A
alberto.
Ospite
da italia oggi di oggi:
Iva e professioni, il decreto Bersani-Visco fa acqua da tutte le parti
A bolizione dell'Iva sulle transazioni immobiliari: un errore tecnico. Licenze dei taxisti liberalizzate: non è vero. Via le tariffe minime degli avvocati, perché l'ha chiesto l'Europa: il Parlamento europeo, in tutte le sue componenti (Ppe e Pse in testa) il 23 marzo scorso ha votato una risoluzione con l'indicazione diametralmente opposta. C'è più di un motivo per ritenere ormai da buttare la prima versione del decreto Bersani-Visco che, approvato il 4 luglio scorso, è stato il primo vero atto di governo di Romano Prodi. Certo, come ritiene la stessa maggioranza di centro-sinistra, è ormai evidente come non sia buona la prima versione di quel decreto. Che verrà emendato se non addirittura rivoluzionato (...) Basterebbe leggere la presentazione che ne ha fatto un tecnico come il presidente della commissione finanze del senato, Giorgio Benvenuto, che da lustri mangia fisco e cipolle ed è pure parlamentare Ds. Dall'Iva esplosiva sul settore immobiliare alla stangata sui cittadini di Campione, dalla tassa sulla Nutella al raddoppio di quella sulla fornitura di calore domestico (riscaldamento) in caso (pressoché totalitario) di provenienza da fonti energetiche non rinnovabili, quel decreto sembra scritto da dilettanti allo sbaraglio. Se ne è accorto perfino chi ne rivendica la paternità come Vincenzo Visco, viceministro dell'economia, inorridito di fronte a una relazione tecnica così pressapochista. Si è messo le mani nei bianchissimi capelli e con onestà si è assunto la responsabilità politica dell'errore. Certo, chi immaginava di incamerare qualche centinaio di milioni di euro con una norma che produce effetti di circa 50 miliardi di euro (solo 22 sul settore del leasing che ne verrebbe annientato), l'ha combinata grossa. Ora dal grave errore si può tornare indietro, pur leccandosi le ferite non lievi (in borsa i titoli coinvolti hanno lasciato sul terreno poco meno di 1 miliardo di euro). Ma bisognerebbe riflettere su una compagine che da cinque anni si prepara allo sbarco a palazzo Chigi, da mesi e mesi studia la prima uscita e in scena poi va in modo così sgangherato. Con errori così grossolani sarebbe consigliabile al ministro dell'Economia, Tommaso Padoa- Schioppa, di non alzare troppo la voce con chi dissente, come è accaduto ieri durante un'audizione alla camera. Perché l'intenzione di colpire aree di elusione ed evasione sarà pure sacrosanta, ma procedendo a tentoni si fanno danni molto maggiori di quelli che si vorrebbe evitare. Nel caso in specie si è scopiazzato dalla legislazione francese sugli immobili senza tenere conto dell'Iva (che lì non c'è) e del peso dell'imposta di registro (lì al 4,75%, qui al 10%). Umiltà...
Franco Bechis
Iva e professioni, il decreto Bersani-Visco fa acqua da tutte le parti
A bolizione dell'Iva sulle transazioni immobiliari: un errore tecnico. Licenze dei taxisti liberalizzate: non è vero. Via le tariffe minime degli avvocati, perché l'ha chiesto l'Europa: il Parlamento europeo, in tutte le sue componenti (Ppe e Pse in testa) il 23 marzo scorso ha votato una risoluzione con l'indicazione diametralmente opposta. C'è più di un motivo per ritenere ormai da buttare la prima versione del decreto Bersani-Visco che, approvato il 4 luglio scorso, è stato il primo vero atto di governo di Romano Prodi. Certo, come ritiene la stessa maggioranza di centro-sinistra, è ormai evidente come non sia buona la prima versione di quel decreto. Che verrà emendato se non addirittura rivoluzionato (...) Basterebbe leggere la presentazione che ne ha fatto un tecnico come il presidente della commissione finanze del senato, Giorgio Benvenuto, che da lustri mangia fisco e cipolle ed è pure parlamentare Ds. Dall'Iva esplosiva sul settore immobiliare alla stangata sui cittadini di Campione, dalla tassa sulla Nutella al raddoppio di quella sulla fornitura di calore domestico (riscaldamento) in caso (pressoché totalitario) di provenienza da fonti energetiche non rinnovabili, quel decreto sembra scritto da dilettanti allo sbaraglio. Se ne è accorto perfino chi ne rivendica la paternità come Vincenzo Visco, viceministro dell'economia, inorridito di fronte a una relazione tecnica così pressapochista. Si è messo le mani nei bianchissimi capelli e con onestà si è assunto la responsabilità politica dell'errore. Certo, chi immaginava di incamerare qualche centinaio di milioni di euro con una norma che produce effetti di circa 50 miliardi di euro (solo 22 sul settore del leasing che ne verrebbe annientato), l'ha combinata grossa. Ora dal grave errore si può tornare indietro, pur leccandosi le ferite non lievi (in borsa i titoli coinvolti hanno lasciato sul terreno poco meno di 1 miliardo di euro). Ma bisognerebbe riflettere su una compagine che da cinque anni si prepara allo sbarco a palazzo Chigi, da mesi e mesi studia la prima uscita e in scena poi va in modo così sgangherato. Con errori così grossolani sarebbe consigliabile al ministro dell'Economia, Tommaso Padoa- Schioppa, di non alzare troppo la voce con chi dissente, come è accaduto ieri durante un'audizione alla camera. Perché l'intenzione di colpire aree di elusione ed evasione sarà pure sacrosanta, ma procedendo a tentoni si fanno danni molto maggiori di quelli che si vorrebbe evitare. Nel caso in specie si è scopiazzato dalla legislazione francese sugli immobili senza tenere conto dell'Iva (che lì non c'è) e del peso dell'imposta di registro (lì al 4,75%, qui al 10%). Umiltà...
Franco Bechis