Mi sembra eccessivo dare la colpa al "non potevo pagarmi l'università, ne il praticantato", io l'università l'ho fatta senza pesare sulla famiglia, visto che in quei 4 anni ho fatto di tutto (compresi i turni in fabbrica e gli "agosti" in cantiere...) , credo di essere uno dei pochi laureati in economia che sappia utilizzare un tornio a controllo numerico, montare una caldaia, tirar su muri ecc. (tutte ottime esperienze fatte tra un esame di matematica, uno di ragioneria e uno di diritto tributario e chi più ne ha più ne metta) e comunque sono un laureato in economia aziendale con 110 in 4 anni e credimi che nella mia facoltà 110 in 4 anni non se ne vedevano tanti, lavoratori poi direi davvero pochi, a volte la motivazione che hai nel cuore, la voglia di dimostrare che vali e il tuo orgoglio ti aiutano più dei soldini di papà. Il praticantato, scelta molto sofferta, visto che mi si erano presentate diverse proposte di "lavoro dipendente", anche da società grandi, e quando dico grandi parlo di quotate ecc, con stipendi più che buoni, ma ancora una volta la mia motivazione ed il mio cuore mi hanno spinto verso la pratica, con ciò che ne consegue, quindi con davvero poco a disposizione all'inizio e con le mille difficoltà che questo comporta ecc, ora alle soglie della fine dei tre anni però mi rendo conto che forse ho fatto la scelta giusta, spero di fare l'esame senza spinte, come ho visto fare a molti miei ex colleghi praticanti e spero futuri colleghi commercialisti, e guai, se una volta raggiunta l'abilitazione qualcuno oserà dirmi che non è giusto, che siamo una casta o, ancora peggio che sono arrivato lì solo perchè avevo le spalle coperte.
E' giusto che chi ha fatto sacrifici, prima o poi li veda ricompensati!
Se vuoi un riconoscimento professionale, ti segnalo che esistono associazioni professionali come la LAPET che ti consentono di ottenerlo, oltre ad avere un controllo sulla competenza degli iscritti, ne assicurano anche un costante aggiornamento professionale e di un ottimo livello (forse in questo lavorano meglio degli ordini), ma chiedere di diventare dottore commercialista senza essere laureato e senza tirocinio....mi sembra chiedere troppo, anche se "non ti è stata data la possibilità di fare il percorso tradizionale", ma come vedi, la possibilità bisognava solo crearla!
Non voglio criticare nessuno, e neanche penso che un buon dott. comm sia meglio di un buon consulente non "dott.comm.", solo che nessuno chiede ad un 74.12.c (che sarà il codice attività che avrò anch'io fino a che non passerò l'esame...) di non svolgere attività che si sovrappongono a quelle di dott.comm., quindi non trovo giusto che i "consulenti" pretendano anche quel poco che è rimasto prerogativa degli ordini, anche se da qui a 10 anni credo che la sovrapposizione sarà completa, spero solo che la liberalizzazione del mercato non faccia male alla qualità della prestazione.