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Rassegna Stampa Pubblicato il 04/07/2013

Le semplificazioni fiscali messe in atto dal Governo

Tempo di lettura: 1 minuto

Nella conferenza stampa tenuta ieri, i vertici delle Entrate hanno illustrato le importanti semplificazioni fiscali contenute nel Ddl semplificazioni

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L'Agenzia delle Entrate, nella conferenza stampa tenuta ieri a Roma, ha illustrato, oltre alle semplificazioni amministrative che l'Amministrazione vuole attuare, anche le importanti semplificazioni fiscali contenute nel Ddl Semplificazioni approvato dal Consiglio dei Ministri n. 10 del 19.06.2013. Tra le varie misure, il disegno di legge prevede l'innalzamento della deducibilità delle spese per omaggi a 50 euro anche per l’Iva (finora 25,82 euro) e non solo per le imposte dirette. Scompare, poi, l’obbligo per le società o gli enti che non hanno la sede legale o amministrativa nel territorio dello Stato di indicare nella dichiarazione dei redditi l’indirizzo dell’eventuale stabile organizzazione nel territorio stesso e, in ogni caso, i dati del rappresentante in Italia. La dichiarazione di successione dovrà essere presentata solo se l’attivo supera i 75.000 euro (prima 25.822,84 euro) per coniuge e parenti in linea retta. Viene esteso anche alle società tra professionisti il trattamento fiscale già previsto per le associazioni tra professionisti esistenti, che prevede che il reddito di lavoro autonomo prodotto viene attribuito ai soci per trasparenza. La comunicazione dei dati contenuti nelle lettere d’intento spetterà all’esportatore abituale e non al fornitore dal 1° gennaio 2014. La comunicazione annuale per le operazioni con Paesi black list sarà dovuta solo se l'importo di queste supera i 1.000 euro, e non più i 500 euro come ora. Sarà più facile aderire ai regimi speciali (es.: trasparenza, consolidato o tonnage tax), grazie alla comunicazione dell’opzione direttamente in dichiarazione. Le spese per prestazioni alberghiere e somministrazioni di alimenti e bevande, acquistate direttamente dal committente per il professionista, non costituiscono più compensi in natura per i professionisti che ne usufruiscono. I professionisti, pertanto, non devono “riaddebitare” in fattura tali spese al committente e non possono considerare il relativo ammontare quale componente di costo deducibile dal proprio reddito di lavoro autonomo (ad oggi, tali spese sono deducibili se sostenute dal committente per conto del professionista e addebitate in fattura).

Fonte: Agenzia delle Entrate


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