News Pubblicata il 26/02/2020

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Codice della Crisi: ulteriori proroghe a causa del Coronavirus?

L’emergenza Coronavirus 2020 colpisce anche le misure di allerta delle imprese: ipotesi di rinvio più ampia



Da tempo si parla di proroga delle misure di allerta volte ad innescare i meccanismi di prevenzione della crisi d’impresa. Si tratta delle segnalazioni da parte dell’organo di controllo interno e dei creditori pubblici qualificati agli organi di controllo stessi e all’ OCRI.

La proroga tanto attesa è arrivata per le microimprese (cioè quelle che negli ultimi due esercizi non hanno superato nessuno dei limiti del nuovo 2477 c.c.: attivo 4 milioni di euro, ricavi 4 milioni di euro, 20 dipendenti). Con il decreto legislativo Correttivo al Codice della Crisi (attuazione della legge delega 8 marzo 2019, n. 20), recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri e ora all’esame delle commissioni parlamentari, infatti, le società in oggetto saranno obbligate a partire dalla data del 15 febbraio 2021 (e non invece dal 15 agosto 2020).

Tuttavia, il rinvio di 6 mesi disposto soltanto per queste realtà societarie, non risulta soddisfacente. Tanto più alla luce dell’emergenza Coronavirus che sta impattando in maniera significativa l’economia e l’andamento delle imprese e che si somma alle già note criticità manifestate per l’attuazione delle misure d’allerta da parte di imprese ancora non ben organizzate in tal senso.

La via d’uscita sembrerebbe dunque quella di disporre un’ulteriore proroga del termine per gli obblighi di segnalazione che coinvolga non solo le imprese ubicate nelle zone che, allo stato, risultano più provate dall’emergenza sanitaria, ma anche ulteriori realtà di dimensioni comunque ridotte e in difficoltà rispetto a tali adempimenti.

Il Consiglio dei Ministri ipotizza pertanto un possibile rinvio di un anno (rispetto all’entrata in vigore delle disposizioni del Codice della Crisi prevista il prossimo 15 agosto) per l’allerta, con inclusione di ulteriori imprese rispetto a quelle attualmente coinvolte.

Non resta che aspettare di vedere se detta modifica verrà effettivamente attuata mediante la proposta di un nuovo decreto che tenga conto della difficile situazione che le imprese stanno vivendo in questo periodo.

Fonte: Fisco e Tasse



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