Speciale Pubblicato il 27/04/2020

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Riapertura negozi: le regole del DPCM 26.4

di Staff di Fiscoetasse

Le regole di contenimento dell'epidemia COVID 19 che le attività commerciali al dettaglio dovranno seguire a partire dal 18 maggio 2020



Ieri il presidente del Consiglio ha illustrato il nuovo DPCM con le misure di contenimento del virus COVID 19 della cosiddetta Fase 2 ovvero il graduale ritorno alla normalità per le attività economiche. Vedi qui il riepilogo dei contenuti del DPCM 26 aprile.

Per i negozi (piu precisamente  attività commerciali al dettaglio)  diverse da quelle già aperte,   il  Presidente del Consiglio impone ancora 20 giorni di  attesa. 

Infatti è stato anticipato in via  ufficiosa, (non è precisato nel testo del decreto)  che le attività di commercio al dettaglio diverse da quelle indicate nei dpcm  precedenti (alimentari   edicole,  tabaccai,  farmacie,  parafarmacie, negozi di computer, librerir, abbigliamento per bambini)   dovranno attendere il 18 maggio 2020 per poter riaprire i battenti .

Ad eccezione delle attività di vendita di  generi alimentari e di prima necessità che non hanno mai subito restrizioni, inoltre,  restano chiusi ancora anche i mercati rionali.

A questo proposito il presidente di Confcommercio   Sangalli ha espresso una forte critica:  "Ogni giorno di chiusura in più produce danni gravissimi e mette a rischio imprese e lavoro". Ha chiesto quindi al Presidente Conte un incontro "urgentissimo  per discutere di due punti: riaprire prima e in sicurezza; mettere in campo indennizzi e contributi a fondo perduto a favore delle imprese''.   

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Il commercio al dettaglio: cosa riapre e quando

Vediamo innanzitutto quali sono le attività attualmente  già aperte  e che continuano  a restare aperte da lunedi 4 maggio  . Si tratta di :

Per tutti gli altri  negozi il Presidente del consiglio ha anticipato che la data di riapertura dovrebbe essere il 18 maggio , salvo cambiamenti rilevanti della curva del contagio nelle prossime settimane , che potrebber portare a misure di lockdown mirato nelle zone colpite.

Le misure di contenimento per il commercio al dettaglio

In ogni caso  tutti gli esercizi  commerciali al dettaglio  devono  seguire le seguenti norme minime:

1. Mantenimento in tutte le attività e le loro fasi del distanziamento interpersonale.
2. Garanzia di pulizia e igiene ambientale con frequenza almeno due volte giorno ed in funzione  dell’orario di apertura.
3. Garanzia di adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria dei locali .
4. Ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti  sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento.
5. Utilizzo di mascherine nei luoghi o ambienti chiusi e comunque in tutte le possibili fasi lavorative  laddove non sia possibile garantire il distanziamento  interpersonale.
6. Uso dei guanti "usa e getta" nelle attività di acquisto, particolarmente per l’acquisto di alimenti e  bevande.
7. Accessi regolamentati e scaglionati secondo le seguenti modalità:
a) attraverso ampliamenti delle fasce orarie;
b) per locali fino a quaranta metri quadrati può accedere una persona alla volta, oltre a un massimo  di due operatori;
c) per locali di dimensioni superiori a quelle di cui alla lettera b), l’accesso è regolamentato in  funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita.

8. Informazione (cartelli ben visili e addetti al controllo) per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata. 

Potranno essere previste ulteriori misure  per specifici settori di attività . Ad esempio per l'abbigliamento e le calzature probabile la necessità di sanificazione degli articoli  che i clienti manipolano o provano.



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