Deducibilità degli interessi passivi

di Redazione fiscoetasse.com 5 CommentiIn Deducibilità dei costi, Dichiarazioni

Gli interessi passivi di un’impresa non sono automaticamente e interamente riconosciuti come riduzione del reddito imponibile.

La normativa prevede un diverso regime di deducibilità per i soggetti IRPEF, IRES o lavoratori autonomi; e l’introduzione di un meccanismo per il calcolo della deducibilità contenuto nell’art. 96, 61 ovvero 54 del TUIR.

Il regime fiscale di deducibilità degli interessi passivi dei soggetti Ires è disciplinato dall’articolo 96 del Tuir. In particolare tale disposizione prevede uno specifico meccanismo di calcolo degli interessi passivi deducibili derivante dai valori del conto economico.

Gli interessi passivi e oneri assimilati sono deducibili in ciascun periodo di imposta fino a concorrenza degli interessi attivi e proventi assimilati. L’eccedenza rispetto agli interessi attivi è deducibile nel limite del 30% del ROL (Risultato operativo lordo gestione caratteristica). La parte di interessi eccedenti il 30% del ROL devono essere indicati come variazione in aumento del reddito di impresa poiché indeducibili. Essi andranno riportati negli esercizi successivi senza limiti di tempo, e potranno essere dedotti fino a concorrenza di eventuali eccedenze del 30% del ROL risultanti dagli esercizi successivi.

Infine, se in un esercizio il 30% del ROL risulta eccedente rispetto agli interessi passivi netti detta eccedenza potrà essere riportata negli esercizi successivi e portata a incremento del 30% del ROL di detti esercizi futuri.

Per ROL si intende la differenza tra il valore e i costi della produzione (lettera A e B del C.E.) escludendo dalla sottrazione la voce B.10.a (ammortamento immobilizzazioni immateriali), B.10.b (ammortamento immobilizzazioni materiali) e i canoni di locazione finanziaria di beni strumentali ricompresi nella voce B.8.

Tale calcolo si può ottenere inoltre risommando alla differenza tra valore e costi della produzione le voci sopra menzionate.

Esempio

Interessi passivi  10.000,00€

Interessi attivi  1.000,00€

ROL 20.000,00€

30% del ROL 6.000,00€

Nell’esercizio di riferimento gli interessi passivi sono solo parzialmente deducibili.

Il valore deducibile è pari alla somma dei seguenti importi:

  • ammontare degli interessi attivi 1.000,00€
  • 30% del ROL 6.000,00€

Non essendoci capienza nell’esercizio di riferimento la deducibilità degli interessi passivi è dunque limitata a 7.000,00€.

Gli ulteriori 3.000,00€ potranno essere dedotti negli esercizi successivi, se e nei limiti in cui l’eccedenza rispetto agli interessi attivi di quelli passivi di competenza di tali esercizi sia inferiore al 30% del ROL di competenza.

Esempio

Interessi attivi e assimilati  10.000,00€

Interessi passivi e assimilati  15.000,00€

Interessi passivi deducibili nei limiti di quelli attivi 10.000,00€

Interessi passivi eccedenti quelli attivi 5.000,00€

ROL dell’esercizio 60.000,00€

30% del ROL 18.000,00€

Interessi deducibili nei limiti del 30% del ROL 5.000,00€

Interessi passivi complessivamente deducibili 15.000,00€

Eccedenza di ROL non utilizzata e riportabile 13.000,00€

 

Il regime fiscale di deducibilità degli interessi passivi dei soggetti Irpef è disciplinato dall’articolo 61 del Tuir. In particolare tale disposizione prevede che gli interessi passivi inerenti all’esercizio di impresa sono deducibili per la parte corrispondente al rapporto tra l’ammontare dei ricavi e altri proventi che concorrono a formare il reddito di impresa e l’ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi.

Una volta effettuata la valutazione dell’inerenza si applica il pro rata generale:

ricavi e altri proventi che concorrono a formare il reddito di impresa o che non vi concorrono poiché esclusi / ricavi e proventi totali = % di interessi passivi deducibili.

Se il pro rata = 1, gli interessi passivi sono interamente deducibili.

Se il pro rata < 1 gli interessi passivi sono parzialmente deducibili, in proporzione al pro rata.

Esempio

Costi 1.800€

materie prime 1.000€

costi per servizi 600€

interessi passivi 300€

Ricavi 2.500€

vendita di merci 2.000€

ricavi esclusi 300€

altri ricavi 200€

Pro Rata = (200+300) / (2.000+200+300) = 0,92%

Interessi passivi deducibili 300 x 0,92% = 276. La parte indeducibile è pari a 24,00 €

Il regime fiscale di deducibilità degli interessi passivi dei lavoratori autonomi è disciplinato invece dagli articoli 53 e 54 del Tuir. In particolare gli interessi passivi (documentati dall’estratto conto del conto corrente) sono interamente deducibili ai fini IRPEF quando il conto corrente sia stato attivato per l’attività professionale (e i prelievi non siano superiori a quelli consentiti dal reddito derivante dall’attività professionale). Tuttavia gli interessi passivi sono indeducibili ai fini IRAP.

Gli interessi passivi derivanti da un mutuo sono interamente deducibili ai fini IRPEF quando il mutuo sia stato stipulato per acquistare beni e servizi inerenti l’attività professionale, compresi l’acquisto o la costruzione di immobili strumentali. Se per esempio un professionista contrae un finanziamento per l’acquisto di: computer, mobili di ufficio, immobile adibito ad ufficio, ecc gli interessi passivi sono deducibili nell’esercizio in cui sono stati pagati.


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Redazione fiscoetasse.com

Comments 5

  1. Nulla da eccepire sulla spiegazione delle varie casistiche, esposte in modo molto chiaro.
    Vorrei solo esprimere la mia perplessità su questa normativa fiscale che, oltre a penalizzare gli investimenti, pare fatta solo ed esclusivamente per “far cassa”, non riesco a trovare una “giustizia fiscale” in una norma che, di fatto, ti obbliga a pagare tasse su un reddito non conseguito.
    Secondo me, nel bailamme di norme, emanate al solo scopo di far quadrare il bilancio dello Stato, oltre il 50% sono di dubbia costituzionalità, e questa ne è un esempio eclatante.
    Peccato che tutti accettiamo supinamente qualsiasi stramberia, peccato che non esista un organismo che valuti la costituzionalità delle norme senza bisogno che qualcuno presenti un ricorso.

    1. identicon

      Gentile Miky. Tale normativa prevede un aumento della base imponibile (seppure in modo non definitivo) limitando “temporaneamente” in modo drastico la deducibilità degli interessi passivi. L’obiettivo di questa norma “dovrebbe” essere quello di contrastare la sottocapitalizzazione delle imprese (situazione cioè di carenza di mezzi propri rispetto al livello necessario per perseguire gli obiettivi aziendali rispetto al capitale di terzi) e il cd utilizzo fiscale della sottocapitalizzazione .
      Contrastare comportamenti opportunistici che prevedono l’introduzione di risorse finanziarie assimilabili ai mezzi propri, ma con caratteristiche di finanziamento esterno, finanziamenti erogati (o anche solo garantiti ) da soci qualificati che controllano direttamente o indirettamente l’impresa. Per contrastare questa pratica elusiva, l’art. 98 del TUIR e successivamente il decreto legislativo 344 del 2003, hanno appunto previsto il contrasto all’utilizzo fiscale della sottocapitalizzazione.

  2. Attenzione perchè il numeratore del pro rata di deducibilità è errato numericamente: dovrebbe essere 2000+300 e non 200+300 come è scritto.

  3. il secondo esempio ires sembra essere diverso (o di diversa natura) rispetto al primo.. perche?

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