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associazione sportiva

F

flipflop

Ospite
Abbiamo costituito un'associazione sportiva dilettantistica (palestra)senza fini di lucro. Nello statuto della stessa, tra l'altro, si parla di "porre in esere tutti quei servizi utiili al benessere fisico e psichico degli associati, anche mediante attrezzature idonere....ecc"- "di promuovere ed organizzare programmi di formazione e adestramento fisico/sportivo... ecc.. La domanda è la seguente: ogni associato versa la sua buona quota associativa ordinaria, qualora l'Associazione volesse istituire corsi di fitness, e altre discipline sportive, costruire nei locali una piccola sauna (tutti servizi usufruibili dai soli soci dietro corrispettivo di una quota suppletiva per ogni servizio), le suddette quote suppletive rientrerebbero nei fini istituzionali e quindi possono essere considerate attività non commerciali non soggette ad IVA???
Grazie in anticipo a chi vorrà rispondermi.

[%sig%]
 
Le quote suppletive, se danno "diritto" a servizi aggiuntivi, costituiscono "acquisto" di un "obbligo di permettere", servizio soggetto ad iva.
 
Art. 4, commi 4 e 7, DPR n. 633/72.
Secondo me se quelle attività sono svolte nei confronti degli associati rientrano nelle finalità istituzionali dell'associazione. Quindi, se sono rispettate le condizioni previste dal comma 7 (divieto di distribuzione utili, ecc.), non dovrebbero essere soggette ad IVA.
 
Nello statuto dell'associazione sono appunto riportate tutte le condizioni previste dall'art.4 c.7 del DPR 633/72 (come descritto da Il Ragioniere). Come mai Frankie Flowers mi dice che vanno assoggettate ad IVA??? Cosa intende per "servizi aggiuntivi"? L'associazione, nel suo statuto, ha come scopo, tra l'altro, "porre in essere tutti quei servizi utili al benessere fisico e psichico...". Organizzare corsi di fitness non è un servizio per il "benessere fisico e psichico"?? Gradirei che qualcun'altro intervenisse nella discussione per risolvere tale dubbio. Ringrazio anticipatamente e buon lavoro.
 
detraibilita' fiscale affitto sostenuto per accompagnare una persona bisognosa

Salve.
Vorrei sapere se un padre può detrarre le spese sostenute per l'affitto di un appartamento per far usufruire al figlio di cure specialistiche non possibili nella sua città di residenza.
Grazie per la risposta.
 
Scusate se insisto, ma avrei una certa urgenza. Non c'è proprio nessuno che mi può chiarire il problema ???
Grazie ancora a chiunque vorrà rispondermi.
 
Nessuno risponde perchè credo non sia facile identificare l'attività commerciale o meno di una associazione, in quanto dipende spesso non solo da cosa, ma da come lo si fa.
L'attività che descrivi sembrerebbe una di quelle "decommercializzate", e non rientrante tra le attività a commercialità oggettiva, ma fossi in te oltre al citato art.4 DPR 633/72, per venirne a capo concentrerei l'attenzione anche su artt. 143 e 148 del TUIR.
Ciao
 
Ringrazio Karl8 per la risposta e vado a precisare.
Nello statuto dell'Associazione sono rispettati i dettami di cui all'art.148 TUIR comma 8, e si tratterebbe, come ho detto di quote supplementari a quella ordinaria (stabilite dal Consiglio Direttivo)in occasione dell'acquisto dei beni necessari ad organizzare le suddette attività che, ripeto, saranno rivolte solo ai soci previo il pagamento della quota ordinaria (minima ) ed una supplementare variabile a seconda dell' attività che il socio intende svolgere e secondo la durata (mensile, trimestrale, semestrale o annuale).
Sarei grato a karl8 (e a chiunque altro) se volesse approfondire la questione.
Grazie e buon lavoro.
 
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