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GLI ASPETTI FISCALI DEL COMMERCIO ELETTRONICO 2022

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CESSIONI DI BENI ON LINE: QUANDO SONO COMMERCIO ELETTRONICO INDIRETTO?

Cessioni di beni on line: quando sono commercio elettronico indiretto?

Le Entrate forniscono un chiarimento sul commercio elettronico indiretto nel caso delle cessioni di beni tramite incaricati alla vendita effettuati on line e tracciabili

Con Risposta a interpello n 793 del 25 novembre 2021 le Entrate chiariscono che nelle cessioni di beni tramite incaricati alla vendita

  • se il rapporto si instaura tra l'istante cedente e l’acquirente consumatore italiano, 
  • l’acquisto avviene online con strumenti di pagamento tracciabili 
  • la consegna è eseguita tramite vettore, 

le predette operazioni rientrano senz’altro nel commercio elettronico indiretto e, conseguentemente, l'istante non è tenuta a documentare i corrispettivi tramite fattura né è tenuta al relativo invio telematico.

L’istante è una società stabilita in Italia che opera nella produzione, distribuzione e vendita, prevalentemente online, di cosmetici e altro e fa presente che i prodotti sono venduti:

  • direttamente ai consumatori finali
  • ai soggetti incaricati alla vendita per uso personale 
  • ai “clienti privilegiati”, quelli cioè che aderiscono a specifici programmi e accedono a promozioni e sconti.

Nel primo caso il consumatore finale si avvale di un intermediario, non potendo acquistare lui stesso la merce.  

L'incaricato riceve dal cliente l'ordine dei beni e il relativo pagamento anticipato e, tramite accesso all’area riservata del sito della società istante, effettua l’ordine per conto del consumatore e il relativo pagamento tracciabile.

La società istante provvederà quindi a spedire la merce direttamente all'indirizzo fornito dal consumatore finale. 

Il rapporto contrattuale è tra la società istante venditrice e il consumatore finale a cui essa emette uno scontrino e un documento di trasporto.
Anche nel secondo e nel terzo caso, sia l'ordine finale che il pagamento della merce, effettuato direttamente dagli acquirenti, avvengono su piattaforma telematica e sono entrambi tracciabili.
La società istante chiede quindi se, nelle tre le ipotesi, tali operazioni possono essere qualificate come commercio elettronico indiretto e rientrare tra quelle non soggette all'obbligo di certificazione per le vendite di beni per corrispondenza (articolo 2 Dpr n. 696/1996).
Secondo l’Agenzia considerato che in tutte e tre le ipotesi di vendita descritte, il rapporto si instaura tra l'istante cedente e l’acquirente consumatore italiano, l’acquisto avviene online con strumenti di pagamento tracciabili e la consegna è eseguita tramite vettore, le predette operazioni rientrano senz’altro nel commercio elettronico indiretto e, conseguentemente, l'istante non è tenuta a documentare i corrispettivi tramite fattura né è tenuta al relativo invio telematico.

L’Agenzia ricorda la non applicabilità ai casi di commercio elettronico degli obblighi di memorizzazione elettronica e invio telematico dei corrispettivi (articolo 2 del Dlgs n. 127/2015), obblighi che dal 1° gennaio 2020 hanno sostituito la tradizionale ricevuta o scontrino fiscale. 

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