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Per far emergere il nero verra` usata la guardia di finanza. Previsti controlli a tappeto. Ma Confedilizia protesta
Giulio Tremonti, parlando ieri alla Camera per presentare il maxi-emendamento che riscrive la Finanziaria, lo ha definito un atto di civilta`. E forse ha pure un po` ragione, visto che con l`attuale sistema di tassazione delle plusvalenze sulle cessioni degli immobili le tasse non le paga quasi nessuno. Il sistema funziona cosi`: se si vende una casa prima dello scadere di cinque anni dalla data di acquisto, sulla plusvalenza si paga un`aliquota pari a quella del reddito (mediamente il 33%). Solo che nessuno si sogna di dichiarare al fisco il vero valore della transazione, limitandosi a scrivere nell`atto un valore pari a quello di acquisto, rendendo cosi` nulla la plusvalenza. Tanto e` vero che, con l`attuale sistema, lo scorso anno nelle casse dell`erario sono arrivati solo 18 milioni di euro a questa voce. Col nuovo metodo invece, che tassera` le plusvalenze alla pari di quelle sulle rendite finanziarie (12,5%), lo Stato dovrebbe recuperare un bel po` di soldi. I conti li fa la relazione tecnica che accompagna il maxi-emendamento alla Finanziaria che introduce la nuova tassa. Secondo i calcoli dei tecnici di via XX Settembre, la norma portera` alla luce plusvalenze su almeno 40 mila transazioni per ora sottratte al fisco, con un gettito aggiuntivo per le casse dello Stato di oltre 1,2 miliardi in un triennio (piu` o meno 450 milioni l`anno). Resta un dubbio. Perche` chi compra casa non dovrebbe continuare a usare la vecchia tecnica di elusione?
La risposta la da` la stessa relazione tecnica. La Finanziaria, si legge, «prevede che nel quadro di contrasto all`evasione fiscale l`Agenzia delle Entrate e la Guardia di finanza dovranno destinare quote significative delle loro risorse al settore delle vendite immobiliari, al fine di procedere a un piano intensivo di accertamenti». Insomma, la vecchia tecnica della carota (aliquota agevolata) e del bastone.
Ma la norma non piace agli operatori del settore. «Il meccanismo a cui crede Tremonti e` fantasioso: non considera il fatto», ha spiegato Corrado Sforza Fogliani di Confedilizia, «che si stanno ovunque rivedendo all`insu` i classamenti (e non solo a iniziativa dei comuni) e che non esisteranno quindi i presupposti ipotizzati per l`emersione del nero». Con questa normativa, ha aggiunto, si estende «una fiscalita` ingiusta in se`».
SIAMO VERAMENTE IN PURA UTOPIA............
Ciao e Buona serata a tutti
Giulio Tremonti, parlando ieri alla Camera per presentare il maxi-emendamento che riscrive la Finanziaria, lo ha definito un atto di civilta`. E forse ha pure un po` ragione, visto che con l`attuale sistema di tassazione delle plusvalenze sulle cessioni degli immobili le tasse non le paga quasi nessuno. Il sistema funziona cosi`: se si vende una casa prima dello scadere di cinque anni dalla data di acquisto, sulla plusvalenza si paga un`aliquota pari a quella del reddito (mediamente il 33%). Solo che nessuno si sogna di dichiarare al fisco il vero valore della transazione, limitandosi a scrivere nell`atto un valore pari a quello di acquisto, rendendo cosi` nulla la plusvalenza. Tanto e` vero che, con l`attuale sistema, lo scorso anno nelle casse dell`erario sono arrivati solo 18 milioni di euro a questa voce. Col nuovo metodo invece, che tassera` le plusvalenze alla pari di quelle sulle rendite finanziarie (12,5%), lo Stato dovrebbe recuperare un bel po` di soldi. I conti li fa la relazione tecnica che accompagna il maxi-emendamento alla Finanziaria che introduce la nuova tassa. Secondo i calcoli dei tecnici di via XX Settembre, la norma portera` alla luce plusvalenze su almeno 40 mila transazioni per ora sottratte al fisco, con un gettito aggiuntivo per le casse dello Stato di oltre 1,2 miliardi in un triennio (piu` o meno 450 milioni l`anno). Resta un dubbio. Perche` chi compra casa non dovrebbe continuare a usare la vecchia tecnica di elusione?
La risposta la da` la stessa relazione tecnica. La Finanziaria, si legge, «prevede che nel quadro di contrasto all`evasione fiscale l`Agenzia delle Entrate e la Guardia di finanza dovranno destinare quote significative delle loro risorse al settore delle vendite immobiliari, al fine di procedere a un piano intensivo di accertamenti». Insomma, la vecchia tecnica della carota (aliquota agevolata) e del bastone.
Ma la norma non piace agli operatori del settore. «Il meccanismo a cui crede Tremonti e` fantasioso: non considera il fatto», ha spiegato Corrado Sforza Fogliani di Confedilizia, «che si stanno ovunque rivedendo all`insu` i classamenti (e non solo a iniziativa dei comuni) e che non esisteranno quindi i presupposti ipotizzati per l`emersione del nero». Con questa normativa, ha aggiunto, si estende «una fiscalita` ingiusta in se`».
SIAMO VERAMENTE IN PURA UTOPIA............
Ciao e Buona serata a tutti