Buongiorno,
Vi sottopongo un quesito la cui risposta penso sia pressoché certa.
Da circa 3 anni lavoro in un'azienda commerciale nella quale dal 2013 avevo una Co.Co.Pro con un netto di € 50.000,00.
Dal 1 gennaio 2016 tale contratto, in accordo con l'azienda e in ottemperanza al dettato della Jobs Act, il Co.Co.Pro è stato convertito in contratto di lavoro subordinato con qualifica di impiegato amministrativo.
Chiaramente la retribuzione base è molto più bassa del netto presente nel precedente Co.Co.Pro e fino ad oggi l'azienda ha utilizzato la leva delle gratifiche e premi di produzione per innalzare il netto agli € 50.000 annui originariamente concordati.
La mia figura professionale è più propriamente da dirigente che da lavoratore subordinato, ma per venire incontro all'azienda per un minore carico contributivo e fiscale, ho accettato la proposta.
In virtù di un drammatico incendio a metà anno, l'azienda ha messo in cassa integrazione alcuni addetti e i sindacalisti stanno sindacando anche sulla mia retribuzione.
A questo punto l'azienda mi ha fatto la proposta di una collaborazione esterna aprendomi una partita IVA fermo restando il netto a suo tempo concordato nel 2013.
Sento molta puzza di bruciato.
Cosa mi consigliereste?
Grazie in anticipo,
A.B.
Vi sottopongo un quesito la cui risposta penso sia pressoché certa.
Da circa 3 anni lavoro in un'azienda commerciale nella quale dal 2013 avevo una Co.Co.Pro con un netto di € 50.000,00.
Dal 1 gennaio 2016 tale contratto, in accordo con l'azienda e in ottemperanza al dettato della Jobs Act, il Co.Co.Pro è stato convertito in contratto di lavoro subordinato con qualifica di impiegato amministrativo.
Chiaramente la retribuzione base è molto più bassa del netto presente nel precedente Co.Co.Pro e fino ad oggi l'azienda ha utilizzato la leva delle gratifiche e premi di produzione per innalzare il netto agli € 50.000 annui originariamente concordati.
La mia figura professionale è più propriamente da dirigente che da lavoratore subordinato, ma per venire incontro all'azienda per un minore carico contributivo e fiscale, ho accettato la proposta.
In virtù di un drammatico incendio a metà anno, l'azienda ha messo in cassa integrazione alcuni addetti e i sindacalisti stanno sindacando anche sulla mia retribuzione.
A questo punto l'azienda mi ha fatto la proposta di una collaborazione esterna aprendomi una partita IVA fermo restando il netto a suo tempo concordato nel 2013.
Sento molta puzza di bruciato.
Cosa mi consigliereste?
Grazie in anticipo,
A.B.