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Dalla “Sopropè” alla Legge 28 giugno 2019 n. 58 - II Edizione.
Il presente lavoro cerca di ricostruire il percorso del principio del contraddittorio endoprocedimentale tributario attraverso le regole normative e i passaggi giurisprudenziali per fornire agli operatori degli spunti pratici a cui eventualmente far riferimento negli atti di difesa del contribuente.
La prima edizione dell’e-book si fermava alle tre ordinanze della Corte Costituzionale del Luglio 2017. Adesso diamo conto della giurisprudenza della Corte di Cassazione degli anni più recenti, della prassi intervenuta sull’argomento, dei tentativi di regolamentazione ed infine dell’approvazione di norme nuove in materia, con la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante “Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi”.
Le novità entreranno in vigore per gli accertamenti emessi dopo il 1° luglio 2020, con tutto il tempo per approfondire gli aspetti più spinosi e, riteniamo, per una necessaria e profonda revisione delle regole che denotano non pochi problemi sotto più di un aspetto.
Il rispetto dei diritti della difesa costituisce un principio generale del diritto comunitario che trova applicazione ogniqualvolta l’amministrazione si proponga di adottare nei confronti di un soggetto un atto ad esso potenzialmente sfavorevole. In forza di tale principio i destinatari di decisioni che incidono sensibilmente sui loro interessi devono essere messi in condizione di manifestare utilmente il loro punto di vista in merito agli elementi sui quali l’amministrazione intende fondare la sua decisione. A tal fine essi devono beneficiare di un termine sufficiente.
Tale obbligo incombe sulle amministrazioni degli Stati membri ogniqualvolta esse adottano decisioni che rientrano nella sfera d’applicazione del diritto comunitario, quand’anche la normativa comunitaria applicabile non preveda espressamente siffatta formalità. Trattandosi dell’attuazione del principio in parola e, più in particolare, dei termini per esercitare i diritti della difesa, si deve precisare che, qualora non siano fissati dal diritto comunitario, essi rientrano nella sfera del diritto nazionale purché, da un lato, siano dello stesso genere di quelli di cui beneficiano i singoli o le imprese in situazioni di diritto nazionale comparabili, e, dall’altro, non rendano praticamente impossibile o eccessivamente difficile l’esercizio dei diritti della difesa conferiti dall’ordinamento giuridico comunitario.
Quello appena riportato è, parola più parola meno, il passaggio più significativo della sentenza Sopropè del 18 dicembre 2008 (Causa C‑349/07) della Corte di Giustizia UE. Da questi riferimenti, che poggiano sugli articoli 41, 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, si è sviluppato un corposo filone giurisprudenziale nazionale sulla base del quale si è progressivamente affermata l’esistenza di un principio generale che attribuisce al contribuente il diritto al contraddittorio preventivo nel procedimento di accertamento e/o riscossione. Preventivo nel senso che non dovrebbe essere possibile emettere atti in contrasto con queste garanzie procedimentali e, nel caso, l’atto emesso sarebbe invalido.
Parallelamente in alcuni provvedimenti normativi tributari si sono introdotti dei passaggi che fanno riferimento alla necessità del contraddittorio mentre, in particolari settori (vedi accertamenti standardizzati) questa garanzia è entrata per via giurisprudenziale. L’insieme è piuttosto eterogeneo e non brilla per sistematicità. Per assicurare quest’ultima, fino al dicembre 2015, era intervenuta la giurisprudenza che era pian piano addivenuta ad un’interpretazione unificante del criterio, scritto o meno che fosse. Così si era prodotto un orientamento via via affermatosi fino alle celebri sentenze delle Sezioni Unite del 18 settembre 2014 (n. 19667-68).
L’inattesa svolta interpretativa arrivata con la nuova pronuncia delle Sezioni Unite (n. 24823 del 9 dicembre 2015) ha riportato verso una situazione non lineare e tutt’altro che definita, sottoposta già recentemente, proprio in virtù di differenze evidenti relativamente a situazioni di fatto assimilabili, al vaglio della Corte Costituzionale.
1. La normativa interna
1.1 Introduzione
1.2 L’articolo 12, comma 7 dello “Statuto”
1.2.1 La norma.
1.2.2 L’ambito di applicazione.
1.2.3 Il computo del termine.
1.2.4 La “particolare” urgenza.
1.2.5 Atto emanato ed atto notificato.
1.2.6 Garanzia statutaria e accertamenti senza accesso in azienda (c.d. “a tavolino”).
1.2.7 L’obbligo di proporre specifiche eccezioni
1.3 Il controllo formale delle dichiarazioni (articolo 36-ter del D.P.R. 600/73)
1.3.1 La regola normativa.
1.3.2 La giurisprudenza.
1.3.3 L’impugnazione dell’esito del controllo formale.
1.4 Dovere di informazione liquidazione dei tributi sulla base delle dichiarazioni (artt. 6 Legge 212/2000 e 36-bis D.P.R. 600/73).
1.4.1 La normativa e la sua recente interpretazione.
1.5 Il nuovo accertamento sintetico (articolo 38 D.P.R. 600/73)
1.5.1 La revisione del 2010
1.5.2 La prassi dell’Agenzia
1.5.3 La giurisprudenza
1.6 Le nuove disposizioni antielusive (art. 1 D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 128)
1.6.1 Prima e dopo la riforma del 2015
1.7 Il contraddittorio in materia doganale (art. 11 D.Lgs. 374/90)
1.7.1 La norma del 1990 e l’aggiunta del 2012
1.8 Il contraddittorio in materia di studi di settore e accertamenti standardizzati in genere
1.8.1 La normativa
1.8.2 L’elaborazione giurisprudenziale
1.9. L’ipoteca “esattoriale” (articolo 77, comma 2-bis, DPR 602/73)
1.9.1 La modifica normativa del 2011
1.9.2. La giurisprudenza sulla regola previgente
1.10. Conclusioni
1.10.1 Un contraddittorio “a la càrte”?
2. Le regole europee
2.1. La Carta dei Diritti Fondamentali
2.1.1 Le norme di tutela.
2.1.2 Il valore nel diritto interno della Carta dal lato della giurisprudenza interna
2.1.3 Il valore nel diritto interno della giurisprudenza della Corte di Giustizia
2.1.4 L’effetto espansivo delle tutele della Carta e lo “spill-over effect”
3.L’intervento della Corte di Giustizia e le elaborazioni delle Corti nazionali
3.1. Le principali massime comunitarie
3.1.1 La sentenza Sopropè
3.1.2 La sentenza Kamino International – Datema Worldwide
3.1.3 Considerazioni d’insieme
3.2. L’elaborazione delle sentenze UE da parte del giudice nazionale
3.2.1 La discriminazione a rovescio.
3.2.2 La elaborazione dei principi comunitari in ambito nazionale. Gli albori.
3.2.3 La giurisprudenza di legittimità. La “marcia trionfale” dei principi europei
3.2.4 Il contraddittorio preventivo davanti alla Corte Costituzionale
3.2.5 La questione fa rotta (ancora!) verso le Sezioni Unite
4. Le analisi (e i dubbi) più recenti
4.1 Qualche riflessione preliminare
4.2 Il nuovo passaggio alle Sezioni Unite. La svolta interpretativa
4.2.1 La sentenza delle Sezioni Unite n. 24823 del 9 dicembre 2015.
4.2.2 La vera “distonia”.
4.2.3 Ancora verso la Corte Costituzionale.
4.2.4 La giurisprudenza non (sempre) si allinea alle Sezioni Unite. Breve rassegna 2016-2017.
4.2.5 Le ordinanze della Corte Costituzionale del luglio 2017.
5. Gli anni più recenti e l’intervento normativo
5.1. La giurisprudenza
5.1.1 Le massime della Cassazione 2018-2019, con particolare riferimento alle regole dello “Statuto” sul contraddittorio preventivo.
5.1.2 La sentenza della Sezione Tributaria n. 701/2019.
5.2. La prassi degli ultimi anni
5.2.1 La Circolare 1/2018
5.2.2 La Circolare 19 del 2019
5.3. Gli interventi normativi tentati e quello operato dalla Legge 28 giugno 2019, n. 58
5.3.1 La Legge Delega
5.3.2 Il disegno di legge sulle semplificazioni e il primo progetto di una norma generale
5.3.3 Accertamento parziale e integrativo in relazione al diritto al contraddittorio
5.3.4 La Legge 28 giugno 2019, n. 58
5.3.5 Le nuove regole in vigore dal 1° luglio 2020
5.3.6 Qualche riflessione
5.3.7 Conclusioni
Aggiornato con le novità introdotte dal Codice del Terzo Settore dal D.Lgs 3 luglio 2017, n. 117.
Il testo prende le mosse dalla recente Riforma del Terzo settore, in primis per quanto concerne l’introduzione del “Codice del Terzo settore” (CTS), di cui al D.Lgs 3 luglio 2017, n. 117 e il riordino delle discipline preesistenti.
In questa prospettiva vengono analizzati i possibili vantaggi connessi all’acquisizione della qualifica di ente del terzo settore (ETS), da parte delle associazioni sportive dilettantistiche esistenti, formulando, in un’ottica comparata, un confronto con l’attuale disciplina fiscale, evidenziando, in modo analitico, vantaggi e svantaggi, derivanti dall’iscrizione al Registro unico nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Nei successivi capitoli vengono analizzate le problematiche civilistiche e fiscali, connesse alla perdita della qualifica di ente non commerciale, per gli enti sportivi dilettantistici, tenuto conto degli orientamenti emersi dalla giurisprudenza di legittimità, in particolare per quanto riguarda il rispetto dei presupposti oggettivi e soggettivi che consentono l’accesso alla vantaggiosa disciplina ad essi riservata e che pertanto vanno attentamente monitorati, ex ante.
Questo aspetto (strategico, in quanto può essere sondato già prima della possibile verifica fiscale) assume particolare valenza per le associazioni non riconosciute, in cui vige l’estensione della responsabilità per i soggetti che agiscono in nome e per conto dell’ente sportivo, anche per i debiti tributari, avendo diretto la complessiva gestione associativa nel periodo d’imposta accertato.
In questa prospettiva vengono evidenziati i profili di rischio, nonché formulata un’elencazione, seppure minimale, dei fattori di criticità e degli elementi indizianti che potrebbero determinare, per il Fisco, i presupposti per accertare l’esistenza di un’attività commerciale “occulta”.
Considerata l’importanza assunta, ai fini del sostentamento dell’ente sportivo dilettantistico, viene altresì analizzata la problematica delle sponsorizzazioni sportive, delineando gli elementi costitutivi che vanno rispettati, in sede contrattuale, privilegiando un approccio operativo, senza però trascurare la ricognizione del quadro normativo, della prassi e della giurisprudenza sull’argomento.
Infine grande spazio viene riconosciuto, coerentemente alle finalità del titolo e alle aspettative riposte dal lettore, alle verifiche fiscali nell’ente sportivo dilettantistico, all’importanza assunta dall’attività difensiva, sia in fase istruttoria, con la predisposizioni di memorie difensive, sia in sede giurisdizionale, con la formulazione del ricorso, laddove necessario.
Vengono in tale prospettazione, a titolo prettamente esemplificativo e di studio, formulati dei ricorsi, sulla base delle contestazioni maggiormente dibattute nelle controversie tributarie.
Come precisato il lettore, sia esso professionista ovvero studioso della materia, se vorrà approcciare le tematiche del contenzioso tributario, assistendo e rappresentando l’ente non commerciale, ovvero i soggetti che hanno agito in nome e per conto di quest’ultimo, dovrà rammentare il carattere specifico che assume ogni controversia, per cui l’adattamento delle formule, qui proposte, al caso pratico, dovrà essere effettuata con particolare prudenza.
1. Riforma del Terzo Settore: profili problematici e opportunità per le ASD
1.1 La riforma del Terzo Settore e relativo Codice (CTS): i riferimenti normativi
1.2. La ratio delle specifiche discipline (e attuali), precedenti al CTS, relativamente alle associazioni sportive dilettantistiche, e normativa fiscale di vantaggio: la de-commercializzazione
1.3. Il regime fiscale specifico previsto dal CTS per gli ETS, in tema di imposte sui redditi (artt. da 79 a 86): il regime opzionale forfetario e il criterio della “prevalenza”, quale criterio di demarcazione tra enti commerciali ed enti non commerciali
1.4. Considerazioni conclusiva: ASD e iscrizione al RUNTS
2. Associazioni sportive dilettantistiche, normativa di riferimento, “autoqualificazione” e profili di rischio
2.1. La responsabilità personale e solidale di chi agisce in nome e per conto dell’ente associativo: normativa di riferimento
2.2. La disciplina fiscale, ai fini dell’imposizione sui redditi, ex artt. 143 e 148 T.U.I.R. e verifica dell’attività esercitata, in via sostanziale, indipendentemente dal rispetto dei requisiti “formali” previsti dalla normativa di vantaggio
2.3. I rischi derivanti dall’”autoattribuzione” della qualifica di ente non commerciale
2.4. I diversi regimi fiscali e la legge n. 398/1991
2.5. Arbitraggi fiscali e responsabilità penale, in presenza di reati fiscali, per i vertici dell’associazione, connessi a un uso improprio della L. 398/1991: il caso delle sponsorizzazioni
2.6. L’uso improprio della normativa di vantaggio, a favore degli enti non commerciali e il mancato rispetto del principio di democraticità
3. Associazione sportiva dilettantistica e verifiche fiscali
3.1. Gli indicatori da tenere sotto controllo nell’A.S.D. che potrebbero individuare, per il fisco, l’esistenza di un’attività commerciale “occulta”: un’elencazione dei fattori di criticità e degli elementi indizianti
3.2. Democraticità e correlazione tra costi dell’ente e valore delle quote associative: principi cardine di salvaguardia, per evitare il disconoscimento delle agevolazioni fiscali, in capo all’ente
4. L’attività di sponsorizzazione, ruolo dell’a.s.d.-sponsee e verifiche fiscali
4.1. Efficacia costitutiva del contratto con lo sponsor
4.2. Prassi e giurisprudenza: la check list dei requisiti che deve caratterizzare il rapporto sponsor-sponsee e gli ultimi orientamenti della giurisprudenza di vertice
4.3. Parziale deducibilità del costo, per lo sponsor-impresa, a seguito della riqualificazione come spese di rappresentanza
5. Verificatori e verificati: origine dei rilievi e possibili strategie difensive già in fase endoprocedimentale
5.1. I Verificatori e il possibile oggetto della verifica nella ASD
5.2. Statuto del contribuente e relative prerogative: importanza della partecipazione, da parte del contribuente, al contraddittorio endoprocedimentale
5.3. La memoria difensiva: riscontro di conformità, relativo agli adempimenti formali previsti dalla legge, e formulazione delle deduzioni difensive
5.4. Il panorama giurisprudenziale, attraverso alcune sentenze del giudice di prime cure e del riesame, favorevoli al contribuente
6. L’attività difensiva: il ricorso
6.1. L’attività difensiva in sede giurisdizionale
6.2. Formula 3: ricorso avverso atto di contestazione, emesso dall’Agenzia delle entrate, a seguito verifica SIAE
6.3. Formula 4 ricorso avverso avviso di accertamento, elevato per contestare, all’ASD, l’utilizzo improprio della normativa fiscale di vantaggio
6.4. Formula 5 ricorso avverso avviso di accertamento, elevato a fronte di elementi indizianti (dichiarazioni di terzi)
6.5. Formula n. 6 associazione sportiva dilettantistica, preclusioni all’utilizzo dei dati e indebito utilizzo della L. n. 398/1991: ricorso e strategie difensive
7. Conclusioni
Allegato
Utile raccolta di 17 Formule, prelevabili in word, adoperate nella Conciliazione Tributaria, ognuna delle quali commentate con i casi di utilizzo.
1. INTERPELLO ORDINARIO (ART. 11, COMMA 1 LETT. A) L. N. 212/2000)
2. INTERPELLO PROBATORIO (ART. 11, COMMA 1 LETT. B) L. N. 212/2000)
3. INTERPELLO ANTI-ABUSO (ART. 11, COMMA 1 LETT. C) L. N. 212/2000)
4. INTERPELLO DISAPPLICATIVO (ART. 11, COMMA 2 L. N. 212/2000)
5. INTERPELLO SUI NUOVI INVESTIMENTI (ART. 2, D. LGS. N. 147/2015)
6. ISTANZA, PER LA DEFINIZIONE DEGLI ACCORDI PREVENTIVI, AVENTE AD OGGETTO IL VALORE NORMALE DELLE OPERAZIONI DI CUI AL COMMA 7 DELL’ART. 110 DEL D.P.R. 22 DICEMBRE 1986, N. 917
7. ISTANZA, PER LA DEFINIZIONE DEGLI ACCORDI PREVENTIVI, AVENTE AD OGGETTO L’APPLICAZIONE AD UN CASO CONCRETO DI NORME, ANCHE DI ORIGINE CONVENZIONALE, CONCERNENTI L’EROGAZIONE O LA PERCEZIONE DI DIVIDENDI, INTERESSI O ROYALTIES A O DA SOGGETTI NON RESIDENTI
8. ISTANZA, PER LA DEFINIZIONE DEGLI ACCORDI PREVENTIVI, AVENTE AD OGGETTO L'APPLICAZIONE AD UN CASO CONCRETO DI NORME, ANCHE DI ORIGINE CONVENZIONALE, CONCERNENTI L'EROGAZIONE O LA PERCEZIONE DI ALTRI COMPONENTI REDDITUALI A O DA SOGGETTI NON RESIDENTI
9. ISTANZA, PER LA DEFINIZIONE DEGLI ACCORDI PREVENTIVI, AVENTE AD OGGETTO L’APPLICAZIONE AD UN CASO CONCRETO DI NORME, ANCHE DI ORIGINE CONVENZIONALE, CONCERNENTI L’ATTRIBUZIONE DI UTILI O PERDITE ALLA STABILE ORGANIZZAZIONE IN UN ALTRO STATO DI UN’IMPRESA RESIDENTE OVVERO ALLA STABILE ORGANIZZAZIONE IN ITALIA DI UN SOGGETTO NON RESIDENTE
10. DEDUZIONI DIFENSIVE DEL CONTRIBUENTE (EX ART. 16, COMMA 4, D.LGS. N. 472/1997)
11. DEFINIZIONE AI SENSI DELL’ART. 16, COMMA 3, DEL D.LGS. N. 472/1997
12. RICHIESTA DI ANNULLAMENTO PER AUTOTUTELA
13. DOMANDA DI ACCERTAMENTO CON ADESIONE AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEL D.LGS. N. 218 DEL 1997
14. ISTANZA DI CONCILIAZIONE GIUDIZIALE
15. VERBALE DI PUBBLICA UDIENZA
16. PROCESSO VERBALE DI CONCILIAZIONE
17. PROPOSTA DI CONCILIAZIONE GIUDIZIALE (FUORI UDIENZA)
Il seguente testo aggiornato alla recente giurisprudenza si propone come uno strumento operativo con formulario per supportare il professionista nell’impostare un ricorso per la revocazione della sentenza. Vengono analizzati le fasi della revocazione e la sospensione delle sentenze impugnate.
Nell’ambito del processo tributario si esamina anche il rapporto tra la revocazione e gli altri mezzi di impugnazione.
E’ possibile scaricare la formula in formato rtf (Word o altro editor di testi) per essere compilata e stampata.
1. Normativa
2. Sentenze revocabili e motivi di revocazione
2.1 Motivi di revocazione
3. Proposizione della domanda
3.1 Le fasi della revocazione
3.2 Sospensione dell’esecutività alle sentenze impugnate
4. I rapporti tra il ricorso per revocazione e gli altri mezzi di impugnazione
5. La decisione della causa
6. Giurisprudenza
6.1 Nozione e funzione della revocazione
6.2 Rapporto tra la revocazione e il ricorso in Cassazione
6.3 Prove riconosciute o dichiarate false
6.4 Rinvenimento di documenti decisivi dopo la sentenza
6.5 Errore di fatto
6.6 Contrasto con sentenza precedente avente tra le parti autorità di cosa giudicata
6.7 Fase decisoria
6.8 Dolo delle parti
6.9 Fatto invocato
6.10 Errore di fatto e svista materiale
6.11 Circostanza erroneamente supposta
6.12 Contrasto di giudicati
6.13 Forza maggiore
Formulario:
Con Formulario e Giurisprudenza (le formule sono scaricabili per essere compilate e stampate).
Il seguente testo aggiornato alla recente giurisprudenza si propone come uno strumento operativo con formulario per supportare il professionista nell’impostazione dell’atto di appello nel processo tributario.
Si analizzano le casistiche dei vari termini processuali e i provvedimenti sull’esecuzione provvisoria.
E’ possibile scaricare la formula in formato rtf (Word o altro editor di testi) per essere compilata e stampata.
1. Normativa
2. Giudice competente e provvedimenti sull’esecuzione provvisoria in appello
3. Termini di impugnazione
4. Forma e contenuto dell'appello
4.1 Rimessione alla commissione provinciale
4.2 Dichiarazione di valore della lite
5. Controdeduzioni dell’appellato ed appello incidentale
6. Conciliazione giudiziale
7. Giurisprudenza
8. Sospensione dell’atto impugnato
Formulario:
Il processo tributario è quasi esclusivamente un processo documentale in cui si riscontrano importanti limitazioni probatorie.
Questo ebook illustra come strutturare la propria difesa con i mezzi di prova. Ai fini della presente analisi, per meglio individuare la struttura del sistema probatorio del processo tributario, si procederà in primis alla trattazione del regime delle prove nella fase pre-processuale e successivamente all’analisi dell’istruttoria nella fase giudiziale del processo strictu sensu (che, sebbene siano strettamente connesse e funzionali l’una all’altra, mantengono profili distinti) con specifico riferimento ai poteri della Commissione tributarie ed alle prove ammissibili (e non) in quest’ultima sede.
Indice
1. Premessa
2. L’istruttoria “primaria” nella fase pre-processuale
3. L’istruttoria “secondaria” nella fase giudiziale del processo
3.1 Giudizio di primo grado
3.2 I poteri istruttori del giudice tributario ex art. 7 del D.Lgs. n. 546/1992
3.3 Onere della prova: Corte di Cassazione, Sez.3 civ., 20 gennaio 2016 n.955
3.4 Giudizio d’appello: divieto di nuove domande e nuove prove
4. I mezzi di prova
4.1 Mezzi di prova ammissibili
4.2 Mezzi di prova vietati: giuramento e prova testimoniale
5. Conclusioni
E-Book in pdf rivolto agli sponsor per la difesa da accertamento tributario delle spese di sponsorizzazione, contenente la giurisprudenza e prassi dell'amministrazione finanziaria, nonchè il prontuario di difesa con formula contrattuale, memoria e ricorso.
Premessa
1. Premessa: qualifica ai fini fiscali delle spese di sponsorizzazione, differenza sussistente tra pubblicità e rappresentanza: norma, prassi e giurisprudenza di legittimità
1. Qualifica tributaria delle spese di sponsorizzazione
2. Il contratto di sponsorizzazione: qualificazione giuridica e formula contrattuale
3. Spese di sponsorizzazione a favore di associazioni sportive dilettantistiche: presunzione assoluta circa la natura della spesa
4. Spese di sponsorizzazione e associazioni sportive dilettantistiche, le novità contenute nel decreto semplificazioni e possibili arbitraggi fiscali
5. I rilievi dell’amministrazione finanziaria, in capo allo sponsor-impresa: l’antieconomicità della spesa di sponsorizzazione e la non inerenza ex art. 109, comma 5, del T.u.i.r.
6. Spese di pubblicità-propaganda, spese di rappresentanza e interpello antielusivo
2. Spese di sponsorizzazione e verifiche fiscali
1. Gli indicatori da tenere sotto controllo, ai fini della deducibilità della spesa dello sponsor: un’elencazione dei fattori di criticità, individuabili nelle sentenze della giurisprudenza tributaria
2. Gli aspetti di carattere sostanziale da considerare, ex ante, dallo sponsor per evitare possibili contestazioni, ex post, dall’Amministrazione finanziaria
3. Verificatori e verificati: origine dei rilievi e possibili strategie difensive
1. I verificatori
2. Statuto del contribuente e relative prerogative
3. Inviti e richieste documentali ex artt. 32 del d.P.R. 600/1973 e 51 d.P.R. 633/1972
4. La memoria difensiva ex art. 12, comma 7, legge n. 212/2000
4. L’attività difensiva: il ricorso
1. L’attività difensiva in sede giurisdizionale; verifiche preliminari: il valore della controversia
2. Il ricorso ex art. 18 del d.lgs. 546/1992: atto impugnato e relativi presupposti impositivi
3. In via preliminare, illegittimità dell’avviso di accertamento per illegittimità dell’attività ispettiva, con palesi violazioni dello Statuto del contribuente
4. Illegittimità della ripresa a tassazione relativa ai costi di pubblicità: carenza di motivazione della pretesa erariale per l’inesistenza dell’affermato potere dell’amministrazione finanziaria di sindacare le scelte imprenditoriali
5. Nel merito, violazione e falsa applicazione dell’art. 109 del T.u.i.r. nonché errata ed arbitraria interpretazione della nozione di inerenza
6. Illegittimità e infondatezza, nel merito, relativamente alla violazione dell’art. 19 del d.P.R. 633/1972, circa l’indebita detrazione dell’IVA nonché errata applicazione del principio dell’antieconomicità a un tributo armonizzato, quale l’IVA
Conclusioni
Appendice A
Appendice B
Questa guida del contribuente si propone l’obiettivo di indicare le procedure corrette e la tempistica da seguire per instaurare un costruttivo confronto con l’Ufficio. In alcuni casi il procedimento è, addirittura, obbligatorio e, quindi, la mancata instaurazione ha delle conseguenze sulla legittimità dell’intera procedura amministrativa di accertamento delle imposte ovvero genera delle restrizioni circa la capacità di difesa delle proprie tesi in un eventuale, successivo contenzioso.
Vedremo, allora, in quali termini e con quale effetto l’istituto del contraddittorio è presente nel nostro ordinamento anche alla luce della nuova normativa sul cosiddetto “ReddiTest” per le famiglie ovvero “il nuovo redditometro” per le imprese ed i lavoratori autonomi, rinviando però ad altre guide la specificità delle modalità di difesa in relazione alle caratteristiche dell’avviso di accertamento.
Sintesi
Premessa
1. La gestione del contraddittorio
1. Il contraddittorio facoltativo
2. Il contraddittorio obbligatorio
2. Lo svolgimento del contraddittorio con l’Ufficio
1. Le modalità di instaurazione del procedimento
2. La procedura di svolgimento
3. Gli effetti del contraddittorio
1. Gli effetti sull’attività dell’Ufficio
2. Gli effetti sull’eventuale contenzioso successivo
Grafici
Normativa
Giurisprudenza
1.Cassazione civile sez. V, sent., 15 febbraio 2013, n. 3804
2. Cassazione civile sez. V, sent., 5 ottobre 2012, n. 16999
Prassi
1. Circolare Agenzia delle entrate 2 agosto 2012, n. 31/E - Indebita deduzione di componenti negativi in violazione del principio di competenza. Possibilità di compensazione nell’ambito del procedimento di adesione
2. Circolare Agenzia delle entrate 31 maggio 2012, n. 18/E - Prevenzione e contrasto dell’evasione - Anno 2012 - Indirizzi operativi
In data 31 luglio 2013 l’Agenzia delle Entrate ha emanato la circolare n. 24/E in cui vengono indicate le istruzioni operative per la ricostruzione del reddito attraverso le spese sostenute. Da maggio 2013 sono partite le prime 35.000 lettere con cui il Fisco cercherà di ricostruire la posizione fiscale dei contribuenti attraverso l’analisi delle spese sostenute e la verifica del tenore di vita familiare.
Sarà importante sostenere un adeguato e corretto contraddittorio, obbligatorio, con l’Ufficio per contrastare l’accertamento già nella fase precontenziosa. Vi è una sorta di procedura guidata, con risvolti anche per quel che concerne la privacy, che è bene conoscere perfettamente in termini di efficacia per evitare inutili e dispendiosi contenziosi con l’Agenzia delle Entrate. Questo e-book si propone l’obiettivo di essere una valida guida operativa per il contribuente ed il professionista che lo assiste.
Sintesi
Premessa
1. Il contenuto induttivo degli elementi di capacità contributiva
1. Gli elementi di spesa
2. Il contenuto induttivo
2. L’utilizzo dei dati e la determinazione sintetica del reddito
1. L’utilizzo dei dati
2. La determinazione sintetica del reddito
3. L’efficacia e la prova contraria
1. La dimostrazione della prova contraria: il contraddittorio obbligatorio
2. L’efficacia
4. Il Redditometro e la privacy
1. Gli effetti
Grafici
Tabelle
