Scopri il nostro network Home Business Center Blog Site Center

Accertamento su CUD 2013

Amaranto

Utente
Buonasera a tutti,
il mio datore di lavoro nel CUD 2013 (Redditi 2012) a me consegnato ha dichiarato di avermi corrisposto 13.500 Euro. Tramite modello 770 ha inviato all'Agenzia un reddito di 14.800 Euro.

Nel 2016 ho ricevuto un avviso bonario in cui l'AE mi chiedeva di sanare la situazione. Ho inviato delle PEC con buste paga, estratti conto bancari e l'unico CUD che avevo e da tutti questi elementi si evinceva (facilmente) che nel 2012 avevo percepito 13.500 Euro.

All'AE non è bastato e dall'aviso bonario è passata all'accertamento. Mi si chiedono 700 Euro tra sanzioni interessi, ecc.

Mi sono recato all'AE e loro mi chiedono una certificazione del datore di lavoro che dica che il reddito percepito da me è stato di 13.500.

Il mio problema è che il datore di lavoro NON ESISTE PIU' dalla fine del 2016. Ho richiesto tramite PEC (non consegnata) e Raccomandata AR (restituita a me per irreperibilità del destinatario) tale certificazione ma non l'ho ottenuta.

Come posso fare per non pagare questo avviso ? A quanto sembra l'AE non ritiene validi buste paga ed estratti conto del 2012...cosa molto assurda.
 
Secondo me l'avviso di accertamento va impugnato mediante ricorso in CTP previo procedimento di reclamo/mediazione ex art. 17-bis Dlgs 546/92 poiché la pretesa è inferiore a 20.000 euro.
Al ricorso andranno allegati gli stessi documenti già presentati in occasione del ricevimento della lettera di compliance (e non dell'avviso bonario) e nello stesso si provvederà chiedere al giudice tributario l'annullamento dell'atto per infondatezza della pretesa (si dovrà ricostruire la posizione reddituale a contrariis vale a dire partendo dal netto percepito sulla base dei cedolini e degli estratti conto per giungere al reddito lordo, il quale dovrà coincidere con quello indicato nel CUD in Suo possesso) nonché a chiedere la condanna dell'Ade al pagamento delle spese processuali, considerato altresì il comportamento tenuto dall'Ade, la quale ha provveduto a notificare comunque un atto impositivo nonostante la stessa documentazione fosse stata già prodotta in sede di ricevimento della lettera di compliance e ciò doveva far propendere l'ufficio per l'abbandono dell'attività di controllo.
Saluti.
 
Secondo me l'avviso di accertamento va impugnato mediante ricorso in CTP previo procedimento di reclamo/mediazione ex art. 17-bis Dlgs 546/92 poiché la pretesa è inferiore a 20.000 euro.
Al ricorso andranno allegati gli stessi documenti già presentati in occasione del ricevimento della lettera di compliance (e non dell'avviso bonario) e nello stesso si provvederà chiedere al giudice tributario l'annullamento dell'atto per infondatezza della pretesa (si dovrà ricostruire la posizione reddituale a contrariis vale a dire partendo dal netto percepito sulla base dei cedolini e degli estratti conto per giungere al reddito lordo, il quale dovrà coincidere con quello indicato nel CUD in Suo possesso) nonché a chiedere la condanna dell'Ade al pagamento delle spese processuali, considerato altresì il comportamento tenuto dall'Ade, la quale ha provveduto a notificare comunque un atto impositivo nonostante la stessa documentazione fosse stata già prodotta in sede di ricevimento della lettera di compliance e ciò doveva far propendere l'ufficio per l'abbandono dell'attività di controllo.
Saluti.

Grazie Rocco.
 
Alto