Registra al costo, che è l'unico modo corretto, poi in sede di valutazione (31/12) farai i tuoi conti, se davvero il valore della tua partecipazione è più basso del costo (cattivo affare) farai una svalutazione indeducibile di quelle che classifichi alla voce d 19 del conto economico, qualora invece tu sia convinto che la partecipazione valga quanto pagato, non sei autorizzato a svalutare solo perchè il PN è inferiore (sarebbe annaquamento del capitale, false comunicazioni sociali a danno dei soci 2622 cc, fino 3 anni, procedibile solo a querela) poi comunque non ho mai visto uno condannato per "troppa prudenza"), semplicemente in nota integrativa espliciterai i motivi per i quali hai un valore superiore. Se il valore superiore è dovuto alla previsione di redditi futuri positivi (quindi avviamento) semplicemente ti limiterai a non recepire le variazioni di PN quando queste avvengono, fino a che il valore di costo sarà pari al PN, poi comincerai a svalutare e rivalutare in funzione dei risultati ottenuti dalla partecipata. (se nonostante gli utili il PN non aumenta, perchè distribuiscono dividendi, il discorso non cambia, sempre che sia dimostrabile che in futuro vi saranno redditi positivi. Se il valore è attribuibile a beni ammortizzabili la storia è un po' più lunga, ma poco cambia, semplicemente svaluti o rivaluti tenendo conto dei maggiori ammortamenti (quindi assumi risultati peggiori di quelli di bilancio).
Sentiamo gli altri..