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Rassegna stampa Pubblicato il 13/06/2018

Ferie non godute 2016: scadenza 30.6.2018

Obblighi e sanzioni 2018 per i datori di lavoro nei confronti dei lavoratori in materia di ferie e permessi non goduti

Entro il 30 giugno prossimo il datore di lavoro dovrà far fruire al lavoratore le ferie maturate nel 2016 e non ancora godute. Nel caso in cui ciò non si verifichi, il datore di lavoro non solo sarà passibile di sanzioni amministrative, ma dovrà versare anche i relativi contributi entro il 20 agosto 2018 .  Tale l’obbligo contributivo è stato esteso anche ai permessi per ex festività e per riduzione di orario non goduti (c.d. ROL).

Il diritto alle ferie è sancito dall’art. 2109, 2 comma, c.c.,   che specifica:

  •  Il periodo di godimento deve essere possibilmente continuativo;
  •  le ferie devono essere retribuite ;
  •  il tempo di godimento è stabilito dal datore di lavoro, secondo le esigenze dell'impresa e degli interessi del lavoratore ;
  •  la durata del periodo è stabilita dalla legge, dagli usi o secondo equità .

Il diritto alle ferie trova  ulteriore rafforzamento nel D.Lgs n. 66/2003, attuativo delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE sull'organizzazione dell'orario di lavoro. In particolare, l’art. 10 stabilisce che ogni lavoratore ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane .
I criteri di calcolo e la durata del periodo feriale (può avere una durata minima superiore) possono essere regolati dai contratti collettivi (nazionali, territoriali o aziendali).
Va sottolineato che il periodo feriale  essere goduto per almeno 2 settimane nel corso dell'anno di maturazione e, per le restanti due settimane, nei 18 mesi successivi al termine dell'anno di maturazione.  Ciò significa che entro il 30 giugno 2018 dovranno essere godute le ferie maturate nel 2016. Invece, quelle eccedenti le 2 settimane maturate nel 2017, andranno godute entro il 30 giugno 2019 .

Per il mancato rispetto del periodo annuale di ferie, da parte del datore di lavoro la sanzione amministrativa prevista  va da 100 a 600 euro nella generalità di casi. Sono anche previsti inasprimenti  in casi particolari:

  •  da € 400 a € 1.500, se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori o si è verificata in almeno 2 anni;
  •  da € 800 a € 4.500, se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori o si è verificata in almeno 4 anni. Non è ammesso il pagamento della sanzione in misura ridotta.

Inoltre il differimento delle ferie, oltre i termini di 18 mesi, assume rilevanza sotto il profilo contributivo. Infatti, il datore di lavoro è tenuto a versare in anticipo all’INPS i contributi sulle ferie maturate e non godute .

 

Segui il Dossier Busta paga sugli adempimenti dei datori di lavoro per le retribuzioni nel lavoro dipendente. 

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Fonte: Fisco e Tasse





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