La Corte di Cassazione sostiene la legittimità dell’istituto della confisca dei beni, in caso di indebita compensazione dell’IVA, nei confronti di tutti i soci e non solo dell’amministratore, poiché non è dimostrabile che i vantaggi fiscali riguardino solo la società che ha beneficiato del reato. Tutti i soci infatti si presuppongono corresponsabili della condotta sociale e sono quindi penalmente perseguibili e assoggettabili al sequestro dei beni personali. Questo quanto ribadito nella sentenza della Terza Sezione penale n. 662 del 13 Gennaio 2011.