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lettera

A

antonio47

Ospite
ragazzi.....ho partorito una letterina per V.V. non so se ci sta nel post ma ci provo

Egregio Signor Vice-Ministro V.V.
e, p.c. …………………………….


Nell’ottica di quella fattiva collaborazione con le Istituzioni che, da sempre, ha contraddistinto noi professionisti economico-fiscali (dottori, ragionieri, tributaristi e periti), nonché con consapevolezza di aver sempre operato in primis a tutela dei nostri Clienti e poi, fatto non secondario, nel più ampio interesse dello Stato, siamo a sottoporLe alcune considerazioni.
Certamente questo nostro intervento giunge un po’ in ritardo rispetto a quanto, poco per la verità, hanno già detto e scritto i nostri rispettivi Ordini e Presidenti ma, non per questo, vorrà accantonarlo come superato.
Riteniamo inutile elencare freddi numeri di articoli, leggi, decreti, circolari e risoluzioni e preferiamo entrare nel pratico dei problemi e delle perplessità che le nuove normative e la novellata prassi hanno suscitato in noi.
E neppure questo nostro sfogo vuole essere un “documento politico”, essendo consci che tra i firmatari esistono persone schierate a destra, a sinistra ed al centro.
Prima i professori, poi i dominus ci hanno insegnato che la nostra professione poggia le proprie basi su passione, dedizione e volontà di costante aggiornamento ed il tutto deve essere al servizio (con lecito corrispettivo) dei Clienti che assistiamo e nell’interesse delle varie istituzioni interessate.
A tutto ciò abbiamo sempre applicato la deontologia della professione ma, e soprattutto, anche la nostra personale serietà legata alla più o meno acquisita esperienza.
Ed è proprio questa nostra professione vissuta giorno per giorno al cospetto di una normativa che si è fatta via via più farraginosa, più complicata, più idonea ad essere interpretata piuttosto che applicata, più propensa a castigare a priori piuttosto che a punire veramente dopo, più scritta di getto che studiata, fatta da esperti che hanno vissuto e vivono dietro una scrivania molto diversa dalla nostra, che ora ci fa riflettere sui nostri compiti e sulle nostre competenze.
Molti di noi, già prima dell’indirizzo scolastico secondario e dell’università dopo, già sapevano che volevano fare il libero professionista e per questo, sia loro che le loro famiglie, hanno fatto notevoli sacrifici. Questi sacrifici hanno portato ad avere una buona preparazione nell’indirizzo che ciascuno ha intrapreso (societario, fiscale, contabile ecc.), uno studio decoroso, qualche dipendente e pochi o tanti clienti che portano i dovuti introiti che ci permettono di vivere benino o bene o benissimo od ottimamente a seconda dei casi.
Quello che è stato esternato e scritto dai Suoi colleghi nella scorsa, ed in tutti i sensi torrida, estate non solo hanno offeso la persona ma, ancor di più, hanno offeso il nostro lavoro. Tutti sono andati in piazza: tassisti, farmacisti, avvocati e quasi tutti hanno ottenuto almeno un ritocco alle norme in corso di varo. Noi no! Noi non possiamo permetterci il lusso di astenerci, di serrare, di sfilare con le auto nel centro-città: noi dobbiamo stare dietro la sudata scrivania per evitare guai ai clienti, a noi stessi e, ripetiamo, alle casse dello Stato. Noi non possiamo informare i Clienti che nella settimana che ricomprende il 21 agosto abbiamo deciso di scioperare, non potevamo ieri e non potremo, ancora di più, domani.
Noi, stakanovisti per necessità o per obbligo, di tutti gli adempimenti ce ne siamo fatti una ragione e li abbiamo accettati come condizione per esercitare, così come li stanno accettando tutti coloro che si accingono ad entrare, a vario titolo, in questo mondo.
Ci sono, però, alcuni distinguo.
Una cosa sono le norme già scritte ed in costante evoluzione, altra cosa sono quelle norme che, di fatto, ci obbligano a rivestire ruoli per i quali non abbiamo studiato e per i quali non ci siamo preparati.
Infatti, leggendo e rileggendo quello che aspetta, sempre più chiaro appare il divenire della nostra presenza sul mercato: saremo, niente di più e niente di meno, che impiegati dell’amministrazione senza, però, i suoi privilegi.
Tutto ciò che è stato fatto e sarà fatto con l’intento di liberalizzare, di contrastare l’evasione fiscale, di risanare il debito pubblico, si ripercuote su una massa enorme di soggetti che, per la stragrande maggioranza, rappresentano la nostra clientela.
Ma questa grande massa di soggetti, se non in sporadici casi, non ha né le conoscenze né la voglia di cimentarsi con lacci e lacciuoli e, quindi, tocca a noi risolvere problemi non nostri, problemi che la macchina organizzativa delle istituzioni sta affrontando con prossapochismo.
Analizzando il già corposo pacchetto di servizi resi al Cliente, dobbiamo ora anche confrontarci con adempimenti che fanno degli studi dei veri e propri incaricati della riscossione ma con notevoli differenze: il nostro intervento non viene remunerato (se non con un pour boire insufficiente per un caffè) e, nel malaugurato caso dovessimo sbagliare qualcosa dovremmo, ed è assurdo, difendere il Cliente per un errore da noi commesso.
Ma non solo.
Dopo cinque lustri di negligenza, ci troviamo a ridiscutere dell’Iva sugli autoveicoli e siamo nell’impasse più completa perché dobbiamo capire cosa consigliare al Cliente, quali conseguenze può avere la nostra scelta (l’ombra delle minacce di accertamenti, verifiche e controlli è sempre presente!), quante ore di lavoro richiederà e quanto costerà in termini di parcella.
La Società XY forse crederà che “non è stata messa mano nelle sue tasche”, ma dovremo mettercele noi e, alla fine, il risultato è sempre il medesimo, o no?
Questi sono solo due degli aspetti della riforma che abbiamo voluto toccare, sia per non rubarLe troppo tempo, sia perché, altrimenti, dovremmo scrivere un nuovo “statuto dei professionisti”.
Riteniamo, comunque, che Lei abbia ben inteso il senso di questa nostra lagnanza e che, in conclusione, sintetizziamo:
1) Visto che da quando Roma Imperiale ha abbozzato il sistema fiscale sono sempre esistiti gli evasori;
2) Visto che è l’amministrazione che deve attivarsi con tutti i mezzi democratici, equi ed efficienti per contrastare il fenomeno;
3) Visto che non è, e non è mai stato, con provvedimenti dettati da necessità di cassa contigenti che tali problemi si possono risolvere;
4) Visto che, oltre alla riforma del nostro essere Italiani è ormai auspicabile la completa ristrutturazione del sistema fiscale ed impositivo, ristrutturazione che tenga conto dell’avanzare dei secoli;
5) Visto che le nostre professioni rischiamo di depersonalizzarsi per divenire un anello di quella catena fiscale che continua ad allungarsi senza avere un punto finale di aggancio;
6) Visto che le nuove disposizioni non fanno altro che acuire il disappunto dei Clienti e la disaffezione nostra;
visto tutto ciò, con la consapevolezza che ormai quel che è fatto è fatto, vorrà, Signor Vice-Ministro, prendere atto di queste nostre sentite e legittime esternazioni.
E confidiamo che, inoltre, vorrà manifestare questo nostro malcontento a chi con Lei sta operando sulle materie di nostra competenza.
Siamo in pochi, Signor Vice-Ministro, a sottoscrivere la presente ma Le assicuriamo che è solo un fatto organizzativo, che il malcontento è unanime e che ci sentiamo poco rappresentati.
Grazie per l’attenzione.
Con ossequi.
I Dottori Comm.; I Rag. Comm.; i Tributaristi; I Periti
 
ANTONIO...POSSO MANDARLA CON UN COPIA INCOLLA A chi ci rappresenta PERCHE' FRA POCHI GIORNI AVRA' UNA RIUNIONE AI VERTICI CON CHI DI DOVERE. ?????


CIAO.
 
BELLISSIMA !
forse potresti mandarla anche al Il Giornale l'unico che ha pubblicato e pubblica le lamentele contro questo governo !

ciao
 
ragazzi è solo uno sfogo personale dopo le discussioni di questa mattina.
ovviamente, fate le dovute correzioni, potete farne ciò che volete: ormai sono anni che non mi diletto più nel pubblicare qualcosa, quindi......
ciao
 
mamma mia Beppe Grillo no eh! tanto da che parte credi stia? hai mai visto un comico o cmq uno dello spettacolo essere di dx!?
 
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