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Contratto a progetto: equa retribuzione e tassazione

V

Veruska

Ospite
Buongiorno.
Vi chiedo alcune delucidazioni in merito ad una equa retribuzione per un contratto a progetto.
Domani dovrò definire i termini contrattuali con un'agenzia di comunicazione e organizzazione eventi che mi ha proposto un contratto a progetto. Non avendo dei termini di confronto o dei minimi contrattuali fissati da un contratto nazionale, non ho idea di quale potrebbe essere una retribuzione equa da richiedere e in che modo verrebbe tassato il mio reddito.
Aggiungo che:
- non ho esperienze professionali nel settore e attualmente sto finendo uno stage (ho lavorato con un regolare contratto solo per 4 mesi, part-time, due anni fa)
- non ho la partita IVA
- ho 26 anni
- sono laureata in scienze politiche(laurea del vecchio ordinamento) e ho svolto un corso post-laurea nell'ambito della comunicazione e dell'organizzazione di eventi
- si tratterebbe di un lavoro a tempo pieno e per un periodo molto lungo (penso almeno un anno)
- all'inizio dovrei affiancare un'altra ragazza nella gestione dell'ufficio stampa di una fiera, poi lavorerei in autonomia.
Vi ringrazio per tutte le informazioni che potrete fornirmi.
Cordiali Saluti
 
Innanzitutto devi essere sicura che puoi instaurare un "contratto a progetto".
Sono gli articoli compresi tra il 61 e il 69 della L. 30/2003 a disciplinare il contratto di "lavoro a progetto" che deve caratterizzarsi tra l'altro per:
• il contenuto prevalentemente personale della prestazione
• l'assenza di un vincolo di subordinazione
• la determinazione di un progetto specifico (o programma di lavoro o fase di esso) stabilito dal committente.
Questo tipo di contratto di lavoro deve rispondere a numerose caratteristiche: deve essere stipulato in forma scritta e deve contenere l'indicazione della durata della prestazione di lavoro. A questo si aggiunge l'indicazione specifica del progetto di lavoro, o fasi di esso; la retribuzione convenuta e i criteri per la sua determinazione, nonché i tempi e le modalità di pagamento e la disciplina dei rimborsi spese; le eventuali misure per la tutela della salute e sicurezza del collaboratore. Ma numerosi altri criteri, che spesso cadono nello specifico, devono essere rispettati per stabilire un rapporto di lavoro "a norma": dalla proporzionalità del compenso ai casi e modalità di recesso dal contratto per entrambe le parti.
E' bene informarsi sulla legge e farlo in modo accurato: le decisioni del Governo non fanno che riflettere le spinte del mercato verso una maggiore liberalizzazione anche nell'impiego delle risorse umane per cui è facilmente prevedibile che il nuovo modello di contratto sarà di riferimento per il prossimo futuro. Infatti quest'ultimo, pur prevedendo una serie di garanzie a tutela del collaboratore sconosciute nei vecchi co.co.co, privilegia soprattutto le nuove esigenze delle imprese rendendo sempre meno significativo il ricorso a contratti di lavoro pienamente subordinato e favorendo la massima flessibilità nell'utilizzo delle risorse umane.
Relativamente al compenso sei tu che devi essere d'accordo con il committente.
Per quanto riguarda poi la tassazione, oltre all'IRE c'è l'INPS e l'INAIL.
 
Re: per Ausilio,Bicia e quanti lavorano al sabato

Ciao ragazzi...vado..mi aspetta una cena...
almeno vedo anch'io sabato..

alla prossima.
 
Re: per Ausilio,Bicia e quanti lavorano al sabato

...sigh! anche di domenica! ciao a tutti.
 
Re: per, Bicia

Io sono in mezzo alle risaie.. c'è tanta nebbia nebbia.
 
Re: per, Bicia

...allora siamo nell'ambito regionale del triangolo commerciale? ciao!
 
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