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INTERESSI PASSIVI DEDUCIBILI CON IL ROL FISCALE: LE NUOVE REGOLE DAL 2019

3 minuti, Redazione , 18/10/2018

Interessi passivi deducibili con il ROL fiscale: le nuove regole dal 2019

Il meccanismo di deducibilità degli interessi passivi per le società di capitali e gli altri soggetti (non finanziari) che applicano l’art. 96 del Tuir, viene riscritto a partire dal 2019

Lo schema del decreto legislativo emanato in attuazione della direttiva Ue Atad 1 (2016/1164, anti tax avoidance directive), approvato in prima lettura dal Consiglio dei ministri e attualmente al vaglio delle competenti commissioni parlamentari, riscrive le regole per la deducibilità degli oneri finanziari da parte dei soggetti IRES a decorrere dal 2019.

L’articolo 1 dello schema in esame, riscrive il vigente articolo 96 del DPR n. 917 del 1986 (TUIR) in materia di deducibilità degli interessi passivi (a differenza di altri Paesi europei il nostro ordinamento è già dotato di una disciplina volta a limitare la deducibilità), al fine di recepire l’articolo 4 della direttiva, con il quale vengono disposte limitazioni alla deducibilità degli interessi passivi.

Vediamo le novità rispetto alla disciplina fiscale in vigore in materia di deducibilità degli interessi passivi:

  • dispone che il limite del 30 per cento del ROL si applichi anche agli interessi capitalizzati, introducendo una nuova definizione degli interessi passivi (ed attivi) e degli oneri (e proventi) assimilati.
    Il nuovo comma 1 dell’articolo 96 TUIR prevede che gli interessi passivi siano deducibili, in ciascun periodo d'imposta, fino a concorrenza:
    • dell'ammontare complessivo degli interessi attivi e proventi finanziari assimilati di competenza del periodo d'imposta;
    • degli interessi attivi e proventi finanziari assimilati riportati da periodi d'imposta precedenti ai sensi del comma.
      In sostanza, per effetto della modifica i limiti di deducibilità si applicano anche agli interessi passivi ed agli oneri finanziari assimilati che sono stati capitalizzati. Ciò comporta la verifica della deducibilità di tali interessi nell'anno in cui sono rilevati contabilmente e capitalizzati, con conseguente eventuale loro indeducibilità totale o parziale, fermo restando il riconoscimento integrale, ai fini fiscali, del valore contabile del bene ad incremento del quale è stata operata la capitalizzazione.
      Dall’altro lato, si dispone la compensazione degli interessi passivi non solo con gli interessi attivi di periodo, ma anche con l'eventuale eccedenza di interessi attivi riportati da periodi d'imposta precedenti.
  • viene consentito il riporto in avanti anche dell’eventuale eccedenza di interessi attivi non utilizzata per la deducibilità degli interessi passivi del periodo d’imposta (non previsto nella vigente disciplina);
    In particolare Il nuovo comma 2 stabilisce un diverso limite di deducibilità dell'eccedenza degli interessi passivi, nella vigente formulazione tale eccedenza è deducibile nel limite del 30 per cento del risultato operativo lordo della gestione, con le modifiche in esame, l’eccedenza è calcolata rispetto alla somma tra gli interessi attivi del periodo e l'eccedenza di interessi attivi riportata da periodi d'imposta precedenti, nei limiti del 30 per cento del risultato operativo lordo (ROL) del periodo e del 30 per cento del ROL riportato da periodi precedenti.
    Sono di conseguenza indicate le modalità di "consumazione" del ROL nel caso di eccedenza degli interessi passivi rispetto alla somma tra gli interessi attivi di periodo e l'eccedenza di interessi attivi riportata da periodi d'imposta precedenti: si utilizza prioritariamente il 30 per cento del risultato operativo lordo della gestione caratteristica del periodo d'imposta e, successivamente, il 30 per cento del risultato operativo lordo della gestione caratteristica riportato da periodi d'imposta precedenti, a partire da quello relativo al periodo d'imposta meno recente. Si prevede quindi la consumazione prioritaria dell'eccedenza di ROL formatasi nel periodo d'imposta meno recente.
  • il riporto ai successivi periodi d’imposta dell’eccedenza di ROL viene limitato a 5 anni (contrariamente a quanto disposto dalla legislazione vigente che ne prevede il riporto senza limiti di tempo);
  • al ROL contabile, quale parametro di riferimento per la deducibilità degli interessi passivi, viene sostituito il ROL fiscale: esso è dato dalla differenza tra il valore e i costi della produzione indicati nel codice civile (articolo 2425 del codice civile, lettere A) e B), con esclusione delle voci di cui al numera 10), lettere a) e b), ammortamento delle immobilizzazioni immateriali e materiali, nonché dei canoni di leasing finanziario di beni strumentali) assunti nella misura risultante dall'applicazione delle disposizioni volte alla determinazione del reddito di impresa.
    Per i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali si assumono le voci di conto economico corrispondenti. In tale definizione si evidenzia che non vengono più esclusi dal calcolo del ROL, a differenza della vigente normativa, i componenti straordinari derivanti da trasferimenti di azienda o di rami di azienda; inoltre in luogo del ROL contabile, assume rilevanza nella novella in esame, il ROL fiscale in cui le voci che lo compongono sono assunte in misura pari al loro valore fiscale rilevante ai fini delle disposizioni in materia di determinazione del reddito d’impresa.

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Commenti

Miky - 19/10/2018

La deducibilità degli interessi passivi, coi limiti descritti nell'articolo e i calcoli astrusi da fare, rientra, secondo me, nel pacchetto delle eurocomplicazioni. Io non sono in grado di dire come funzioni negli altri paesi europei, però mi sembra di tutta evidenza che tutti questi giri di conteggi servano solo e unicamente a complicare le cose semplici. se io a bilancio metto tra le voci dell'attivo gli "interessi attivi" e tra quelle del passivo gli"interessi passivi", è ovvio che il risultato sarà dato dalla somma algebrica di questi due valori. Quanto al parametro del ROL, credo che questa sia solo ed unicamente una misura "depressiva" e che sicuramente ha fatto desistere da alcuni investimenti. Non parliamo delle grandi industrie, ma dei "tanti piccoli imprenditori" che sommati fanno una grandissima industria. E' fuori di dubbio che, calcolando il costo di un investimento, si è sempre tenuto conto anche dello sgravio rappresentato dalla deducibilità degli interessi passivi derivanti dal mutuo contratto per realizzare l'investimento stesso. E' vero che esistono altri incentivi, ma mi pare comunque che questa limitazione contabile sia solo un lucrare misero di un governo che si arrabatta tra misure incentivanti e rastrellamento di risorse economiche, raggiungendo l'unico risultato di complicare la vita degli imprenditori. La vera semplificazione, rivoluzione, sarebbe "cancellare" tutte le norme farraginose che si sono affastellate negli ultimi 20 anni, ripartire dalle origini, quando si poteve ancora pensare di poter intraprendere una attività imprenditoriale..... ora veramente è impossibile. Solo una buona dose di puro masochismo può spingere ad avventurarsi in questo ginepraio.

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