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La relazione con il fisco italiano domani

Marco_56

Utente
Riferimento: La relazione con il fisco italiano domani

PER JESS:
instabilità vuol dire legislazione alluvionale, vuol dire che ci vogliono 6 mesi per capire le novità di una legge finanziaria che già bisogna mettersi a studiare la manovra d'estate, che per non dire che aumentano la pressione fiscale (per motivi elettorali non si può dire) allora inventano mille sotterfugi per raggranellare più risorse in altra maniera... non voglio farla lunga, forse ho chiarito cosa vuol dire instabilità del sistema.

PER MARICA
Apprezzo lo sforzo di analisi, ma mi trovo in disaccordo su molti punti.

IN GENERALE: non mi faccio illusioni sul federalismo fiscale. La presa in giro del 2008, quando il Governo (per esigenze elettorali, cioè pura demagogia) ha esentato dall'ICI l'abitazione principale, dovrebbe fare aprire gli occhi a tutti: federalismo vuol dire che l'esenzione ICI dalla mia casa la deve stabilire la Giunta del mio Comune, non un governo centrale. Invece è stata una delle operazioni più centralistiche degli ultimi anni e i federalisti nostrani non hanno banfato. Facile fare i federalisti così.

IN SPECIFICO: personalmente penso che l'IVA al 20% sia già elevatissima, ed è già ora un grande stimolo all'evasione, perchè crea complicità fra due soggetti che astrattamente dovrebbero avere interessi contrapposti.

INOLTRE: l'evasione delle imposte sul reddito genera consumi oppure risparmio. Probabilmente nel primo caso, consumi opulenti (e forse qui sarei d'accordo su una aliquota IVA più elevata), nel secondo, genera patrimonio. Ma allora io chiedo: perchè non spostare la pressione dal reddito al patrimonio, visto che a volte è proprio il frutto di evasione?
 

marica

Utente
Riferimento: La relazione con il fisco italiano domani

Tratto da Dialoghi Tributari di Ipsoa, un articolo di R. Lupi e A. Santoro
L'IVA come parametro per stimare la ricchezza nascosta
Se venissero interrogati sull’evasione fiscale, un comune cittadino, ma anche un politico e perfino alcuni esperti potrebbero affermare che «i contribuenti titolari di redditi fissi sono tassati fino all’ultimo centesimo (...) con aliquote non indifferenti; mentre, invece, il reddito (...) dei professionisti e degli industriali e commercianti privati sfugge sempre, talvolta in notevole parte e talvolta interamente, al dovere tributario».
Al di là di alcuni termini alcuni desueti, queste parole, che conservano una disarmante attualità, sono state pronunciate da Filippo Meda, Ministro delle finanze nei Governi Boselli e Orlando durante gli anni della grande guerra, che le riportò in un suo scritto del 1920. Per quanto in linea di principio condivisibili ancor oggi queste parole sono fuorvianti per almeno due ragioni. La prima è che si potrebbe credere che l’evasione sia un fenomeno immutato per tipologia e dimensioni nel nostro Paese, cosa falsa come i dati dimostrano. Ma questo è un discorso che affronteremo solo in parte (e in seguito). La seconda ragione di insoddisfazione è che queste parole sono una corretta descrizione di ciò che accadde, ma suggeriscono un’analisi scorretta del problema. Sembrerebbero indicare, infatti, l’esigenza di concentrare tutta l’attenzione sul problema dell’evasione delle imposte sul reddito e sul patrimonio, quando invece l’enfasi dovrebbe essere posta innanzi tutto sull’IVA. L’IVA è un’imposta per certi versi paradossale: pur essendo, per molti aspetti, un’imposta sul consumo, è definita imposta sul valore aggiunto il che ha portato qualche sprovveduto a pensare che l’IRAP (una vera imposta sul valore aggiunto) ne fosse un duplicato. Ma, soprattutto, l’IVA, per la sua stessa struttura e costruzione, è l’imposta rispetto alla quale si organizzano e vanno valutati i comportamenti degli operatori economici, imprese o lavoratori indipendenti che siano. Eppure dell’IVA, dei suoi andamenti e delle sue evasioni si parla poco o nulla, fatta eccezione per i periodici scandali, che negli anni ’70 riguardavano i petroli o il burro e oggi prendono la forma di sofisticate operazioni carosello.
La centralità dell’IVA, e della sua crisi, rispetto al problema dell’evasione fiscale in Italia, è il filo conduttore del libro La materia oscura dell’IVA[1], di Roberto Convenevole, professore di politica economica poliedrico e originale, impegnato da anni a cercare di affrontare i problemi reali (ed enormi) del Fisco italiano dalla trincea dell’Amministrazione (prima come ispettore del SECIT, adesso come direttore dell’Ufficio studi dell’Agenzia delle entrate). Uomo di acutezza e passione non comune, Convenevole con questo libro, per quanto a tratti oscuro come da titolo, svela al lettore dotato di buona volontà il paradosso di cui sopra: quanto sia importante l’IVA, come (male) vada il suo gettito (se valutato correttamente) e quali siano le ragioni della sua crisi. Chi sia interessato a capire qualcosa del nostro sistema fiscale al di là degli slogan dovrebbe provare a dipanare la matassa tirando questi fili, che R. Convenevole offre al lettore con abbondanza di dati e citazioni.
 

marica

Utente
Riferimento: La relazione con il fisco italiano domani

tratto dal Sole 24 ore odierno, articolo di Bufacchi a pag. 8

La riforma del sistema tributario, che prevede lo spostamento del peso della tassazione dalle persone e, dunque, dai redditi personali alle cose, intese non solo come consumi ma anche come “proprietà”, spicca tra le misure strutturali prioritarie messe in campo dal Governo Berlusconi per rimuovere uno dei principali ostacoli alla crescita italiana, l’elevato debito pubblico, e per migliorare la sostenibilità delle finanze pubbliche.

In sintesi, gli elementi chiave di questa strategia - contenuti nel testo che va oggi in Consiglio dei Ministri - sono condensati in tre punti:
dalla tassazione sui redditi personali alla tassazione sulla proprietà e sui consumi, dalla complessità alla semplicità, dal centro alla periferia.
 

ginobond

Utente
Riferimento: La relazione con il fisco italiano domani

premesso che la tassazione italiana è troppo esagerata, ringrazio di cuore tutti i dipendenti dell'agenzia delle entrate grazie ai quali, con gli innumerevoli errori negli accertamenti, mi fanno campare con i ricorsi:)
 

asso2000

Utente
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Basterebbe l’applicazione della legge 212/2000, con almeno queste integrazioni:
- l’interpello non deve essere di competenza di chi ha emesso l’avviso di accertamento
- va sempre valutata la buona fede del contribuente
- la sentenza di primo grado deve essere immediatamente esecutiva
- applicazione dell’art. 96, primo comma, c.p.c., cioè il risarcimento del danno per lite temeraria
Nelle mie esperienze ho sempre trovato funzionari preparati negli uffici fiscali (Imposte dirette, IVA, etc.) mentre non posso dire altrettanto dei funzionari degli uffici tributi locali (ICI, TARSU, etc.).
Quando si parla di federalismo fiscale mi vengono i brividi solo a pensare ai funzionari di quegli uffici.
@ ginobond: la questione è seria; prova a metterti nei panni di chi ha decine di sentenze favorevoli, di CTP e CTR, ed ancora non è finita, solo per l’accanimento di un funzionario che ha gli incentivi per scovare gli evasori!!
Il cittadino va informato, istruito, certamente non vessato.
 
Riferimento: La relazione con il fisco italiano domani

Basterebbe l’applicazione della legge 212/2000, con almeno queste integrazioni:
- l’interpello non deve essere di competenza di chi ha emesso l’avviso di accertamento
- va sempre valutata la buona fede del contribuente
- la sentenza di primo grado deve essere immediatamente esecutiva
- applicazione dell’art. 96, primo comma, c.p.c., cioè il risarcimento del danno per lite temeraria
Nelle mie esperienze ho sempre trovato funzionari preparati negli uffici fiscali (Imposte dirette, IVA, etc.) mentre non posso dire altrettanto dei funzionari degli uffici tributi locali (ICI, TARSU, etc.).
Quando si parla di federalismo fiscale mi vengono i brividi solo a pensare ai funzionari di quegli uffici.
@ ginobond: la questione è seria; prova a metterti nei panni di chi ha decine di sentenze favorevoli, di CTP e CTR, ed ancora non è finita, solo per l’accanimento di un funzionario che ha gli incentivi per scovare gli evasori!!
Il cittadino va informato, istruito, certamente non vessato.
Beato te!!! che hai sempre trovato gente competente, per mia esperienza non sono tutti così per ns sfortuna spesso mi è capitato di imbattermi in musoni impreparati e superbi forti della loro posizione. Altre volte mi è capitato di trattare con gente preparata, gentile e disponibile purtroppo in alcuni casi sono una rarità. Per il resto hai perfettamente ragione non è possibile questo insistere ad oltranza anche in palese torto.
Ed ora la riflessione.
Ho dato una veloce scorsa alle novità di questo fine/inizio anno e mi devo dire che non si va certo nella direzione di collaborazione fisco/contribuente tanto auspicata da tutte le parti a leggere le le circolari sembra proprio che ormai ci si avvii verso uno stato di polizia fiscale. La domanda soge spontanea ma tutti questi nuovi adempimenti serviranno veramente a colpire l'evasione ove esiste veramente o sarà solo un aggravio per i cittadini? E sulle imprese che effetto avranno?
buona serata

Marta
 

Drackey

Utente
Riferimento: La relazione con il fisco italiano domani

Personalmente temo che, oltre all'aggravio in termini di pesantezza burocratica e di necessità per tutti di avvalersi di un professionista anche solo per cambiare l'auto (e può andarmi bene come esponente più o meno della categoria dei consulenti, ma un po' meno come privata cittadina) si andrà verso il solito risultato.
Saranno colpiti pochi grossi nomi, tanto per fare scena sui giornali e alla tivù, e si vesserà insopportabilmente il piccolino più indifeso, quello che tira a campà, quello che fa girare quei quattro soldini in più di straforo per potersi permettere un lusso piccolo piccolo, una vacanza, un jeans firmato, una sera al ristorante con la famiglia.
E i soldi recuperati, che la gente si suda, mica glieli regalano come ai grossi calibri che fanno gli squali coi nostri soldi, dove andranno? In altri sprechi, come sempre.
Perchè i soldi non è vero che non ci sono, ci sono eccome, se vengono usati nel modo giusto. Non ci sono se si sprecano sempre di più come si va facendo da decenni, e sempre in peggiorando. Le mie tasse pagano pensioni di invalidità a finti ciechi con 10/10 e finti paralitici che fanno i 100 metri in 10 secondi, pagano poltrone, poltroncine, sgabelli, seggiolini e tappetucoli di marmaglia varia improduttiva, e che oltre a essere pagata per far niente, ruba pure altri soldi oltre allo stipendio, pagano ospedali che mai sono stati aperti un giorno, strade mai terminate abbandonate in mezzo al nulla, progetti stratosferici per ponti su uno stretto che se anche fosse costruito non servirebbe se non a foraggiare ulteriormente gli sciacalli che ci girano intorno, con costi decuplicati rispetto ai preventivi... e così via.
La relazione col fisco di domani?
Se oltre al recupero dell'evasione non si fanno passi concreti, ma concreti davvero, non di facciata, verso un uso corretto dei soldi NOSTRI, prima o poi qualcuno inventerà un modo per sovvertire uno status quo intollerabile.
Che sia lo sciopero fiscale, o la fuga all'estero, o il mitra... gli elastici, come sanno bene i fisici, si allungano solo fino al punto di rottura, poi sfrecciano violentemente indietro. Sulle mani di chi li teneva.
 

Gio.

Utente
Riferimento: La relazione con il fisco italiano domani

Personalmente temo che, oltre all'aggravio in termini di pesantezza burocratica e di necessità per tutti di avvalersi di un professionista anche solo per cambiare l'auto (e può andarmi bene come esponente più o meno della categoria dei consulenti, ma un po' meno come privata cittadina) si andrà verso il solito risultato.
Saranno colpiti pochi grossi nomi, tanto per fare scena sui giornali e alla tivù, e si vesserà insopportabilmente il piccolino più indifeso, quello che tira a campà, quello che fa girare quei quattro soldini in più di straforo per potersi permettere un lusso piccolo piccolo, una vacanza, un jeans firmato, una sera al ristorante con la famiglia.
E i soldi recuperati, che la gente si suda, mica glieli regalano come ai grossi calibri che fanno gli squali coi nostri soldi, dove andranno? In altri sprechi, come sempre.
Perchè i soldi non è vero che non ci sono, ci sono eccome, se vengono usati nel modo giusto. Non ci sono se si sprecano sempre di più come si va facendo da decenni, e sempre in peggiorando. Le mie tasse pagano pensioni di invalidità a finti ciechi con 10/10 e finti paralitici che fanno i 100 metri in 10 secondi, pagano poltrone, poltroncine, sgabelli, seggiolini e tappetucoli di marmaglia varia improduttiva, e che oltre a essere pagata per far niente, ruba pure altri soldi oltre allo stipendio, pagano ospedali che mai sono stati aperti un giorno, strade mai terminate abbandonate in mezzo al nulla, progetti stratosferici per ponti su uno stretto che se anche fosse costruito non servirebbe se non a foraggiare ulteriormente gli sciacalli che ci girano intorno, con costi decuplicati rispetto ai preventivi... e così via.
La relazione col fisco di domani?
Se oltre al recupero dell'evasione non si fanno passi concreti, ma concreti davvero, non di facciata, verso un uso corretto dei soldi NOSTRI, prima o poi qualcuno inventerà un modo per sovvertire uno status quo intollerabile.
Che sia lo sciopero fiscale, o la fuga all'estero, o il mitra... gli elastici, come sanno bene i fisici, si allungano solo fino al punto di rottura, poi sfrecciano violentemente indietro. Sulle mani di chi li teneva.
Quoto....e se passi da Cuneo fammi un fischio che ti stringo la mano!:yes2:
Inoltre le aziende chiedono soltanto questo:
chi analizza e conseguentemente decide su norme e decreti legge abbia cmq un senso della gestione del lavoro e di come effettivamente vengono impostate le aziende stesse, altrimenti a pagare in consulenza,aggravi burocratici e gestione saranno sempre i soliti noti!
Gli ultimi due "balzelli"normativi quali SISTRI e TRACCIABILITA' FLUSSI FINANZIARI APPALTI PUBBLICI la dicono lunga, riusciranno a colpire effettivamente chi fa degli illeciti in tal senso? Oltre a mettere veramente in difficolta' applicativa della norma dal punto di vista gestionale le aziende,basta vedere le varie circolari esplicative nonche' le proroghe intercorse...
Una buona continuazione in questo nuovo 2011.....:yes2:
 

marica

Utente
Riferimento: La relazione con il fisco italiano domani

Personalmente temo che, oltre all'aggravio in termini di pesantezza burocratica e di necessità per tutti di avvalersi di un professionista anche solo per cambiare l'auto (e può andarmi bene come esponente più o meno della categoria dei consulenti, ma un po' meno come privata cittadina) si andrà verso il solito risultato.
Saranno colpiti pochi grossi nomi, tanto per fare scena sui giornali e alla tivù, e si vesserà insopportabilmente il piccolino più indifeso, quello che tira a campà, quello che fa girare quei quattro soldini in più di straforo per potersi permettere un lusso piccolo piccolo, una vacanza, un jeans firmato, una sera al ristorante con la famiglia.
E i soldi recuperati, che la gente si suda, mica glieli regalano come ai grossi calibri che fanno gli squali coi nostri soldi, dove andranno? In altri sprechi, come sempre.
Perchè i soldi non è vero che non ci sono, ci sono eccome, se vengono usati nel modo giusto. Non ci sono se si sprecano sempre di più come si va facendo da decenni, e sempre in peggiorando. Le mie tasse pagano pensioni di invalidità a finti ciechi con 10/10 e finti paralitici che fanno i 100 metri in 10 secondi, pagano poltrone, poltroncine, sgabelli, seggiolini e tappetucoli di marmaglia varia improduttiva, e che oltre a essere pagata per far niente, ruba pure altri soldi oltre allo stipendio, pagano ospedali che mai sono stati aperti un giorno, strade mai terminate abbandonate in mezzo al nulla, progetti stratosferici per ponti su uno stretto che se anche fosse costruito non servirebbe se non a foraggiare ulteriormente gli sciacalli che ci girano intorno, con costi decuplicati rispetto ai preventivi... e così via.
La relazione col fisco di domani?
Se oltre al recupero dell'evasione non si fanno passi concreti, ma concreti davvero, non di facciata, verso un uso corretto dei soldi NOSTRI, prima o poi qualcuno inventerà un modo per sovvertire uno status quo intollerabile.
Che sia lo sciopero fiscale, o la fuga all'estero, o il mitra... gli elastici, come sanno bene i fisici, si allungano solo fino al punto di rottura, poi sfrecciano violentemente indietro. Sulle mani di chi li teneva.
Per contrastare lo spreco di denaro pubblico che si è sempre fatto (anche prima della Repubblica) e si sta continuando a fare bisogna passare dal federalismo. Non c’è più tempo da perdere. Lo Stato centralista lascerà in eredità alle future generazioni un colossale debito pubblico e un paese da ammodernare (l’autostrada Salerno-Reggio Calabria è l’emblema delle opere pubbliche incompiute :mad:). Devono essere i Comuni a gestire le risorse territoriali senza che i sindaci possano chiedere a Roma i trasferimenti per pareggiare i loro bilanci, i cui deficit spesso, sono il risultato delle loro miopie e incapacità amministrative. E’ arrivato il momento (anzi speriamo di essere ancora in tempo) che gli enti pubblici locali vengano gestiti in modo aziendale da manager capaci e chi non lo è non venga rieletto a vita. Sono d’accordo con Tremonti quando dice basta ai rimborsi a piè di lista (alias trasferimenti erariali) e cambiali (alias titoli del debito pubblico) da lasciare alle future generazioni. Bisogna introdurre negli enti pubblici (a tutti i livelli) gli studi di settore affinchè si raggiunga l’efficienza nella gestione del denaro pubblico (in questo senso si vuole andare con l’introduzione dei cd costi standard). Ci vorrà tempo, molto tempo però l’importante è voltare pagina e spero che questo avvenga il più presto possibile :yes2:.
 
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