News Pubblicata il 08/07/2021

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Riforma fiscale: pubblicate le conclusioni della Commissione Finanze

di Dott. Salvo Carollo

La conferma del regime forfetario, l’abolizione dell’Irap, la rimodulazione dell’Irpef, l’introduzione dell’Iri, sono alcune delle proposte conclusive della Commissione Finanze



Giungono a conclusione i lavori della VI Commissione permanente Finanze della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica sulla delicata questione della riforma fiscale.

Il 30 giugno scorso è stato pubblicato il testo definitivo con le conclusioni della Commissione (scarica qui il pdf) che rappresenterà la base di lavoro su cui l’esecutivo potrà costruire l’effettiva riforma, il cui testo si aspetta per la fine di luglio.

Le reazioni alle conclusioni della Commissione sono state cautamente positive, con ogni probabilità condizionate dal fatto che, analizzando singolarmente le proposte, queste sono in larga parte condivisibili, ma guardando il progetto di riforma fiscale nel suo insieme, si noterà come questo si inserisca nella tradizione delle riforme soft all’italiana, che interessano un po’ tutte le questioni, senza però stravolgere o rivoluzionare le fondamenta del sistema.

Quello pubblicato è il “Documento conclusivo approvato dalla Commissione” alla fine della “Indagine conoscitiva sulla riforma dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e altri aspetti

del sistema tributario”; ma le proposte della Commissione, per lo più guidate dalla ragionevolezza, vanno oltre lo stretto perimetro dell’Irpef, interessando anche il sistema fiscale nel suo complesso.

Difficile elencare analiticamente le tante proposte della Commissione, più facile mettere in evidenza quelle più rilevanti.

  1. La Commissione propone l’unificazione di tutte le norme fiscali in un nuovo “codice tributario”, diviso in tre parti: principi generali, procedure e sanzioni, tributi specifici.
  2. Si auspica l’elevazione a rango costituzionale di alcune parti dello Statuto del Contribuente, dato che è “un fatto largamente accertato che lo Statuto del Contribuente sia la norma meno rispettata del nostro ordinamento giuridico”.
  3. In base alle caratteristiche del sistema tributario italiano, la Commissione ritiene che “il sistema di imposizione dovrebbe evolvere verso un modello tendenzialmente duale”, nel quale i regimi sostitutivi di imposta dovrebbero essere allineati su un livello il più possibile prossimo all’aliquota del primo scaglione dell’Irpef; con la sola eccezione del regime forfetario.
  4. In tema di Irpef la Commissione ritiene che si debba confermare l’individuo come unità impositiva ai fini fiscali (l’ipotesi alternativa era il nucleo familiare), cercando però di ridurre l’aliquota media effettiva, facendo particolare attenzione alla pressione fiscale su quelle fasce di reddito riconducibili al cosiddetto ceto medio; a questo fine, mantenendo l’attuale sistema fiscale a scaglioni, la Commissione auspica “un deciso intervento semplificatore sul combinato disposto di scaglioni, aliquote e detrazioni”.
  5. Del regime forfetario se ne auspica il mantenimento, nella sua forma attuale, prevedendo però l’introduzione di un regime opzionale agevolato biennale di transizione, per coloro che ne superano i limiti reddituali, al fine di incentivare la crescita delle micro-imprese individuali.
  6. È confermata l’auspicata rateizzazione delle imposte sui redditi, in una versione efficiente e semplice, costituita da sei rate mensili di pari importo (da luglio a dicembre) per il saldo e il primo acconto e altre sei rate mensili di pari importo (da gennaio a giugno) per il secondo acconto.
  7. La Commissione raccomanda la reintroduzione dell’Iri, quell’Imposta sul Reddito di Impresa che non ha fatto in tempo a nascere che è stata abrogata, che prevedeva, per i contribuenti esercenti attività di impresa sottoposti a Irpef, l’applicazione di una aliquota proporzionale, per la parte di utili reinvestiti in azienda, e l’Irpef solo per le somme prelevate per la distribuzione.
  8. Si auspica la creazione di un’unica categoria di “redditi finanziari” che supererebbe l’attuale divisione tra redditi di capitale e redditi diversi (di natura finanziaria), la quale, oggi, a seconda delle situazioni, riesce ad essere anche molto penalizzante per il contribuente.
  9. La Commissione raccomanda l’abrogazione dell’Irap, forse l’imposta più discutibile e discussa del sistema tributario italiano, tramite il riassorbimento del suo gettito nei tributi già esistenti;
  10. Si auspica l’avvio di una complessiva opera di semplificazione dell’Ires, al fine di “avvicinare i criteri di redazione del bilancio ai fini fiscali a quelli del bilancio ai fini civilistici”;
  11. Si auspica, infine, una operazione di semplificazione della normativa IVA, considerando anche la possibilità di una riduzione dell’aliquota ordinaria.

La Commissione sembra assumere un atteggiamento tendenzialmente conservativo nei riguardi dell’attuale sistema tributario, che si vorrebbe traghettare verso l’efficienza senza stravolgimenti; e appare evidente come molte delle proposte avanzate siano largamente condivisibili, anche se non tutte realizzabili con la medesima facilità e velocità; ma ci si domanda se una riforma del sistema tributario così strutturata, per quanto migliorativa, sia sufficiente anche a rendere più competitivo il paese.



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