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Consiglio

x bicia

Grazie ancora per l'ulteriore consiglio, ma lo svolgimento di due attività (multiattività) nello stesso luogo non è nulla che provochi "violazione di precise norme". E' sufficiente affiancare, ad esempio, il codice di attività "52.21.0 Commercio al dettaglio di frutta e verdura" al codice "52.27.2 Drogherie, salumerie, pizzicherie e simili".
Oppure, se la multiattività non ci piace, dichiarare di svolgere l'attività con codice "52.11.4 Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari" definiti dal volume Atecofin come: "esercizi di vendita al dettaglio in sede fissa che attuano la vendita di prodotti quasi esclusivamente alimentari su una
superficie normalmente fino a 250 mq".
La questione, tuttavia, resta aperta sul meccanismo di fatturazione tra il salumiere ed il "fruttivendolo".
 
Re: x Flavio...bicia

...grazie al piffero che la multiattività è prevista senza alcuna violazione...ma se per te l'UNICO OSTACOLO si fonda SOLO sull'applicazione del corretto Atecofin con supporto regolato, secondo te, da giusta movimentazione con fatture/note debito o ricevute varie, allora il discorso è un'altro...
evidentemente sei tu che ti stai "incaponendo" su questa linea e scusami, con ogni probabilità avrai indicato tu ai due commercianti questo "iter", per cui non "vogliono saperne di società..."; non vorrei che questa mia ipotesi ti tornasse indietro improduttiva di soluzioni, se quanto hai posto permane, ma soprattutto SENZA VIA D'USCITA...
mi spiace il tuo non voler soffermarti su aspetti ben più delicati, quali ad esempio già suggerito, in merito ad aspetti contrattuali, di natura giuridico-legale, che sembra non ti sfiorino affatto...
ma, scusa, vuoi tu personalizzare regolamenti locali che disciplinano gli esercizi di vicinato, o similari????
Sai, nell'ambito della professione, affianco a me c'è un notaio...non si sa mai: una sorta di studio associato, dove io incasso le parcelle per atto ...tra vivi, e carico tutto sul mio RE, oppure la macelleria sotto casa tua, CONVIVENTE fiscale "NON REGOLAMENTATA" del bar vicino...ma che dici...
PS. ovvio, che le mie risposte sono più e solo che personali...ma mi sembra che stia proponendo consulenze, come dire...MOLTO SEMPLICISTICHE...ehm...altro che...società di comodo...ciao, non mi mandare al paese...
 
Re: x Flavio...bicia

Cara bicia ti faccio i complimenti per l'opzione contratto di commissione senza rappresentanza.
Aggiungo solamente che la commissione è un mandato senza rappresentanza. E' sempre a titolo oneroso e il compenso che spetta al commissionario prende il nome di provvigione la quale deve essere fattutata dallo stesso.
 
Re: x Teo... Flavio...bicia

ma grazie...ma a voler "rimembrare" il temuto esame di diritto privato, temutissima Prof. Lucia Delogu - UniTo - ci tengo a nominarla per chi l'abbia conosciuta...- il contratto di commissione è una sottospecie del mandato, cioè è un mandato in nome del commissionario, per conto del committente all'acquisto o vendita...però rispetto al mandato la commissione implica: gli atti per la quale il mandatario si obbliga, per conto del mandante sono contratti di vendita, nel mandato senza rappresentanza il commissionario se acquista è obbligato a pagare il prezzo, se vende è lui il venditore, quindi come dicevo a Flavio, è responsabile per la consegna della merce, le garanzie, tutte...e agendo come mandatario versa al committente ciò che ha venduto.
è proprio sul fronte "garanzie e responsabilità" che l'impianto costruito da Flavio mi lascia...di sale...pare appunto che intenda "regolare", solo l'aspetto documentale tra i due, ottemperando così, sempre secondo me, a qualche, intervallata, sporadica...articolo del DPR 633/72, e tralasciando anche il più semplice disposto in tema fiscale, societario, contrattuale, ecc...mi chiedevo per gli obblighi 626, o HCCP, viaggiano sempre separati, ma conviventi???boh...ciao.
 
Re: x Teo... Flavio...bicia

qui il tutto è dato dal fatto che vogliono usare il registratore di cassa di un soggetto per registrare tutte le operazioni dei due punti vendita che restan distinti..
come se il primo vendesse al secondo che vende al dettaglio, e il secondo poi rifattura a valore di acquisto al primo..

a parte che nn si può fare, in quanto il primo dovrebbe emettere fattura e non scontrino, essendo tutti e due operanti in regime di impresa.. ma al di la di questo, onde evitare tutte le complicazioni e nn solo fiscali che sorgono da siffatta operazione.. come la si risolve?

o i due fan società conferendo le rispettive aziende (si spende? beh? nn si può far a meno.. ) o i due potrebbero dividersi si i locali.. dividere all'interno del locale i rispettivi negozi (con parete magari a vetro dotandola di porta..).. usare ognuno la propria cassa e cosi facendo attirano la clientela ciascun a favore dell'altro..

per il resto.. io nn vedo altra soluzione..

ciao
 
Re: x Teo... Flavio...bicia

io se fossi un verificatore fiscale.. entro nel negozio, constato la situazione, vi contesto la mancata costituzione società partendo dal fatto che di fatto lo è una società anche se mascherata da rifatturazioni di spese comuni ecc ecc...., redditi per interposta persona, e poi..fate ricorso..

ciao
 
Ricapitolando

Ringraziandovi tutti ancora una volta e accantonado momentaneamente la primissima ipotesi, vorrei però capire bene, soprattutto da Bicia che ha coinvolto anche aspetti extrafiscali, perchè un soggetto che, in regola con tutte le autorizzazioni comunali e sanitarie, se, iniziando un'attività di "minimarket" (codice attività 52.11.4), si rivolge ad un terzo (il famoso salumiere) con una certa esperienza nel settore che gli fatturerà (e NON emetterà scontrino) regolarmente il servizio di assistenza alla vendita per il reparto salumeria, commette un atto irregolare (in fin dei conti metterebbe a disposizione di un terzo la propria esperienza nel settore).
Inoltre, se il medesimo salumiere gli fornisse anche della merce, regolarmente fatturata e consegnata, non capisco dove possa commettere delle irregolarità!
PS: ringrazio Alberto che negli ultimi post ha perfettamente centrato il problema, ribadisco però che l'esigenza principale degli attori è quella di emettere un unico scontrino senza costituirsi, però, in società.
 
Re: Ricapitolando

ma il rapporto con la clientela chi lo
tiene?

il salumiere scontrina (dal suo registratore di cassa fiscale) al cliente ma non incassa;

il cliente poi va dal fruttivendolo e paga a lui, il quale emette ancora scontrino fiscale per la stessa cosa..
(seguo il tuo quesito)

tu dici che il fruttivendolo e il salumiere si daranno codice attività tale che ricomprenda tutto, il minimercato per intenderci..
(a parte che mi sembra che per i salumi, essendo prodotti a base di carne ci voglia ancora l'autorizzazione sanitaria e la richiede anche il fruttivendolo? )

insomma cosa stai in poche parole dicendo? che i due agiscono sotto forma di società ma non la vogliono costituire..
di fatto è così..

Posso capire il salumiere che vende i suoi prodotti con fattura al fruttivendolo (il quale si doterà di autorizzazione sanitaria apposita) e che il fruttivendolo poi emetta scontrino al cliente per la vendita...
ma fatta come dici tu, beh.. per me no, nn si può fare..

ciao
 
Re: Ricapitolando

caspita Flavio...ma quando ti viene prospettata una richiesta di tale portata ti fermi solo a regolare i passaggi/movimenti tra loro????
quando registri le fatture ti occupi solo dell'iva, senza tener conto di che fine farà il costo???
..."soprattutto da Bicia che ha coinvolto anche aspetti extrafiscali..."
ma la parte legale, contrattuale la escludi perchè non fai l'avvocato?...nemmeno io...ma, scusa...
trovo "strano" che un consulente porti avanti una simile prospettiva...ciao.
 
Re: Ricapitolando

che ne dite di due registratori fiscali posti l'uno accanto all'altro all'ingresso ... e il fruttivendolo che batte sul suo e su quello intestato al salumiere?
fermo restando i problemi per il subaffitto.
 
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