C
Carlo Verga
Ospite
<HTML>Scusate il disturbo, ho trovato questo forum su internet.
Volevo chiedere se potevate darmi una dritta sulla mia situazione da dipendente.
Premettendo che non sono un marinaio, lavoro su una nave che batte bandiera Bahamas come tecnico. Questo imbarco mi viene registrato comunque su un SeaMan Book delle Bahamas. La nave si trova al largo della Nigeria. Sul mio passaporto, infatti, ho sia il permesso di lavoro che i visti nigeriani. Risiedo in Italia ma sono assunto da una ditta inglese che mi paga regolarmente tutti i mesi versando gli importi in euro sul mio conto corrente. La mia turnazione di lavoro è di 28 giorni su 28 (a casa) e facendo dei calcoli, bene o male mi trovo all’estero per più di 183 giorni all’anno. Il problema che volevo porvi si basa sulle tasse. Dove dovrei pagarle ?.
In effetti pensavo mi venissero pagate in Inghilterra, ma da qualche mese ho appreso che nel Regno Unito non sono tassabile, in quanto non vivo, non risiedo e non lavoro lì. Ricevo infatti dall’ufficio tasse un modello P60 (in pratica il nostro 101) il cui codice è appunto NT: Not Taxable.
La mia ditta sta offrendomi di modificare il contratto da netto a lordo retroattivo a partire da gennaio 2002 con un piccolo aumento. Io non ho accettato in quanto ancora non sono sicuro della mia condizione fiscale e bene o male se sul mio contratto vi è la dicitura al netto, la ditta dovrà assumersi le sue responsabilità se un giorno qualunque esattore si presentasse di fronte la mia porta.
Da quello che ho potuto capire, esiste una legge che evita la doppia imposizione tra UK ed Italia, ma nel mio caso non è applicabile poiché io non lavoro nel Regno Unito. Penso che in teoria le tasse le dovrei pagare dove effettuo servizio, e cioè sulla nave il cui territorio è segnato dalla bandiera che batte (Bahamas) e visto che le Bahamas sono considerate paradiso fiscale, non dovrei pagarle da nessuna parte. Al limite dovrei pagarle allo stato nigeriano, ma credo che proprio in Italia, io sia esente.
Potete cortesemente aiutarmi ?
Porgo i Miei più Cordiali Saluti
Carlo Verga</HTML>
Volevo chiedere se potevate darmi una dritta sulla mia situazione da dipendente.
Premettendo che non sono un marinaio, lavoro su una nave che batte bandiera Bahamas come tecnico. Questo imbarco mi viene registrato comunque su un SeaMan Book delle Bahamas. La nave si trova al largo della Nigeria. Sul mio passaporto, infatti, ho sia il permesso di lavoro che i visti nigeriani. Risiedo in Italia ma sono assunto da una ditta inglese che mi paga regolarmente tutti i mesi versando gli importi in euro sul mio conto corrente. La mia turnazione di lavoro è di 28 giorni su 28 (a casa) e facendo dei calcoli, bene o male mi trovo all’estero per più di 183 giorni all’anno. Il problema che volevo porvi si basa sulle tasse. Dove dovrei pagarle ?.
In effetti pensavo mi venissero pagate in Inghilterra, ma da qualche mese ho appreso che nel Regno Unito non sono tassabile, in quanto non vivo, non risiedo e non lavoro lì. Ricevo infatti dall’ufficio tasse un modello P60 (in pratica il nostro 101) il cui codice è appunto NT: Not Taxable.
La mia ditta sta offrendomi di modificare il contratto da netto a lordo retroattivo a partire da gennaio 2002 con un piccolo aumento. Io non ho accettato in quanto ancora non sono sicuro della mia condizione fiscale e bene o male se sul mio contratto vi è la dicitura al netto, la ditta dovrà assumersi le sue responsabilità se un giorno qualunque esattore si presentasse di fronte la mia porta.
Da quello che ho potuto capire, esiste una legge che evita la doppia imposizione tra UK ed Italia, ma nel mio caso non è applicabile poiché io non lavoro nel Regno Unito. Penso che in teoria le tasse le dovrei pagare dove effettuo servizio, e cioè sulla nave il cui territorio è segnato dalla bandiera che batte (Bahamas) e visto che le Bahamas sono considerate paradiso fiscale, non dovrei pagarle da nessuna parte. Al limite dovrei pagarle allo stato nigeriano, ma credo che proprio in Italia, io sia esente.
Potete cortesemente aiutarmi ?
Porgo i Miei più Cordiali Saluti
Carlo Verga</HTML>