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Studi di settore

L

Laura

Ospite
Qualcuno sa dirmi che differenza c'è tra l'adeguamento ai valori minimi e l'adeguamento ai valori puntuali. Se ci si adegua ai valori minimi cosa si rischia?
Grazie a tutte voi anime pie
 
conviene che tu legga l'ultima circolare dell'ade..non ricordo il numero della circolare, ma l'ho letta ieri. ti spiega esattamente tutto.
 
Dalla C.M. 21.06.2005 n. 32, punto 4.2:
"Si ricorda, tra l’altro, che nella circolare n. 110/E del 21 maggio 1999 è stato precisato che i contribuenti che si avvalgono della possibilità di adeguare i propri ricavi alle
risultanze della applicazione degli studi di settore in sede di dichiarazione dei redditi devono effettuare il predetto adeguamento tenendo conto del valore che nella applicazione GE.RI.CO. viene indicato quale ricavo di riferimento puntuale.
Ai contribuenti che ritengono ve ne sia motivo è, peraltro, consentito collocarsi anche in caso di adeguamento, all’interno dell’intervallo di confidenza.
La circolare n. 148 del 1999 ha altresì precisato che in sede di controllo della applicazione degli studi di settore l’amministrazione finanziaria in caso di adeguamento all’interno dell’intervallo tra ricavo minimo e ricavo congruo, fermo restando che si tratta, comunque, di un ricavo "possibile", potrà verificare e quindi chiedere al contribuente di giustificare per quali motivi abbia ritenuto di adeguarsi a un livello di ricavi inferiore a quello di riferimento puntuale."

Quesito: Mentre sembra chiaro che chi ha ricavi inferiori al minimo valore di congruità deve uniformarsi o meglio vale quanto precisato sopra, non mi è del tutto chiara e pacifica la posizione per tutti quei contribuenti che, senza adeguamenti, si trova al di sopra del ricavo minimo dell'intervallo di confidenza (ma sotto al reddito puntuale).
Questi soggetti che hanno un ricavo "possibile" sono comunque congrui (seppure sotto il ricavo puntuale) ed un loro eventuale adeguamento al reddito puntuale potrebbe al massimo essere una loro mera facoltà ?

[%sig%]
 
non sono affatto congrui, la congruità si ha soltanto con l'adeguamento al puntuale.
Anzi, il fisco mette sotto la propria lente i contribuenti che tendono ad appiattire la loro posizione sui ricavi puntuali
 
Il tema e' di grande interesse, Alberto delucidami sulla questione cosa intendi per appiattimento della posizione?
Ciao e Buon lavoro.-
 
Ma il reddito puntuale è un valore medio dei ricavi all'interno di un intervallo di confidenza in cui ipotizzo il 50% delle aziende si trova sotto ed il 50% si trova sopra (per stessa definizione di come è costruito il modello statistico). L'intervallo è però costruito in modo che il range di validità sia costruito intorno ad una varianza di 10/15% in più e in meno rispetto al valore puntuale.
Penso che la miglior rappresentazione di questo sia una distribuzione gaussiana, in cui il 70-80 % delle aziende si trova attorno al ricavo puntuale.
Questa è la distribuzione della realtà economica, se il fisco pretende che il 35-40% di quelli al di sotto del ricavo puntuale vi si adeguino, a mio avviso sarebbe in violazione del principio della capacità contributiva perchè in realta questa differenza nella distribuzione dei ricavi (in realtà dei redditi) sarebbe quella reale, anche in assenza di evasione, cioè in un sistema economico perfetto.
 
dichiarare i ricavi puntuali di gerico..

il contribuente con il software gerico durante l'anno in corso monitora la propria situazione e una volta raggiunta la congruità decide di non dichiarare oltre.. (revisioni degli studi permettendo).. oppure integra i ricavi stessi fino alla congruità puntuale; (non è detto che non vi sian ricavi oltre no?)
 
gli studi di settore son di per se una violazione della capacità contributiva che sottolineano l'incapacità del fisco di operare accertamenti veri e propri e di determinare il reale reddito del contribuente.

e poi chi dice che se non son congruo quello non è il mio real fatturato? è vero che si fa contraddittorio poi col fisco, ma anche una lira in piu del mio reale è maltolta.
La prova contraria da fornire è a volte diabolica.
 
Re: Studi di settore x LucZan

Ma il reddito puntuale è un valore medio dei ricavi all'interno di un intervallo di confidenza in cui ipotizzo il 50% delle aziende si trova sotto ed il 50% si trova sopra.......
Abbandonerei qualsiasi supposizione in merito, so di studi o di aziende che diventano Congrui e Coerenti per forza..........intanto o potuto constatare soprattutto nel settore Edilizia che i valori di coerenza e congruita' non sono cosi'allineati al sistema economicoe soprattutto al settore......
Secondo me, il controllo dovrebbe essere fatto a priori su quei contribuenti od aziende che con una magia (propria o del Professionista)diventano CONGRUI e COERENTI, molto meglio la non CONGRUITA' o la non COERENZA giustificata od adeguata.-
Ciao e Buon lavoro.-
 
Re: Studi di settore x Alby

Alberto grazie della delucidazione, ma so' anche di professionisti che danno un taglio ai costi, senza monitorera in corso d'anno con GERICO, molto + grave direi.-
Ciao e soprattutto riferiscimi, tutto OK??????
 
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