Speciale Pubblicato il 09/09/2013

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Imu, Tares, Addizionali, Service tax: la mappa delle tasse che verranno

di Daniele Passeri - giornalista

I nodi della finanza locale - Imu, Tares, Addizionali Irpef,Service Tax, spending review - sono ancora incerti, dalla loro definizione dipendono molte scelte per famiglie e imprese. Proviamo a tracciare un quadro delle tasse che ci aspettano nel prossimo futuro.



Quello che è appena iniziato si preannuncia come un terzo quadrimestre pieno di prove di verifica e grandi esercizi di matematica, nei Comuni italiani. La finanza locale, dopo la proroga-record al 30 novembre della scadenza per l'approvazione dei bilanci 'preventivi' 2013, dovrà di fatto sciogliere un lungo intreccio di nodi fiscali. Dietro ai tanti nomi coi quali identifichiamo le tasse, si nascondono milioni di scelte quotidiane che hanno bisogno come ossigeno di stabilità e certezze.
Di certo, affrontare una pianificazione nelle case e nelle aziende quando le regole sono incerte fa aumentare i costi, impedisce una valutazione corretta dei rischi, diluisce il lavoro in una pletora di adempimenti. Non è tutta colpa dei municipi: la distribuzione dei tagli da 2,25 miliardi previsti dal governo Monti in regime di spending review è ancora da definire; e deve ancora spuntare il famoso elenco dei Comuni 'virtuosi' esentati dal Patto di stabilità generale. Per non parlare dell'Imu che dalle sue scadenze fa dipendere il destino dei servizi locali.
Le incognite sono tante, e vale quindi la pena di elencarle una ad una per dare al contribuente una mappa delle vicende da tenere d'occhio.

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Ecco la mappa

Imu. Il Dl 102/2013 ha cancellato definitivamente la prima rata dell'Imu sull'abitazione principale ma non ha toccato il saldo di giugno. Il governo ha però promesso di intervenire entro metà ottobre con un decreto collegato alla legge di stabilità, che dovrà anche definire le modalità di compensazione. Ciò significa che se le compensazioni (vedi prima rata) saranno misurate sul gettito 2012, i Comuni che hanno deliberato aumenti di aliquota nel 2013 dovranno darsi da fare per reperire altrove le risorse affidate all'incremento dell'Imu. Qualcuno ha detto Service Tax?
Tares. L'ormai celebre 'decreto Imu' è intervenuto anche in materia di Tares con una previsione della quale non si comprendono al momento gli effetti. I Comuni potranno far riferimento alle quantità e qualità medie ordinarie dei rifiuti prodotti da ogni categoria di utenza; in relazione anche alla superficie o ad altri parametri, col metodo normalizzato.
Addizionale Irpef. Se il termine per la chiusura dei bilanci preventivi è slittato al 30 novembre, anche la scadenza per definire l'aliquota dell'addizionale Irpef da applicare ai redditi 2013 (in pagamento nel 2014) dovrà aspettare. Come suggerisce l'esperienza dell'anno scorso, l'addizionale vale un po' da 'clausola di sicurezza' per riparare ad eventuali sorprese nei conti. Anche nell'anno in corso molti Comuni la stanno utilizzando come strumento extra di reperiemnto fondi.
Patto di stabilità. I Comuni caratterizzati da indicatori di bilancio in ordine dovrebbero rientrare nell'elenco 'dei bravi', dei 'virtuosi', esclusi dai vincoli generali del Patto di stabilità e obbligati a garantire esclusivamente
il pareggio di bilancio. Questa lista però non è ancora stato pubblicata, e non possono quindi discenderne vantaggi concreti per le amministrazioni in termini di pianificazione.
Spending review. Ce ne eravamo dimenticati, quasi. Ma solo perché da intento programmatico (e mediatico) è passata alla pratica senza tanto clamore. La spending review firmata governo Monti luglio 2012, prevede di tagliare i fondi dei Comuni di 2,25 miliardi nel 2013. Spendere meno e meglio, sulla base del criterio dei 'consumi intermedi', che dovrebbero individuare le spese di funzionamento di ogni ente ma in realtà intercettano anche i costi di servizi pubblici. Il biennio 2010-2012 sarà preso come periodo di riferimento, ma gli effetti devono ancora tradursi in un decreto. Altro solco-guida sarà quello dei fabbisogni standard, che definiscono un costo 'giusto' delle attività dei Comuni misurato in base alla dimensione e alle caratteristiche di popolazione e territorio. Ciò dovrebbe segnare il tramonto del taglio lineare applicato finora.


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