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Rassegna Stampa Pubblicato il 21/07/2020

Rinuncia al voucher per spettacolo teatrale e diritto all’art bonus

Tempo di lettura: 3 minuti
Erogazioni liberali

Rinunciando al voucher emesso per spettacoli teatrali a certe condizioni, si può maturare un credito di imposta per erogazioni liberali da Art Bonus

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Con Risoluzione n 40/E del 15 luglio l’Agenzia delle entrate parla di Art bonus e detrazioni per erogazioni liberali derivanti da rinuncia ai voucher per spettacoli teatrali in favore di una Fondazione che li ha emessi a seguito della cancellazione di eventi culturali. 

L’agenzia delle entrate dice che a certe condizioni tali voucher, ai quali i beneficiari decidano di rinunciare, possono concedere una detrazione fiscale in quanto equiparati ad erogazione liberale nei confronti della stessa Fondazione che li ha emessi. 

Un Fondazione che si occupa di spettacoli teatrali ha dovuto emettere dei voucher (ex art 88 del Decreto Cura Italia) per cancellazione causa covid di diversi eventi culturali.

Se gli utenti beneficiari dei voucher volessero rinunciarvi in favore di chi li ha emessi potrebbero a certe condizioni avere diritto ad un credito di imposta da Art Bonus. 

La Fondazione domanda appunto alla agenzia se tale rinuncia, con conseguente rilascio di una relativa attestazione, possa generare un diritto a credito di imposta da Art Bonus. 

Ricordiamo che il credito di imposta da Art Bonus è disciplinato dall’art 1 comma 1 del DL 83/2014 e consiste in un credito di imposta pari al 65% delle erogazioni effettuate in denaro da:

  • persone fisiche, 
  • enti non commerciali 
  • soggetti titolari di reddito d’impresa 


per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione e per la realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo. 

Il credito d’imposta è riconosciuto: 


  • alle persone fisiche e agli enti non commerciali nei limiti del 15% del reddito imponibile
  • ai soggetti titolari di reddito d’impresa nei limiti del 5‰ dei ricavi annui

ripartito in tre quote annuali di pari importo. 

Si precisa che l’importo annuale del credito non utilizzato può essere riportato nelle dichiarazioni dei periodi d’imposta successivi senza alcun limite temporale.

La stessa risoluzione chiarisce però che per la fruizione dell’art bonus la spesa deve essere documentata (tracciata) e non può avvenire in contanti. 

Infatti, le circolari n. 19 e 13 del 2020 della stessa agenzia avevano chiarito che non spetta la detrazione per le erogazioni liberali effettuate in contanti. 

L'articolo 88 del decreto “Cura Italia” prevede che gli acquirenti di un biglietto relativo a uno spettacolo cinematografico/teatrale, annullato a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, non hanno diritto alla restituzione materiale della somma pagata. 

Possono però presentare, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto, ovvero dalla diversa data della comunicazione dell’impossibilità sopravvenuta della prestazione, un’istanza di rimborso al soggetto organizzatore dell’evento, e tale rimborso avverrà con un voucher di pari valore spendibile entro diciotto mesi dall’emissione. 

Questo stabilisce implicitamente che il venditore ha diritto di trattenere le somme di denaro già incassate. 

Qualora l’acquirente titolare del voucher rinunci allo stesso, siccome la legge sostituisce il rimborso in denaro con quello con il voucher, la rinuncia diventa al pari di una erogazione liberale effettuata in favore di chi lo ha emesso ed è pertanto valida ai fini del riconoscimento del beneficio dell’Art-bonus (nel caso di specie il denaro resta ad una Fondazione che si occupa di spettacoli teatrali e perciò rientrante nei casi previsti per l'art bonus) se posta in essere secondo le modalità e le prescrizioni di cui alle richiamate circolari.

Fonte: Agenzia delle Entrate



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