News Pubblicata il 16/07/2018

Tempo di lettura: 1 minuto

Redditometro 2018: cosa ha cambiato il decreto dignità

Previsto nel decreto dignità pubblicato in GU, un nuovo decreto con gli elementi indicativi di capacità contributiva ai fini del redditometro



Approvato a inizio settimana dal Consiglio dei Ministri, il Decreto Legge "cd. Dignità". Il decreto contiene norme sul lavoro, sul contrasto alla delocalizzazione delle imprese che hanno ricevuto aiuti di stato, il divieto di pubblicizzare giochi e scommesse, e alcuni articoli sulla semplificazione fiscale.  In merito a questo ultimo punto, le novità sono le seguenti:

In particolare, in merito all'accertamento analitico basato sul redditometro, il Decreto Dignità prevede che il MEF possa emanare il decreto che individua gli elementi indicativi di capacità contributiva dopo aver sentito l’ISTAT e le associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori per gli aspetti riguardanti la metodica di ricostruzione induttiva del reddito complessivo in base alla capacità di spesa ed alla propensione al risparmio dei contribuenti.

Invece, il decreto ministeriale il 16 settembre 2015, attualmente vigente non ha più effetto per i controlli ancora da effettuare sull’anno di imposta 2016 e successivi. Si ricorda che tale decreto basava gli indici di capacità contributiva in funzione:

Stando a quanto previsto, il nuovo decreto dovrebbe tenere conto della capacità di spesa e della propensione al risparmio del contribuente, permettendo così di superare alcune delle criticità del precedente decreto.

Fonte: Fisco e Tasse



TAG: Esterometro 2022 Le Riforme del Governo Conte Accertamento e controlli