareggio di bilancio nel 2013, sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale entro fine settimana. Tra le novità figura l’aumento dell’aliquota Iva dal 20 al 21%, il contributo di solidarietà, le pensioni, i tagli ai ministeri ed enti locali, la riforma dei tribunali, il recupero del condono 2002, ecc.

1) Misure che entrano vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

Ecco un riepilogo delle principali novità che entrano in vigore da subito (con la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale):

  • Iva ordinaria sui beni e sulle prestazioni professionali passa dal 20% al 21%. L’aumento scatterà dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto, ma occorrerà considerare il momento dell’operazione. La novità riguarda la generalità delle operazioni imponibili, con eccezione di quelle aventi per oggetto i beni e servizi elencati nella parte II e nella parte III della tabella A allegata al DPR n. 633/1972; per questi sono previste le aliquote agevolate, rispettivamente del 4 e del 10%;
  • inasprite le sanzioni penali per i reati tributari. Carcere per chi evade oltre tre milioni di euro: l’imposta evasa dovrà però essere superiore al 30% del volume d’affari. La prescrizione per i reati sale da sei a otto anni;
  • recupero coattivo delle somme dovute per il condono del 2002. Pagamento entro il 31 dicembre per evitare l'esproprio. Per chi non paga nei termini verifiche su tutte le dichiarazioni dei redditi successive al condono e aumento di un anno dei termini per la verifica delle dichiarazioni Iva;
  • bollo del 2% sui trasferimenti di denaro verso paesi extracomunitari se l'ordinante non ha matricola Inps e codice fiscale;
  • lotta all’evasione dei comuni. Passa dal 50% al 100% l’incasso della lotta all’evasione messa in campo con la collaborazione del Comune.

2) Misure che entrano in vigore dal periodo d’imposta 2011

Doveva essere la Manovra della super - Irpef con l’arrivo dell’aliquota del 48% nel caso di un contributo di solidarietà troppo elevato tra 90.000 euro e i 150.000 euro e i sopra i 150.000 euro. Alla fine la solidarietà la dovranno versare nella misura del 3%, con la prossima dichiarazione dei redditi, i contribuenti Irpef che hanno redditi complessivi superiori ai 300.000 euro.
A partire dal 2011 per le imprese del settore energetico aumenta, invece, l’addizionale Ires dal 6,5% al 10,5% (c.d. “Robin Hood Tax”).

3) Misure che entreranno in vigore dal periodo d’imposta 2012

A partire dal 1° gennaio 2012 i contribuenti dovranno fare i conti con:

  • la maggiorazione del 10,5% dell'Ires per le società di comodo e quelle in perdita sistemica. Le società con bilanci in perdita per tre esercizi consecutivi verranno infatti considerate automaticamente non operative;
  • le maggiorazioni delle addizionali all’Irpef che Comuni e Regioni potranno aumentare, rispettivamente, fino al tetto massimo dello 0,8% e dell’1,4% fino al 2014;
  • l’armonizzazione delle rendite finanziarie che scenderanno dal 27% al 20% per i depositi bancari e aumenteranno dal 12,5% al 20% per i capital gains. Resterà tutto invariato al 12,5% per i titoli pubblici;
  • la revisione delle agevolazioni fiscali per le cooperative. Passa, infatti, dal 30% al 40% la quota di utili che concorre a formare la base imponibile per le cooperative ordinarie. Sale, invece, dal 55% al 65% la quota di utili per le cooperative di consumo e loro consorzi.

4) Misure che entreranno in vigore dal periodo d’imposta 2014

Viene previsto l’adeguamento delle pensioni delle donne nel settore privato a partire dal 2014 anziché dal 2016. In questo modo viene anticipato il graduale innalzamento a 65 anni dell’età pensionabile, che porterà l’entrata a regime della misura dal 2028 al 2026, con un risparmio di quasi 4 miliardi di Euro.
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