News Pubblicata il 22/06/2019

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Reddito di cittadinanza: ad oggi niente lavoro né controlli

Circa 1 milione e 200mila le domande per il reddito di cittadinanza ma i controlli sui requisiti sono insufficienti e le misure per il lavoro sono al palo



Fino al 31 maggio sono state 1 milione e 270 mila, le domande per il Reddito di Cittadinanza, in linea con quelle previste e c'è un tasso di rifiuto del 25%, cioè quelle respinte. Se si conferma questo andamento avremo 1 miliardo l’anno che poi potrà essere utilizzato dal Governo». Lo ha dichiarato il  presidente Inps qualche giorno fa.  Una buona notizia  per i conti pubblici  che contraddice un po quanto comunicato dall'Istat solo ieri: la povertà assoluta ha colpito ancora nel 2018 la stessa  platea di circa 5 milioni di persone. Stesso dato  registrato  nel 2018 sui dati 2017. 

Il confronto con la relazione dell'Istat  in audizione in commissione prima della legge e la relazione tecnica del governo emerge  che l’assegno sarebbe dovuto andare  a una platea complessiva di 1,308 milioni di famiglie per 2 milioni e 706 mila persone mentre evidentemente il reddito di cittadinanza ha raggiunto finora la metà dei potenziali beneficiari. 

Un dato preoccupante in questi giorni sono le prime notizie sulle frodi messe in atto da alcuni cittadini per ottenere, con successo,  il Reddito di cittadinanza senza averne diritto : lavoratori in nero  nuclei familiari in cui ci sono piu percettori di reddito perche hanno mentito sullo stato di famiglia, ecc. sono già stati emessi dalle procure decreti di ritiro delle carte  RDC . Il problema è che mancano ancora i decreti attuativi    sulla rete di controlli incrociati delle varie amminsitrazioni ed enti coinvolti , oltre che le direttive per  il percorso di reinserimento lavorativo dei percettori del reddito . Le frodi venute alla luce sono per la maggior parte dovute a interventi dei carabinieri o dell'Ispettorato del lavoro collegate ad altre investigazioni.

Non è stato emanato infatti  il decreto attuativo relativo ai controlli anagrafici sui requisiti dichiarati dai richiedenti del RDC

Non sono stati messi a punto gli accordi con i Comuni che sarebbero chiamati ad affidare ai percettori del reddito di cittadinanza le ore di lavoro socialmente utile, passate tra l'altro da 8 a 16 nella conversione in legge del decreto.

Infine non sono ancora attive le convenzioni  tra ANPAL e Regioni  che dovrebbero regolamentare l'attività dei centri per l’impiego riguardo la sottoscrizione dei patto per il lavoro  personalizzati e  dei  percorsi formativi.

Fonte: Il Sole 24 Ore



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