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Rassegna Stampa Pubblicato il 21/08/2020

CCNL alimentare industria: rinnovo senza Federalimentare

Tempo di lettura: 2 minuti
industria agroalimentare uva

Firmato il rinnovo del contratto nazionale per l'industria agroalimentare ma manca ancora all'appello l'organizzazione maggioritaria Federalimentare

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È stato siglato lo scorso 31 luglio  il rinnovo del contratto nazionale dell’industria alimentare 2019-2023 tra Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e Unionfood, Ancit e AssoBirra, con l'assenza di Federalimentare.  

I sindacati di categoria,  Fai, Flai e Uila,  hanno espresso soddisfazione per  l’intesa giunta dopo  9 mesi di trattativa anche  se purtroppo  le divisioni tra le diverse associazioni di imprese  non si sono ricomposte, per cui le aziende facenti capo a Federalimentare sono rimaste escluse (Anicav, Assalzoo, Assica, Assitol, Assobibe, Assocarni, Assolatte, Federvini, Italmopa e Mineracqua ). 

Scelta incomprensibile  secondo i rappresentanti dei lavoratori che sul rifiuto di FDederalimentare precisano "avendo da oggi un contratto valido fino al 2023, non esiste altra intesa per i comparti dell’industria alimentare: il contratto di riferimento per chiunque vorrà rinnovarlo sarà quello siglato questa notte. Il nostro obiettivo rimane quello della conferma di un contratto unico e di un modello di relazioni industriali forte, strutturato, responsabile, che tuteli tutte le lavoratrici e i lavoratori dell’industria alimentare. Fai Flai e Uila apprezzano la scelta di Unionfood, AssoBirra e Ancit che, di fronte alle sfide che attendono il Paese e il settore nei prossimi anni, hanno deciso di scommettere sul valore delle relazioni sindacali. "  Dal canto suo in un comunicato dell'8 agosto Federalimentare annuncia invece di essere disponibile alla ripresa delle trattative .


Nello specifico il contratto firmato il 31 luglio  riconosce un aumento salariale  di 119 euro a regime, a cui si aggiungono 5 euro di welfare e 30 euro che verranno erogati a tutti i lavoratori per i quali non viene svolta la contrattazione di secondo livello”.

Tra i punti qualificanti del rinnovo, sottolineano i sindacati:

-       introduzione di specifici piani di formazione pre-assunzione, obbligo di garantire l’acceso alla formazione a tutti i lavoratori, rafforzamento della collaborazione tra imprese e mondo della scuola e dell’Università;

-       recepimento dei contenuti del Patto della Fabbrica su partecipazione e coinvolgimento dei lavoratori;

-       obbligo, da parte dell’azienda, in caso di mancata iscrizione al sistema di welfare, a versare 20 euro mensili in busta paga;

-       viene normato in maniera innovativa il lavoro agile, a partire dal diritto alla disconnessione e alla privacy;

-       in materia di tutela della salute, viene rafforzata la formazione e si impegnano le parti a dedicare una giornata al tema della sicurezza sul lavoro;

-       migliorata la normativa degli appalti, che vincola all’applicazione del contratto nazionale del settore merceologico delle attività appaltate, sottoscritte dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative;

-       in materia di congedi parentali vengono ampliati sia quelli retribuiti che non retribuiti, per i figli a carico e l’assistenza familiare, e viene riconosciuto il congedo per donne vittime di violenza;

-       rinviato al 1° gennaio 2025 il versamento del contributo da parte dei lavoratori al fondo di assistenza sanitaria Fasa;

-       prolungamento dell’esenzione dal lavoro notturno per le lavoratrici che rientrano dalla maternità e per i padri in condizione di monogenitorialità.



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Fonte: CISL


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 MARCO marco MARCO marco - 08/09/2020
buongiorno, ho il seguente caso: azienda alimentari industria iscritta ad Assolatte con aumento delle retribuzioni a partire da maggio come da accordo di metà maggio e erogazione delle tranche di arretrati (3 a maggio, 2 a giugno, 1 ad agosto). Ad agosto 2020 erogo l'ultima tranche di arretrati anche se Assolatte non ha firmato l'accordo del 31 luglio? Accordo che era stato firmato in un primo momento a metà maggio. Grazie.
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