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se possibile!!!

S

saura

Ospite
un geometra abilitato alla professione e regolarmente in esercizio vorrebbe acquistare un appartamento da rivendere in un secondo tempo, e fin qui niente di che il problema e' che e' nel nucleo familiare della madre che sta passando un periodo forte di divergenze in tribunale con l'ex marito per gli alimenti, e lui viene chiamato in causa tutte le volte come parte sostenitrice insieme alla madre del mantenimento della famiglia. In pratica quale modo migliore a questo punto per poter acquistare l'appartamento perche' questo non risulti o meglio gravi sulla situazione? Il padre si attacca al fatto che loro riescono a vivere cmq senza il suo assegno e questo acquisto potrebbe gravare la cosa. E' una situazione particolare, non si parla dell'assegno ai figli che cmq spetta e che non da (pur essendo facoltoso), ma dell'assegno al coniuge.
 
scusami, non ho ben capito se il prob sta nel fatto che il geom non voglia far sapere che ha la disponibilità finanziaria per acquistare l'immobile, oppure nel decidere chi deve intestarselo.
 
Ho gia' scartabellato e scervellato il mio cranio ma, vedo poche soluzioni, potrebbe fare una società ma.... per via delle spese non gli conviene. cmq era di non far sapere al padre che ha comprato l'appartamento al padre, che potrebbe usarlo come pretesto per non dare l'assegno alla madre.
 
in ogni caso, sono da valutare un pò di cose.
le ragioni di causa che hanno indotto il marito a rifiutare l'assegno al coniuge.
anzitutto: sono separati consensualmente o giudizialmente? sono divorziati?
secondo: il tenore di vita della madre è superiore, uguale o inferiore a quello di cui godeva in costanza di matrimonio?
il denaro che dovrebbe essere usato per l'acquisto su quali conti sta transitando? chi ne ha la disponibilità? il geom in questione ha figli? i due stati di famiglia (geom e mamma) come sono composti?
solo per queste pulci nell'orecchio, mi merito un antipasto? una piccola soutè di vongole???
 
scusami ma ho un appuntamento da un collega...
se non risolvi, ci risentiamo domattina.
ciao
 
no no non barare! che fai? queste son domande mica risposte!;-)
allora, il geometra non ha figli, il tenore di vita penso sia inferiore a prima, in piu' c'e il mantenimento della figlia a cui ha provveduto la madre e il padre non ha mai versato assegno.
il denaro per l'acquisto e' direttamente proveniente dal geometra, che cmq e' nello stato di famiglia della signora!
Separati consensualmente? questo non lo so ma...non credo proprio.
Il padre e' un industriale, facoltoso che sta utilizzando la situazione piu' per "ricatto" che altro. Ma questi son altri discorsi! penso che possa fare ben poco, potrebbe intestare la casa alla nonna materna, ma anche lì c'e il problema degli zii che se la nonna muore prima che lui abbia rivenduto l'appartamento per legittima si ritrovano una parte, che pur facendo un atto notarile ha cmq rilevanza. Quindi se vuol comprare a mio avviso o se lo intensta e spera che il padre abbia un attimo di scrupolo oppure.......
 
pur essendo oltre i confini di competenza fiscale lo potrebbe intestare al suo commercialista o al suo legale a patto che non divorzi anche lui.
(Valuta una società semplice costa poco o nulla.)
 
le domande erano tese a capire in quale modo l'immobile potrebbe essere attacato.
+ che unasocietà che, cmq, ha soci, quote ecc., perchè non valuti la nomina di un trustee: è ancora poco utilizzata in italia, ma ti assicuro che, visto che la costituzione di patrimonio fam ormai non da + le garanzie di prima, è l'unico modo per tenere al sicuro qualcosa. punto essenziale è che il trustee sia "sicuro".
ciao
 
COME FUNZIONA

Le figure di norma sono tre (ma possono essere anche di meno o di più, a seconda della giurisdizione che regola il trust). - La prima è il cd. settlor, o meglio, il disponente. Questa persona è quella che prima aveva in proprietà (come la intendiamo noi) il bene che viene ceduto in Trust.
- La seconda è un terzo, persona o società, cd. trustee (gestore) nominato dal settlor, il quale ha la gestione del bene contenuto nel Trust. Questi ha la piena facoltà di gestire i beni (ufficialmente) come meglio crede, può venderli e con i soldi acquistarne altri, può affittarli ecc., insomma può fare di tutto senza che il disponente possa interferire sulle sue decisioni. La caratteristica interessante è che il trustee non diventa proprietario (come lo intendiamo noi) del bene. La titolarità, sulla carta, è sua, altrimenti non potrebbe disporne, ma questi non rientrano nel suo patrimonio personale o societario. Si evitano così ingerenze da parte di eventuali creditori del gestore. - Terza figura è quella del (o dei) cd. beneficiary (beneficiario). In genere è la figura più comoda perché gode dei benefici della gestione del trustee, vivendo di rendita.

In altre parole il bene ceduto in Trust è come se non avesse un proprietario, e nella sostanza non ce l'ha, è un bene che "galleggia" senza essere attraccato in alcun porto.

ALCUNI ESEMPI

Facciamo un esempio pratico: Tizio (disponente) cede in Trust un suo appartamento, nomina un gestore, che può essere il cognato Caio, e nomina altresì come beneficiaria la moglie Mevia. Il gestore decide che per far fruttare al meglio l'appartamento conviene concederlo in locazione; I canoni vengono versati alla moglie beneficiaria, decurtati delle spese e delle tasse gravanti sull'immobile che vengono addebitate al Trust. In tutto ciò il disponente (in via ufficiale) non ha voce in capitolo.

A questo punto possiamo cominciare a fantasticare sul Trust e le sue potenzialmente ILLIMITATE utilizzazioni.

Gestione di una somma di denaro
Viene conferita in Trust una somma di denaro. Il trustee può disporre della somma come vuole: può investirla in un fondo comune, può comprare immobili, automobili, quello che vuole, o acquistare direttamente partecipazioni societarie come gestore di "un qualcosa" (Trust) che gli consente di nominare membri di consigli di amministrazione. Si potrebbe ipotizzare una struttura costituita da una serie di società controllate da una holding le cui quote o azioni (a seconda del tipo societario adottato) di maggioranza sono di proprietà del Trust.
Ancora: Trustee può essere nominata una banca, una SIM o altra società professionale per la gestione del denaro e conferire nel trust la somma da gestire. I vantaggi di quest'ultima ipotesi sono palesi, la detitolarizzazione delle somme in capo al disponente e la conseguente impermeabilità del patrimonio nei confronti di attacchi da parte di terzi pur mantenendo il vantaggio della gestione e quindi del profitto.

Gestione di un patrimonio immobiliare
Si conferisce in trust un immobile (una palazzina o un gruppo di esse), la vendita e/o la gestione delle singole unità immobiliari viene effettuata dal Trust tramite il gestore. Le somme o le altre utilità rimangono nel Trust o possono essere distribuite ai beneficiari. In quest'ultimo caso sarebbe opportuno che il trust venisse formato prima della costruzione degli immobili (ad esempio sul trerreno dove questi dovranno essere costruiti, ciò al fine di evitare le imposte derivanti dal passaggio di proprietà.

In tema di successioni mortis causa
Poniamo il caso che un imprenditore si trovi a dover affrontare il problema della successione dell'azienda. Tutti conoscono l'antico proverbio che dice "La prima generazione costruisce, la seconda mantiene, la terza distrugge". La terza ipotesi, in molti casi, avviene per evidente incapacità degli eredi, a causa di liti e diatribe familiari o altro. Il problema può essere risolto conferendo in un Trust le quote societarie dell'azienda in modo che, anche dopo la scomparsa dell'imprenditore, la linea gestionale dell'impresa non cambi essendo questa garantita dal trustee secondo canoni e direttive precise, contenute sia nell'atto che istituisce il Trust, sia nella letter of wishes (vedi più avanti).
 
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