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Ritenuta d'acconto

M

Max

Ospite
Salve a tutti

Ho da poco aperto una attività individuale, ed il mio commercialista mi ha registrato come professionista senza cassa (in quanto non iscritto a nessun albo).

Io mi occupo di consulenze software e di realizzazioni software (la dicitura esatta è "consulenza software e altre realizzazioni software).

Purtroppo credo che la sistemazione non sia delle migliori...

Nello stesso settore vedo gente che ha semplicemente una ditta individuale ed emette delle semplici fatture, mentre io ho l'obbligo di scocciare il committente con la ritenuta d'acconto.

Siccome sono proprio all'inizio vorrei sapere esattamente come funziona la rit. d'acconto, se ad esempio può essere comulata quella di varie fatture, o se il sostituto d'imposta è costretto a versare (tramite bonifico?) la ritenuta per ogni fattura... etc

Scusate la domanda un pò sciocca, ma come vi ho detto sto iniziando proprio ora...

Vi ringazio
 
la ritenuta non può essere comulata.ogni fattura ha la sua ritenuta che il sostituto d'imposta (cliente) ti deve versare a mezzo F24 in banca o posto o concessionario (quindi no bonifico!).
l'anno successivo riceverai le varie certificazioni dai clienti che ti consentiranno di detrarre dalle tue imposte, quanto già pagato a titolo di acconto.
stai tranquillo. le aziende conoscono bene il procedimento e non ti arrecherà nessun danno.
un ultimo consiglio: dai + fiducia al tuo commercialista, potrebbe offendersi!!!
ciao e buon lavoro
 
apri cambia il codice di attivita e aprila come societa di servizi.
dovrai pero iscriverti alla cciaa e all'inps ivs commercianti
oppure se non hai ancora fatturato opta per il regime art. 13 l. 388 2000
 
Ho fiducia nel mio commercialista, ma mi chiedo come mai chi esercita un attività a più ampio spettro della mia (Assemblaggio PC, consulenze soft/hw, siti web...) ha una "semplice" ditta individuale...

Il discorso che Michele fa va bene per le aziende, ma per il momento non lavoro con grandi azionde, ma con piccole ditte individuali, che a parità di lavoro svolto potrebbero scegliere un qualunque altro consulente per evitare la scocciatura...

Il versamento lo deve fare necessariamente il titolare della ditta individuale o lo può più semplicemente delegare al suo commercialista?

Non dico che la rit. sia una cosa "balorda" o inusuale, ma solo che forse non è adatta al tipo di lavoro che svolgo.

Per la società di servizi sono d'accordo, ma siccome le spese sono superiori, volevo iniziare come lavoratore autonomo prima e poi passare ad una SNC avente come socio anche mio fratello.

Vi ringrazio per le risposte.
 
"oppure se non hai ancora fatturato opta per il regime art. 13 l. 388 2000"

Cos'è?
 
la società di servizi puoi costituirla anche in forma individuale...
 
il regime art 13 388 2000 permette tra l'altro ai professionisti di fatturare senza applicare la ritenuta di acconto.
se fai assemblaggio e/o vendita di hd sw l'attività professionale non la puoi fare....e devi optare per un'attivita di servizi.
Oltretutto i grossisti sw hw senza una una posizione cciiaa ( attività di servizi ) non ti venderanno mai la merce.
Un buon consulente dovebbe prima illustrarti tutte le alternative prima di farti aprire una partit iva
la fiducia la lasciamo alla galbani per i formaggi
 
su casi analoghi, altre risposte date...


Autore: alberto (--- pool80182.interbusiness.it)
Data: 21-Ott-2003 08:59

lara, cmq devi comportarti in questo modo:

"L’attività in commento può essere esercitata sia in forma d’impresa che rofessionalmente. Pertanto, risulti regolarmente in linea con l’inquadramento previsto per i soggetti che svolgono l’attività in forma professionale e non deve operare alcuna variazione in ordine alla propria posizione previdenziale e/o fiscale. Per ciò che concerne la compilazione del modello Unico, quindi, il lettore dovrà continuare a compilare il quadro predisposto per la categoria reddituale di lavoro autonomo (quadro RE), mentre ai fini del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore (SG66U), essendo questo previsto per i soli contribuenti che determinano il reddito di impresa, il lettore non dovrà di conseguenza compilarlo essendo il reddito di lavoro autonomo a tutt’oggi non assoggettato a studi di settore per l’attività in questione. A tal fine giova qui ricordare che la stessa amministrazione finanziaria, con la circolare 58/E del 27 giugno 2002, ha affermato che «se il contribuente si è classificato in una categoria reddituale diversa da quella prevista dal quadro degli elementi contabili contenuto nel modello studi di settore approvato per la sua attività, avrà, innanzitutto, cura di verificare se ha commesso errori di classificazione. Se il codice attività è corretto, ma non c’è corrispondenza tra gli elementi contabili richiesti nel modello per gli studi di settore e quelli indicati dal contribuente nei quadri RE, RF o RG della dichiarazione modello Unico, a causa della diversa qualificazione reddituale effettuata dal contribuente, non si applicano né gli studi di settore né i parametri. In tal caso, nel campo 2 «parametri e studi di settore: cause di esclusione» dei righi RE1, RF1 o RG1, va indicato il codice «4»: altre cause."

infatti anche il codice 72200 è accettato solo come reddito di impresa..
ciao e buon lavoro
 
---- regime art 13 388 2000 ----

Mi sono informato su altri siti, e mi sembra di aver capito questo:

Posso usufruire del regime agevolato per i primi tre anni (dato che l'attività è completamente "nuova").
Per la richiesta non c'è limite temporale, ma comunque va effettuata prima dell'emissione della prima fattura (non ne ho ancora fatte!).
Questo mi consentirà di non applicare la ritenuta d'acconto per il periodo suddetto.

Se è così allora devo "rompere le scatole" al commercialista per farlo informare meglio sulla questione.

Mille grazie a tutti voi
 
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