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aziende fallite o chiuse

S

saura

Ospite
una azienda che vende mobili ha tra i suoi fornitori alcuni che hanno chiuso l'attivita' senza risolvere totalmente i rapporti con i clienti. esempio: una ditta fornitrice doveva riprendere del materiale "difettato" non l'ha fatto e' quindi rimane aperta la partita perche' non e' stata emessa nc di credito, e cosi' via. in definitiva come devo copmportarmi nei confronti di queste partite che ormai mi porto aperte negli anni e che vorrei chiudere e togliere dai partitari?
grazie
 
Dal punto di vista dei redditi (ART. 101 dpr 917/1986), nel caso di un cliente dichiarato fallito, fiscalmente puoi "girare" il credito a costo dal momento dell'apertura della procedura concorsuale e la perdita è integralmente riconosciuta. Per i clienti che hanno ciuso l'attività: scrivi un sollecito a mezzo racocmandata e poi valuta se è possibile o conveniente agire per via giudiziale (se costa troppo, basta documentare che il credito è difficilmente recuperabile per girare a perdita. Semplifico un po' ... ma in sostanza è così). Più complesso l'iter per il recupero evwentuale dell'IVA: secondo l'interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, l'emissione della nota di variazione IVA (cfr. art. 26 DPR 633/1972) è subordinata alla preventiva insinuaizone al passivo e al fatto che la procedura fallimentare non abbia assicurato un riparto (in caso di riparto parziale, il recupero dell'IVA riguarda la parte non pagata). Filippo
 
Se non ricordo male i corretti principi contabili impongono, in tali casi, di stornare le poste insussistenti rilevando in contropartita i relativi proventi ed oneri.
In particolare essi vanno rilevati nelle voci A5 (altri ricavi e proventi) viceversa, per le poste negative, in B14 (oneri diversi di gestione) in quanto attengono alla gestione caratteristica dell'impresa non già a quella straordinaria.


Cordialmente.
 
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