A
alberto.
Ospite
questo è quanto dicevo, che non è stato capito.. (lo so, usavo altri termini, ma quando ce vo ce vò)
Lettera del Presidente del Sindacato Nazionale Ragionieri Commercialisti.
Al Presidente
Del Consiglio dei Ministri
On.le Prof. Romano Prodi
Lettera aperta
Ill.mo Sig. Presidente,
il decreto Bersani stravolge impostazioni tributarie e fiscali radicate da decenni e inoltre introduce nuovi gravosi adempimenti a carico dei contribuenti, attraverso norme entrate immediatamente in vigore, la cui interpretazione è ardua ed assolutamente incerta.
A nostro parere, il decreto, che appare ad alto rischio di incostituzionalità, disattende i principi enunciati nello Statuto del Contribuente.
Eppure, per l’ennesima volta i Professionisti, soprattutto i Ragionieri Commercialisti, unitamente ai Dottori Commercialisti ed ai Consulenti del Lavoro, devono sobbarcarsi l’annoso compito di interpretare ed applicare, sotto la propria responsabilità e grazie solo alla propria formazione e competenza, la nuova normativa e gli adempimenti connessi.
Per l’ennesima volta, norme cervellotiche e complesse trovano la possibilità di venire concretamente attuate solo ed esclusivamente grazie al senso di responsabilità dei liberi professionisti iscritti in Albi professionali, senza l’operato dei quali il Governo ed il Parlamento avrebbero oggettivamente ben più problemi a vedere applicate le normative emanate.
Nonostante questo, ben lungi dal vedere riconosciuto il proprio ruolo, i liberi professionisti sono costantemente penalizzati.
Con la recente normativa sull’antiriciclaggio si è superato ogni limite.
Soprattutto noi professionisti economici veniamo oramai considerati, senza alcuna remora da parte della classe politica, “a servizio” dell’Amministrazione Finanziaria e del Ministero dell’Economia, a volte senza alcun rispetto della nostra professionalità e con “riconoscimenti” ridicoli e lesivi della nostra dignità professionale e personale.
Ci vediamo assegnare sempre maggiori oneri ed ulteriori pesanti responsabilità economiche, civili e penali; da anni ci vengono imposti adempimenti spettanti all’Amministrazione Finanziaria che, nel frattempo, soprattutto grazie al nostro operato ed a nostre spese, ha potuto riorganizzarsi ed ammodernarsi.
Anche il decreto Bersani va in questo senso: ci addossa ulteriori oneri e responsabilità, ci penalizza sia nello svolgimento della nostra attività, sia come contribuenti.
I professionisti additati quali unici evasori, con i conti bancari “tracciati” e quindi con relativo divieto di incassare in contanti anche per importi modesti, appaiono destinatari di interventi eccessivi e autoritari.
Per il resto, riteniamo che l’eliminazione delle tariffe minime comporterà il concreto rischio di ottenere l’effetto opposto da quello voluto dal Governo, mentre pubblicità e altro sono interventi che dovevano trovare collocazione in un progetto di riforma ben più ampio che deve trovare il culmine nella riforma organica delle libere professioni.
Il Ministro Bersani ha affermato che le decisioni adottate non sono frutto di scelte ideologiche ma, almeno nei confronti delle libere professioni, l’impressione è diametralmente opposta; sensazione rafforzata dalla totale mancanza di concertazione con le nostre parti sociali rappresentate, come noto, da Confprofessioni, Confedertecnica e Cipa.
Malgrado tutto, abbiamo sempre svolto la nostra attività con la consapevolezza del nostro ruolo e con la cultura professionale che ci contraddistingue, e così continueremo a fare.
Tuttavia, il Sindacato Nazionale Ragionieri Commercialisti chiede con forza che venga rispettata e considerata la dignità e la rilevanza del ruolo economico e sociale dei professionisti economici, così come di tutte le categorie professionali in genere.
Anche per questo, il Sindacato Nazionale Ragionieri Commercialisti chiede, quanto prima possibile, un incontro con Lei e con i Ministri competenti al fine di poter esporre il senso e la portata delle diverse istanze denominate ”pacchetto professioni”.
Sig. Presidente,
oramai gli attacchi al mondo delle libere professioni sono costanti; da più parti il ritornello ricorrente è quello che ripete la necessità di liberalizzare le libere professioni per far ripartire la competitività e la crescita del Paese.
In realtà i liberi professionisti sono da sempre un’importante risorsa e non sono certo un vincolo per lo sviluppo del nostro Paese ma sappiamo che, spesso, dietro l’enunciazione di grandi principi si celano interessi specifici.
Probabilmente c’è chi vorrebbe trasformare tutte le attività professionali in servizi commerciali, con il “rischio” di favorire solo organizzazioni imprenditoriali che amerebbero egemonizzare interi settori professionali; per riuscire in questo intento occorre attaccare e cercare di abbattere l’identità culturale e qualitativa dei singoli liberi professionisti delle aree sanitarie, tecniche, giuridiche ed economiche.
Confidiamo che il Governo sia attento alle esigenze del cittadino non solo nella sua veste di consumatore ma anche in quella di utente e contribuente e non sempre le diverse situazioni implicano esigenze comuni.
In questo modo e in molti altri, abbiamo la certezza di poter dare un nostro importante e responsabile contributo.
Con i migliori saluti.
Roma, 7 luglio 2006 Il Presidente Snrc
Rag. Ezio Maria Reggiani
Lettera del Presidente del Sindacato Nazionale Ragionieri Commercialisti.
Al Presidente
Del Consiglio dei Ministri
On.le Prof. Romano Prodi
Lettera aperta
Ill.mo Sig. Presidente,
il decreto Bersani stravolge impostazioni tributarie e fiscali radicate da decenni e inoltre introduce nuovi gravosi adempimenti a carico dei contribuenti, attraverso norme entrate immediatamente in vigore, la cui interpretazione è ardua ed assolutamente incerta.
A nostro parere, il decreto, che appare ad alto rischio di incostituzionalità, disattende i principi enunciati nello Statuto del Contribuente.
Eppure, per l’ennesima volta i Professionisti, soprattutto i Ragionieri Commercialisti, unitamente ai Dottori Commercialisti ed ai Consulenti del Lavoro, devono sobbarcarsi l’annoso compito di interpretare ed applicare, sotto la propria responsabilità e grazie solo alla propria formazione e competenza, la nuova normativa e gli adempimenti connessi.
Per l’ennesima volta, norme cervellotiche e complesse trovano la possibilità di venire concretamente attuate solo ed esclusivamente grazie al senso di responsabilità dei liberi professionisti iscritti in Albi professionali, senza l’operato dei quali il Governo ed il Parlamento avrebbero oggettivamente ben più problemi a vedere applicate le normative emanate.
Nonostante questo, ben lungi dal vedere riconosciuto il proprio ruolo, i liberi professionisti sono costantemente penalizzati.
Con la recente normativa sull’antiriciclaggio si è superato ogni limite.
Soprattutto noi professionisti economici veniamo oramai considerati, senza alcuna remora da parte della classe politica, “a servizio” dell’Amministrazione Finanziaria e del Ministero dell’Economia, a volte senza alcun rispetto della nostra professionalità e con “riconoscimenti” ridicoli e lesivi della nostra dignità professionale e personale.
Ci vediamo assegnare sempre maggiori oneri ed ulteriori pesanti responsabilità economiche, civili e penali; da anni ci vengono imposti adempimenti spettanti all’Amministrazione Finanziaria che, nel frattempo, soprattutto grazie al nostro operato ed a nostre spese, ha potuto riorganizzarsi ed ammodernarsi.
Anche il decreto Bersani va in questo senso: ci addossa ulteriori oneri e responsabilità, ci penalizza sia nello svolgimento della nostra attività, sia come contribuenti.
I professionisti additati quali unici evasori, con i conti bancari “tracciati” e quindi con relativo divieto di incassare in contanti anche per importi modesti, appaiono destinatari di interventi eccessivi e autoritari.
Per il resto, riteniamo che l’eliminazione delle tariffe minime comporterà il concreto rischio di ottenere l’effetto opposto da quello voluto dal Governo, mentre pubblicità e altro sono interventi che dovevano trovare collocazione in un progetto di riforma ben più ampio che deve trovare il culmine nella riforma organica delle libere professioni.
Il Ministro Bersani ha affermato che le decisioni adottate non sono frutto di scelte ideologiche ma, almeno nei confronti delle libere professioni, l’impressione è diametralmente opposta; sensazione rafforzata dalla totale mancanza di concertazione con le nostre parti sociali rappresentate, come noto, da Confprofessioni, Confedertecnica e Cipa.
Malgrado tutto, abbiamo sempre svolto la nostra attività con la consapevolezza del nostro ruolo e con la cultura professionale che ci contraddistingue, e così continueremo a fare.
Tuttavia, il Sindacato Nazionale Ragionieri Commercialisti chiede con forza che venga rispettata e considerata la dignità e la rilevanza del ruolo economico e sociale dei professionisti economici, così come di tutte le categorie professionali in genere.
Anche per questo, il Sindacato Nazionale Ragionieri Commercialisti chiede, quanto prima possibile, un incontro con Lei e con i Ministri competenti al fine di poter esporre il senso e la portata delle diverse istanze denominate ”pacchetto professioni”.
Sig. Presidente,
oramai gli attacchi al mondo delle libere professioni sono costanti; da più parti il ritornello ricorrente è quello che ripete la necessità di liberalizzare le libere professioni per far ripartire la competitività e la crescita del Paese.
In realtà i liberi professionisti sono da sempre un’importante risorsa e non sono certo un vincolo per lo sviluppo del nostro Paese ma sappiamo che, spesso, dietro l’enunciazione di grandi principi si celano interessi specifici.
Probabilmente c’è chi vorrebbe trasformare tutte le attività professionali in servizi commerciali, con il “rischio” di favorire solo organizzazioni imprenditoriali che amerebbero egemonizzare interi settori professionali; per riuscire in questo intento occorre attaccare e cercare di abbattere l’identità culturale e qualitativa dei singoli liberi professionisti delle aree sanitarie, tecniche, giuridiche ed economiche.
Confidiamo che il Governo sia attento alle esigenze del cittadino non solo nella sua veste di consumatore ma anche in quella di utente e contribuente e non sempre le diverse situazioni implicano esigenze comuni.
In questo modo e in molti altri, abbiamo la certezza di poter dare un nostro importante e responsabile contributo.
Con i migliori saluti.
Roma, 7 luglio 2006 Il Presidente Snrc
Rag. Ezio Maria Reggiani