Buongiorno la mia domanda verte sulla fatturazione di una impresa di impianti elettrici.
Dato per scontato che in subappalto la fatturazione è sempre soggetta al Reverse Charge, purchè appaltatore e subappaltatore siano inquadrati negli stessi codici Ateco, resta da definire e interpretare la normativa con esattezza quando si deve fatturare la manodopera e i materiali su un appalto diretto. Con riferimento alla circolare 37/E del 2015, come si fa a distinguere tra la "cessione dei beni con posa in opera" (escluse dal reverse charge) e le "prestazioni dei servizi" soggette al reverse charge, quando queste ultime prevedono comunque dei materiali da porre in opera?
Con la risoluzione n. 220/E del 10 agosto 2007 si parla di una volontà espressa dalle parti che stabilisca se è prevalente il "dare o il "fare". Ma chi e come si stabilisce? Certo non basta una offerta o semplice ordinativo di lavoro. Si legge inoltre che non è determinante il valore del materiale rispetto al valore della manodopera per stabilire se applicare o meno la fatturazione con il reverse cherge. Ci sono tante dissertazioni ma praticamente non viene data una risposta concreta in grado di stabilire un comportamento. Faccio un esempio per concretizzare la domanda: un cliente mi appalta la sostituzione di 50 plafoniere a Led da installare nei propri uffici in sostituzione delle esistenti a tubo fluorescente: costo materiali circa 3000 €, costo manodopera circa 1000 €. Come interpreto il dettato normativo della Agenzia delle Entrate per l'applicazione dell'IVA in fattura?
Ringrazio anticipatamente
Dato per scontato che in subappalto la fatturazione è sempre soggetta al Reverse Charge, purchè appaltatore e subappaltatore siano inquadrati negli stessi codici Ateco, resta da definire e interpretare la normativa con esattezza quando si deve fatturare la manodopera e i materiali su un appalto diretto. Con riferimento alla circolare 37/E del 2015, come si fa a distinguere tra la "cessione dei beni con posa in opera" (escluse dal reverse charge) e le "prestazioni dei servizi" soggette al reverse charge, quando queste ultime prevedono comunque dei materiali da porre in opera?
Con la risoluzione n. 220/E del 10 agosto 2007 si parla di una volontà espressa dalle parti che stabilisca se è prevalente il "dare o il "fare". Ma chi e come si stabilisce? Certo non basta una offerta o semplice ordinativo di lavoro. Si legge inoltre che non è determinante il valore del materiale rispetto al valore della manodopera per stabilire se applicare o meno la fatturazione con il reverse cherge. Ci sono tante dissertazioni ma praticamente non viene data una risposta concreta in grado di stabilire un comportamento. Faccio un esempio per concretizzare la domanda: un cliente mi appalta la sostituzione di 50 plafoniere a Led da installare nei propri uffici in sostituzione delle esistenti a tubo fluorescente: costo materiali circa 3000 €, costo manodopera circa 1000 €. Come interpreto il dettato normativo della Agenzia delle Entrate per l'applicazione dell'IVA in fattura?
Ringrazio anticipatamente