Calcolo credito d'imposta pubblicità (excel)

Utile Foglio excel per il calcolo del credito d'imposta per gli investimenti in campagne pubblicitarie introdotto con la Manovra Correttiva 2017

Il prodotto è in formato xls

In Promozione fino al 25/12/2017
13,85 € + 22% IVA
10,57 € + 22% IVA
(12,90 € IVA Compresa)
Data: 29/11/2017
Tipologia: Tools

Dettagli prodotto

L'art. 57-bis del DL 50/2017 ha introdotto un credito d’imposta per gli investimenti in campagne pubblicitarie. L’incentivo è pensato non solo per promuovere la crescita e lo sviluppo delle imprese mediante l’utilizzo degli strumenti pubblicitari, ma anche per spostare risorse finanziarie atte a sostenere il settore dell’editoria che, ormai da tempo, attraversa una profonda crisi.

Il presente file delinea gli aspetti fondamentali di questo nuovo incentivo e consente di simulare la misura del credito spettante nel proprio caso.

Decorrenza

Il contributo decorre a partire dal 2018, tuttavia nell’iter di formazione della legge il Governo ha chiarito che il credito il credito d'imposta si attribuisce, nel 2018, relativamente agli investimenti pubblicitari effettuati a far data dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, ossia dal 24 giugno 2017 fino al 31 dicembre 2017.
L’agevolazione spetterebbe quindi già sugli investimenti realizzati nel 2017, dal 24.06 al 31.12, anche se sul punto è necessario attendere la conferma dal decreto attuativo.

Soggetti interessati

L’art. 57- bis del d.l. n. 50/2017 parla molto semplicemente di “imprese e lavoratori autonomi”, lasciando intendere che non solo le imprese potranno avere accesso al credito d’imposta, ma anche tutti i lavoratori autonomi, ivi compresi i professionisti.
Questo aspetto denota una continuità con quanto già previsto in precedenza per questa categoria di soggetti che, a seguito degli interventi di liberalizzazione introdotti negli anni scorsi, possono ricorrere a pubblicità informativa con lo scopo di promuovere la propria attività.

Investimenti agevolabili

La norma prevede che il credito d’imposta si applichi agli investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa (giornali quotidiani e periodici, locali e nazionali) e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, digitali o analogiche.
Da questo punto di vista non vi sono limiti circa la modalità con cui si intende promuovere la propria attività, non essendoci alcuna differenza fra pubblicità scritta, televisiva o radiofonica ovvero se questa abbia portata nazionale o locale. L'investimento annuo di spesa deve essere superiore di almeno l'1% di analoghi investimenti effettuati nell'anno precedente.
Sono escluse le televendite, i servizi di giochi o scommesse con vincinte in denaro, di messaggeria vocale o chat line con servizi a sovrapprezzo.
Le spese sono ammesse al netto delle spese accessorie, dei costi di intermediazione e di ogni altra spesa diversa dall'acquisto di spazio pubblictiario.

Misura dell’agevolazione

Il credito d’imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti pubblicitari effettuati (ad oggi non è specificato se il calcolo va fatto distinguendo le tipologie di pubblicità prescelte o sul totale indistinto). Ciò significa che, per individuare l’importo su cui è possibile calcolare il beneficio, è necessario confrontare la spesa in pubblicità sostenuta nell’anno precedente e confrontarla con quella sostenuta nell’anno in corso: il 75% di credito d’imposta sarà calcolato solo sull’ammontare eccedente. In più, per poter accedere al beneficio, la spesa sostenuta nell’anno in pubblicità deve essere almeno superiore dell’1% di quella dell’anno precedente.
L’importo del credito così determinato potrà essere utilizzato in compensazione mediante modello F24.
Si prevede un limite massimo di spesa, che sarà stabilito annualmente mediante Dpcm, utilizzando il Fondo per il pluralismo e l'innovazione per l'informazione.

Misura maggiorata

In caso di microimprese, PMI e start up innovative la percentuale su cui calcolare il credito è maggiorata ed è pari al 90% degli investimenti incrementali in campagne pubblicitarie, fermo restando i limiti visti in precedenza. Ciò rende l’agevolazione per queste categorie di soggetti più vantaggiosa e appetibile.


Ulteriori informazioni: cat1fisco / cat2fisco_e_agevolazioni