Pubblicato il 26/11/2012
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Saldo Imu, occhio alle delibere

Gesuato Elisabetta

Assieme al saldo, entro il 17 dicembre dovrà essere versato anche il conguaglio. A giugno, infatti, l’acconto è stato calcolato con le aliquote provvisorie mentre ora si dovrà tener conto delle modifiche all’imposta decise da ciascun Comune.

Immagine FiscoeTasse

Le delibere comunali sono fondamentali per calcolare il saldo Imu, è possibile consultarle sul sito internet del ministero delle finanze. Nel caso in cui i Comuni non le avessero ancora pubblicate, si consiglia di utilizzare il sito internet del Comune interessato, o di rivolgersi direttamente all’ufficio tributi. Le modifiche apportate dai Comuni non sono secondarie, essi infatti hanno avuto ampi margini di manovra, e le differenze rispetto a quanto versato in acconto potrebbero essere anche rilevanti, soprattutto per quanto riguarda le seconde case.

 

Come calcolare il saldo

Una volta recuperata la rendita catastale, attraverso l’atto notarile o il sito del Territorio, bisogna rivalutarla del 5%.
Se ad esempio la rendita è di 700, bisognerà effettuare il seguente calcolo: 700×1,05=735
Dopodiché bisogna calcolare il valore catastale, dato dalla rendita catastale rivalutata (nel nostro esempio 735), moltiplicata per il coefficiente corrispondente alla categoria catastale del fabbricato (nel nostro esempio160 735×160=117.600):

  • 160 per case e pertinenze, gruppo catastale A (tranne A/10), C/2, C/6 e C/7;
  • 140 per i fabbricati del gruppo catastale B, C/3, C/4 e C/5;
  • 80 per uffici, banche e assicurazioni, gruppo catastale A/10 e D/5;
  • 60 per i fabbricati del gruppo catastale D (tranne D/5);
  • 55 per i negozi, gruppo catastale C/1.

Il passo successivo sarà quello di individuare: 

  • l’aliquota decisa dal Comune, per esempio il Comune di Padova ha deliberato l’aliquota dello 0,4% per l’abitazione principale, e dell’1,02% per la seconda casa;
  • eventuali detrazioni decise dal Comune (quelle di base sono 200 € + 50 € per ogni figlio convivente di età inferiore a 26 anni).

A questo punto al valore catastale prima calcolato bisogna applicare le aliquote e le detrazioni previste dal Comune, e decurtare le somme versate a titolo di acconto. Nel nostro esempio: 117.600×0,4%-200=270,4-135=135,4(abitazione principale)
Per le abitazioni diverse da quella principale bisogna ricordarsi di suddividere la quota comunale da quella erariale, ricordando che mentre la prima è suscettibile di modifiche da parte di ciascun comune, la seconda è invece fissa (0,38% su base annua).
 

Le modifiche attuate dai Comuni

Come anticipato prima, le modifiche alle aliquote e alle detrazioni stabilite da ciascun Comune riguardano la quota comunale dell’Imu, non quella erariale. Oltre all’abitazione principale, alle relative detrazioni, e alle seconde case vi sono altre fattispecie in cui i Comuni possono aver introdotto modifiche rilevanti.
Per esempio l’aliquota dell’abitazione concessa in uso gratuito ai parenti: la disciplina Imu non prevede più, come invece avveniva con l’Ici, la possibilità di assimilare l’abitazione concessa in uso gratuito all’abitazione principale. In generale, quindi, tale abitazione sconterà l’aliquota ordinaria tuttavia sono diversi i Comuni che hanno previsto comunque, per questa fattispecie, un’aliquota agevolata.
Vi sono poi le c.d. assimilazioni, ossia i casi in cui la disciplina dell’Imu prevista per le abitazioni principali si estende ad alcune fattispecie stabilite dai singoli Comuni:

  • le abitazioni degli anziani e disabili lungodegenti;
  • le abitazioni dei cittadini italiani residenti all’estero.

Nel caso in cui il Comune abbia previsto l’assimilazione all’abitazione principale, ad esempio per gli anziani ricoverati, in ritardo rispetto alla scadenza della prima rata, il contribuente in sede di acconto avrà versato l’Imu considerando l’immobile come seconda casa, e pertanto avrà versato anche la quota erariale. In sede di saldo, pertanto, si dovrà considerare l’immobile come abitazione principale, e nel caso in cui dovesse emergere un credito, che riguardi sia l’imposta erariale sia quella comunale, si ritiene che il rimborso possa essere chiesto per intero al Comune, considerando che nulla è stato disposto per la restituzione delle somme dovute a titolo di imposta erariale. Sul punto però di auspicano chiarimenti da parte delle Finanze.
A tutto ciò si devono poi aggiungere le eventuali agevolazioni previste per:

  • i fabbricati locati, per i quali era possibile ridurre l’aliquota fino allo 0,4%. Se la quadratura del bilancio comunale ha consentito qualche margine di manovra, i sindaci hanno generalmente scelto di ridurre la tassazione sugli affitti concordati;
  • gli immobili non produttivi di reddito fondiario;
  • gli immobili posseduti dai soggetti Ires;
  • gli immobili merce.

In considerazione di questa ampia potestà regolamentare, i contribuenti devono necessariamente consultare le delibere del proprio Comune, per non commettere errori nel versamento.
 

Versamento

L’Imu va versata con il modello F24, e a decorrere dal 1° dicembre 2012 sarà possibile usare anche il bollettino postale (che dovrà essere approvato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze).
Il pagamento dovrà essere effettuato all’unità di euro, pertanto con arrotondamento:

  • per difetto, se la frazione è ≤ a 49 centesimi;
  • per eccesso, se la frazione è > a 49 centesimi;
    per ciascun rigo del Modello F24.

Per il versamento sono stati istituiti, con la Risoluzione 12.4.2012 n. 35/E, i seguenti codici tributo:

  • 3912 “IMU - imposta municipale propria su abitazione principale e relative pertinenze -COMUNE”
  • 3913 “IMU - imposta municipale propria per fabbricati rurali ad uso strumentale - COMUNE”
  • 3914 “IMU - imposta municipale propria per i terreni – COMUNE”
  • 3915 “IMU - imposta municipale propria per i terreni – STATO”
  • 3916 “IMU - imposta municipale propria per le aree fabbricabili - COMUNE”
  • 3917 “IMU - imposta municipale propria per le aree fabbricabili - STATO”
  • 3918 “IMU - imposta municipale propria per gli altri fabbricati - COMUNE”
  • 3919 “IMU - imposta municipale propria per gli altri fabbricati - STATO”
  • 3923 “IMU - imposta municipale propria – INTERESSI DA ACCERTAMENTO - COMUNE”
  • 3924 “IMU - imposta municipale propria – SANZIONI DA ACCERTAMENTO - COMUNE”.

Per quanto riguarda, invece, l’importo minimo da versare, se il Comune non ha deliberato nulla in proposito, vale la regola statale per cui il versamento non è dovuto se l’imposta complessivamente dovuta è inferiore a 12 euro.

Per ulteriori approfondimenti scarica:

L'ebook "Saldo e dichiarazione Imu"

La circolare del Giorno n. 237 del 26.11.2012 "Imu, il saldo entro il 17 dicembre"

Commenti

Un locale a piano trasformato in abitazione da vecchi proprietari con atto notarile e variazione catastale in A/4 (case popolari); dal 1989 è stato acquistato (modifica notarile) da un privato che ha tolto la luce, gas e l'acqua, usandolo per volontà e per natura come magazzino, pertinenza di un abitazione principale (dimenticandosi di fare la variazione catastale in C/2).

Nel mese di agosto si è deciso di variare catastalmente la categoria ( da A/4 --> a C/2). Con procedura Docfa, il Geometra abilitato ha inviato l'istanza all'Agenzia territorio, il 04/09/12 Tre domande sorgono all'attenzione, che solo voi sarete in grado di rispondere. 1) Il saldo imu per il 2012 potrebbe essere calcolato con la vecchia rendita catastale (visto che la variazione ha avuto effetto dal 04 settembre)? 2) La procedura Docfa rappresenta una denuncia fatta al catasto ? (Quindi il catasto è già a conoscenza della variazione). Infatti con nuova visura catastale viene evidenziata la nuova categoria. 3) Si necessità presentare entro 90 giorni, adeguata dichiarazione imu? (nelle istruzioni della dichiarazione imu, quando introduce l'argomento sulla pertinenza, evidenza il "nessun obbligo" del dichiarante per gli immobili che hanno cambiato valore catastale [fonte rivista Il salvagente dell'08-15 novembre 2012, pag. 16], se la variazione è stata denunciata agli uffici del territorio. Grazie dell'attenzione.

- Commento di Antonella65 (20:45 del 26/11/2012)

Scusatemi ,ma non ho capito se è possibile fare un accatastamento unitario a fini fiscali per beneficiare di un unica aliquota prima casa per due appartamenti attigui con proprietà differenti: uno intestato a mio marito (prima casa) e uno attiguo, intestato a me (ai fini imu, seconda casa), dove siamo residenti con i nostri tre figli . C' e' qualche speranza ?
Vi ringrazio anticipatamente per una Vostra gradita risposta.

- Commento di Laura1967 (23:26 del 10/12/2012)

Il Comune ha deliberato ai fini IMU di riconoscere come abitazione principale l'immobile per i residenti all'estero con l'aliquota al 4 per mille e 200 euro di detrazione senza agevolazione per i figli inferiori a 26 anni,per quanto riguarda l'aliquota erariale si deve versare la quota del 3,8 dell'aliquota del 7.6 oppure con l'aliquota del 4 per mille.Grazie

- Commento di francesco (09:43 del 03/01/2013)

Se l'abitazione è stata assimilata ad abitazione principale secondo me dovrebbe essere applicata l'aliquota del 4 per mille. Tra l'altro, se in acconto la quota erariale è stata versata con aliquota diversa (maggiore), in sede di saldo si poteva utilizzare in compensazione tale importo per versare la quota comunale. In alternativa resta sempre la possibilità di chiedere il rimborso al Comune competente. Saluti

- Commento di Elisabetta (17:32 del 10/01/2013)

LA CIRCOLARE MINISTERIALE 3/DF A PAGINA 18,RECITA:IL RICONOSCIMENTO DA PARTE DEL LEGISLATORE DELLA POSSIBILITA' PER I COMUNI"DI CONSIDERARE ABITAZIONE PRINCIPALE L'UNITA IMMOBILIARE"POSSEDUTA DA ANZIANI, DISABILI E DAI CITTADINI ITALIANI RESIDENTI ALL'ESTERO,COMPORTA CHE, NEL CASO IN CUI VENGA ESERCITATA TALE FACOLTA',SULL'IMPOSTA DA VERSARE NON DEVE ESSERE COMPUTATA LA QUOTA RISERVATA ALLO STATO DI CUI AL COMMA 11 DELL'ART,13 DEL D.L. N.201 DEL 2011,POICHE' QUEST'ULTIMA NORMA ESCLUDE ESPRESSAMENTE DALL'ANZIDETTA QUOTA L'ABITAZIONE PRINCIPALE E LE PERTINENZE.SI RITIENE CHE,ALLA LUCE DELLE MODIFICHE APPENA ILLUSTRATE,INTRODOTTE NEL COMMA 10 DELL'ART.13 DEL D.L.N.201 DEL 2011,ABBIA PERSO SIGNIFICATO,RELATIVAMENTE ALLA FATTISPECIE IN ESAME,LA DISPOSIZIONE PRESENTE NEL COMMA 11,SECONDO CUI "LE DETRAZIONI E LE RIDUZIONI DI ALIQUOTA DELIBERATE DAI COMUNI NON SI APPLICANO ALLA QUOTA RISERVATA ALLO STATO".LA STESSA E' RIPORTATA IN OCCHIO ALLE DELIBERE DOVE CITA:LE MODIFICHE ALLE ALIQUOTE STABILITE DA CIASCUN COMUNERIGUARDANO LA QUOTA COMUNALE DELL'IMU,NON QUELLA ERARIALE.

- Commento di FRANCESCO (17:33 del 11/01/2013)
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