News Pubblicata il 12/06/2013

Reddito d'impresa per il professionista con studio molto strutturato

Per il Fisco e la Corte di Cassazione, lo studio di un professionista avente una struttura complessa mette in secondo piano l’opera intellettuale del professionista



La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 13509 del 29 maggio scorso, ha affermato che l’organizzazione e l’utilizzo di beni strumentali di ampie dimensioni snaturano l’attività di lavoro autonomo svolta dal professionista legittimando la tassazione dei redditi prodotti come fossero d’impresa. I giudici della Suprema Corte hanno, infatti, sottolineato che non vi è coincidenza tra la nozione di "esercizio di imprese commerciali" secondo l’ordinamento tributario e secondo quello civilistico. Infatti, l'art. 51 del Tuir intende come tale "l'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività indicate dall'art. 2195 cod. civ., anche se non organizzate in forma di impresa, e prescinde quindi dal requisito organizzativo, che costituisce invece elemento qualificante e imprescindibile per la configurazione dell'impresa commerciale agli effetti civilistici, esigendo soltanto che l'attività svolta sia caratterizzata dalla professionalità abituale, ancorché non esclusiva”. Il caso trae origine dalla notifica di un avviso di accertamento nei confronti di un geometra al fine della rettifica dei redditi prodotti in un determinato periodo di imposta e riferibili, secondo l’Amministrazione finanziaria, a reddito di impresa e non di lavoro autonomo.

Fonte: Fisco Oggi



TAG: Redditi Lavoratori autonomi Redditi di impresa