Le riporto quanto mi ha scritto il datore di lavoro:
"Nella fascia di reddito superiore a 15 mila ma non eccedente i 28 mila euro, viene riconosciuto il trattamento integrativo a patto che la somma delle seguenti detrazioni sia superiore all’IRPEF lorda. Stiamo parlando di:
· Detrazioni per familiari a carico;
· Detrazioni per redditi da lavoro dipendente ed assimilati;
· Detrazioni per interessi passivi ed oneri accessori per prestiti o mutui agrari (limitatamente agli oneri sostenuti in dipendenza di mutui o prestiti contratti fino al 31 dicembre 2021);
· Detrazioni per interessi passivi ed oneri accessori corrisposti in dipendenza di mutui garantiti da ipoteca su immobili, siglati per acquistare un’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale (con riferimento agli oneri sostenuti per mutui o prestiti contratti fino al 31 dicembre 2021);
· Detrazioni per interessi passivi ed oneri accessori corrisposti in dipendenza di mutui garantiti da ipoteca su immobili, contratti per costruire un’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale (con riferimento agli oneri sostenuti per mutui o prestiti contratti fino al 31 dicembre 2021);
· Rate di detrazioni per spese sanitarie, interventi per il recupero del patrimonio edilizio / riqualificazione energetica degli edifici, cui si aggiungono detrazioni previste da altre disposizioni normative, per spese sostenute fino al 31 dicembre 2021.
Se la somma delle suddette detrazioni è superiore all’imposta lorda (calcolata, ricordiamolo, in base agli scaglioni di reddito) allora il trattamento integrativo spetta per un importo pari alla differenza tra le detrazioni citate e la stessa IRPEF lorda (comunque nel limite massimo di 1.200 euro)."
Il mio dubbio è: per aver diritto al trattamento integrativo, l'imposta lorda deve essere inferiore alle suddette detrazioni oppure vale il contrario (come leggo da alcuni siti, ovvero l'imposta lorda deve essere superiore alle detrazioni per aver diritto al trattamento integrativo)?