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LA GIURISPRUDENZA IN TEMA DI TASSAZIONE AI FINI IRPEF DELLE SOMME PERCEPITE A TITOLO DI RISARCIMENTO DEL DANNO

La giurisprudenza in tema di tassazione ai fini IRPEF delle somme percepite a titolo di risarcimento del danno

La problematica della assoggettabilità a tassazione delle somme percepite a titolo di risarcimento del danno non può prescindere dalla fondamentale analisi della disciplina legislativa in materia. A riguardo, il D.P.R. 1986, N. 917 (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), all'articolo 6 , dopo una prima classificazione dei redditi imponibili, attrae nella tassazione IRPEF talune fattispecie, quali i proventi e le indennità, che di per sé non hanno una identità reddituale idonea a ricomprenderle in una delle categorie generali di cui al primo comma.

Dall'esame del testo è possibile evincere una fondamentale distinzione, operata dal legislatore, tra le indennità percepite a titolo di risarcimento dei danni consistenti nella perdita di redditi e le indennità percepite a titolo di risarcimento dei danni dipendenti da invalidità permanente o morte.
Le prime, in quanto equiparate ai redditi imponibili, vengono incluse nel novero delle fattispecie sottoposte a tassazione; le seconde ne vengono, invece, escluse.
Peraltro, la disposizione di cui all'art. 6 necessita di un confronto e di un esame comparativo con l'art. 17 del medesimo Testo Unico (ex art. 16 vecchio TUIR), che, invece, sottopone a tassazione separata (considerandole, pertanto, imponibili) - le indennità spettanti a titolo di risarcimento, anche in forma assicurativa, dei danni consistenti nella perdita di redditi relativi a più anni -.

In realtà la ratio di tale discrasia è facilmente individuabile, laddove si consideri che una disposizione normativa suscettibile di vastissima applicazione, quale è un Testo Unico, necessita di continue integrazioni e modifiche, spesso apportate da mani diverse e rispondenti a differenti esigenze nel tempo. Ed in quest'ottica va inquadrato il dettato di cui all'art. 17, introdotto in epoca posteriore a quella di approvazione dell'originario decreto 917/86, dal D.L. 23.02.1995, n. 41 (c.d. "manovra Dini").
Esso è, infatti, concepito in funzione dissuasiva dei numerosi tentativi di elusione fiscale diffusisi nel tempo e consistenti nell'uso di transazioni che qualificavano come risarcimenti somme corrisposte, in realtà, a tutt'altro titolo.
Si tratta, tuttavia, di una particolare modalità impositiva, quella della tassazione separata, che costituisce una specificazione della disciplina generale e che, pertanto, non incide sui più generali presupposti del tributo, i quali restano disciplinati dall'art. 6 del Testo Unico.

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Indice degli argomenti trattati:

1. Approccio problematico all'esame della normativa tributaria
2. Il concetto di danno nella normativa e nella giurisprudenza
3. Aspetti problematici in relazione alle controversie di lavoro
3.1. Risarcimento per licenziamento illegittimo: necessità di un corretto approccio interpretativo delle singole circostanze di fatto
3.1.1. Giurisprudenza orientata alla non tassabilità
3.1.2. Giurisprudenza orientata alla tassabilità
3.2. Incentivo alle dimissioni e indennità di prepensionamento
3.3. Indennità per ferie non godute
3.4. Infortunio sul lavoro
3.5. Lesione della reputazione, dell'immagine professionale e della vita di relazione del dipendente
3.6. Trattamenti pensionistici privilegiati
3.7. Danno biologico
3.8. Indennità di trasferimento
3.8.1. Orientamento giurisprudenziale che ravvisa natura reddituale nell'indennità di trasferimento
3.8.2. Orientamento giurisprudenziale che ravvisa natura risarcitoria nell'indennità di trasferimento
4. Attività professionale prestata a favore di ente pubblico in assenza di regolare contratto
5. Materie non attinenti il rapporto di lavoro: compensi indennitari riscossi a titolo di interessi e rivalutazione monetaria
5.1. Indennizzi assicurativi
5.2. Risarcimento del danno da accessione invertita.

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