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CREDITO D'IMPOSTA INVESTIMENTI IN BENI STRUMENTALI: COME INDICARLO IN DICHIARAZIONE

Credito d'imposta investimenti in beni strumentali: come indicarlo in dichiarazione

Come indicare nel Quadro RU del Modello Redditi 2022 il credito d'imposta per investimenti in beni strumentali nuovi? alcuni esempi di calcolo con l'utilizzo del nostro file excel

Nel Quadro RU delle dichiarazioni dei redditi 2022, quest'anno andranno indicati i crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali previsti sia dalla Legge 160/2019 (Legge di Bilancio 2020) che dalla Legge 178/2020 (Legge di Bilancio 2021).

Dovranno quindi essere esposti, i crediti d’imposta, istituiti dall’articolo 1, commi da 185 a 196, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, a favore dei soggetti passivi che hanno effettuato investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, nonchè quelli previsti dalle modifiche della Legge di Bilancio 2021.

Ricordiamo che la Legge di bilancio 2021 (articolo 1, commi da 1051 a 1063, della legge n. 178/2020) aveva rafforzato la misura del credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati:

  • a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022
  • ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

La novità di quest’anno possono essere così sintetizzate:

  • Incremento dal 6% al 10% per tutti, del credito beni strumentali materiali (ex super) per il solo anno 2021;
  • Incremento dal 6% al 15% per investimenti effettuati nel 2021 per implementazione del lavoro agile;
  • Estensione del credito ai beni immateriali non 4.0 con il 10% per investimenti effettuati nel 2021.
  • Per i beni materiali 4.0 (Allegato A alla legge n. 232/2016):
    • con spese inferiori a 2,5 milioni di euro, nuova aliquota al 50% nel 2021,
    • per spese superiori a 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni, nuova aliquota al 30% nel 2021,
    • per le spese superiori a 10 milioni di euro e fino a 20 milioni è stata introdotta una nuova aliquota al 10% nel 2021 (e nel 2022).
  • Per i beni immateriali 4.0 (Allegato B alla legge n. 232/2016) incremento dal 15% al 20%, con massimale innalzato da 700 mila euro a 1 milione di euro.

Riepiloghiamo schematicamente nella tabella seguente

Periodo investimento

Tipologia investimento

Misura del credito

Investimenti in beni strumentali effettuati dal 1° gennaio 2020 al 15 novembre 2020

Beni materiali NON 4.0

6%

Beni materiali 4.0

40% fino a 2,5 Mln

20% oltre 2,5 Mln fino a 10 Mln

Beni immateriali 4.0

15% fino a 700.000 euro

Investimenti in beni strumentali effettuati dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2021

Beni materiali ed immateriali NON 4.0

10%

15% (lavoro agile)

Beni materiali 4.0

50% fino a 2,5 Mln

30% oltre 2,5 Mln fino a 10 Mln

10% oltre 10 Mln fino a 20 Mln

Beni immateriali 4.0

20% fino a 1 Mln

Il nostro file excel per il "calcolo del Credito di imposta nuovi investimenti" introdotto dalla legge di Bilancio 2021, consente di simulare il vantaggio fiscale derivante dall’agevolazione e di fare un calcolo di convenienza rispetto al super e iper ammortamento superati, in relazione alla tipologia di investimento e al periodo di riferimento.

Ti può interessare l'aggiornatissimo e-book Credito di imposta beni strumentali (e-Book 2022).

1) Credito d'imposta beni strumentali nel Modello Redditi 2022

I dati del credito d’imposta vanno esposti nella sezione I del quadro RU distintamente, in relazione alle diverse tipologie di beni agevolabili. 

Per ciascuna fattispecie agevolabile va compilato un distinto modulo della sezione I, utilizzando i diversi codici credito, da esporre nel rigo RU1.

Investimenti beni strumentali 2020 Codici credito H4 – 2H – 3H

Nella presente sezione va indicato il credito d’imposta a favore delle imprese che, a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione, effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato (istituito dall’art. 1, commi da 185 a 196, della legge 27 dicembre 2019, n. 160). Per ciascuna fattispecie agevolabile si dovranno utilizzare i seguenti codici credito:

  • H4”, per gli investimenti in beni strumentali nuovi di cui all’art. 1, comma 188, legge n. 160/2019 (beni NON 4.0). Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione in cinque quote annuali di pari importo, a decorrere dall'anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni. Per la compensazione tramite il modello F24, va utilizzato il codice tributo “6932”;
  • 2H” per gli investimenti in beni strumentali nuovi di cui all’art. 1, comma 189, legge n. 160/2019 (beni materiali 4.0 di cui all’allegato A alla legge n. 232/2016). Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione in cinque quote annuali di pari importo, a decorrere dall'anno successivo a quello dell'avvenuta interconnessione dei beni. Per la compensazione tramite il modello F24, va utilizzato il codice tributo “6933”;
  • 3H” per gli investimenti in beni strumentali nuovi di cui al comma art. 1, comma 190, legge n. 160/2019 (beni immateriali 4.0 di cui all’allegato B alla legge n. 232/2016). Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dall'anno successivo a quello dell'avvenuta interconnessione dei beni. Per la compensazione tramite il modello F24, va utilizzato il codice tributo “6934”;

Si sottolinea che, nel rigo RU5, colonna 3, va indicato l’ammontare del credito d’imposta maturato nel periodo d’imposta di riferimento della presente dichiarazione per gli investimenti effettuati entro il 30 giugno 2021 per i quali alla data del 15 novembre 2020 si sia proceduto all’ordine vincolante e sia stato versato l’acconto del 20 per cento del prezzo di acquisto.

Inoltre, nella sezione IV, rigo RU120, va indicato l’ammontare degli investimenti realizzati entro il 30 giugno 2021 per i quali alla data del 15 novembre 2020 si sia proceduto all’ordine vincolante e sia stato versato l’acconto del 20 per cento del prezzo di acquisto, compilando:

  • la colonna 1, in relazione al codice credito H4, per gli investimenti di cui al comma 188; 
  • la colonna 2, in relazione al codice credito 2H, per gli investimenti di cui al comma 189;
  • la colonna 3, in relazione al codice credito 3H, per gli investimenti di cui al comma 190.

Investimenti beni strumentali 2021 Codici credito L3 – 2L – 3L

Nella presente sezione va indicato il credito d’imposta a favore delle imprese che, a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022, ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione, effettuano investimenti in beni nuovi strumentali all’esercizio dell’impresa destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato (istituito dall’art. 1, commi da 1051 a 1063, della legge 30 dicembre 2020, n. 178).

Ricordiamo che l’art. 1, comma 44, della legge n. 234 del 2021 ha prorogato il riconoscimento del credito d’imposta per gli investimenti in beni materiali e immateriali «Industria 4.0» realizzati fino al 31 dicembre 2025, ovvero entro il 30 giugno 2026, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2025 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione, e ha modificato l’intensità di aiuto. 

I dati del credito d’imposta vanno esposti nella sezione distintamente in relazione alle diverse tipologie di beni agevolabili. Per ciascuna fattispecie agevolabile va compilato un distinto modulo della presente sezione I, utilizzando i seguenti codici credito:

  • L3”, per gli investimenti in beni strumentali nuovi materiali e immateriali di cui all’art. 1, comma 1054, legge n. 178/2020 (beni NON 4.0, diversi da quelli ricompresi negli allegati A e B alla legge n. 232/2016). Il credito d’imposta è utilizzabile a decorrere dall’anno di entrata in funzione dei beni. Per la compensazione tramite il modello F24, va utilizzato il codice tributo “6935”;
  • 2L” per gli investimenti in beni strumentali nuovi di cui all’art. 1, comma 1056, legge n. 178/2020 (beni materiali 4.0). Il credito d’imposta è utilizzabile in tre quote annuali a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione dei beni. Per la compensazione tramite il modello F24, va utilizzato il codice tributo “6936”;
  • 3L” per gli investimenti in beni strumentali nuovi di cui all’art. 1, comma 1058, legge n. 178/2020 (beni immateriali 4.0). Il credito d’imposta è utilizzabile in tre quote annuali a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione dei beni. Per la compensazione tramite il modello F24, va utilizzato il codice tributo “6937”.

Possono essere compilati i righi RU2, RU3, RU5 colonna 3, e RU12.
Nel rigo RU5, colonna 3, va indicato l’ammontare del credito d’imposta maturato nel periodo d’imposta di riferimento della dichiarazione.

ATTENZIONE: ai fini del monitoraggio della misura agevolativa nell’ambito del PNRR, per poter misurare il raggiungimento da parte dell’Italia degli obiettivi previsti nel piano, nella presente sezione vanno indicati, fermi restando i termini di utilizzo del credito d’imposta previsti dalla legge, anche i dati degli investimenti effettuati entro il 30 giugno 2022 per i quali entro il 31 dicembre 2021 si sia proceduto all’ordine vincolante e sia stato versato l’acconto del 20 per cento del prezzo di acquisto, anche se non ricompresi nel periodo d’imposta di riferimento della presente dichiarazione. 

A tal fine, nel rigo RU5 va indicato:

  • nella colonna 1, l’importo del credito d’imposta maturato per investimenti realizzati nel periodo d’imposta oggetto della presente dichiarazione;
  • nella colonna 2, l’importo del credito d’imposta maturato per investimenti effettuati successivamente alla chiusura del periodo d’imposta oggetto della presente dichiarazione ed entro il 30 giugno 2022, per i quali entro il 31 dicembre 2021 si sia proceduto all’ordine vincolante e sia stato versato l’acconto del 20 per cento del prezzo di acquisto;
  • nella colonna 3, la somma degli importi indicati nelle colonne 1 e 2. 

Inoltre, nella sezione IV, vanno compilati i righi RU130 e RU140 nei quali vanno indicati, rispettivamente:

  • gli investimenti effettuati nel periodo d’imposta oggetto della presente dichiarazione
  • e gli investimenti effettuati successivamente alla chiusura del periodo d’imposta di riferimento della presente dichiarazione ed entro il 30 giugno 2022 per i quali entro il 31 dicembre 2021 si sia proceduto all’ordine vincolante e sia stato versato l’acconto del 20 per cento del prezzo di acquisto. 

In particolare, nei predetti righi vanno compilate: 

  • le colonne 1, 2 e 3, in relazione al codice credito L3, per gli investimenti di cui al comma 1054. In particolare, nella colonna 1 va indicato il costo dei beni materiali, nella colonna 2 il costo dei beni immateriali e nella colonna 3 va riportato il costo degli investimenti in strumenti e dispositivi tecnologici destinati dall’impresa alla realizzazione di modalità di lavoro agile ai sensi dell’articolo 18 della legge 22 maggio 2017, n. 81.; 
  • la colonna 4, in relazione al codice credito 2L, per gli investimenti di cui al comma 1056;
  • la colonna 5, in relazione al codice credito 3L, per gli investimenti di cui al comma 1058.
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2) Credito di imposta beni strumentali: alcuni esempi di calcolo

A seguito di queste novità e modifiche apportate dalla Legge di Bilancio 2021 al credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali introdotto in precedenza dalla Legge di Bilancio 2020 (art. 1, commi da 185 a 197), a seconda del momento in cui è stato effettuato l'investimento, si possono avere situazioni in cui i due regimi si sovrappongono.

Per questo motivo, a supporto delle aziende e dei professionisti, abbiamo aggiornato il Foglio di calcolo in excel Credito di imposta beni strumentali (excel) che consente di simulare il vantaggio fiscale derivante dall’agevolazione e di fare un calcolo di convenienza rispetto al super e iper ammortamento superati, che andiamo ora a descrivere con alcuni esempi di calcolo.

Esempio 1

La società Brunori S.r.l. ha acquistato, in data 15.03.2021, un Banco di bloccaggio conforme agli standard industria 4.0, per un valore di 84.000 euro + IVA.

Trattandosi di un bene strumentale materiale 4.0, nel 2021, è previsto un credito d’imposta del 50% (84.000 x 50% = 42.000 euro).

Il credito spettante, pari a 14.000 euro, è stato utilizzato nel 2021 (esercizio di interconnessione del bene) in compensazione F24 (42.000/3 = 14.000 euro).

Con il supporto del foglio di calcolo Credito di imposta beni strumentali (excel) è possibile determinare l'importo del credito spettanto e la relativa indicazione nei righi del Quadro RU del Modello Redditi 2022.

Esempio 2

La società Byte spa ha acquistato un software NON 4.0 in data 01.06.2021 per un valore di 24.000 euro + IVA.
Trattandosi di bene strumentale immateriale non 4.0, in base alla Legge di bilancio 2021, spetta un credito d’imposta del 10% (24.000 x 10% = 2.400 euro). In data 18.01.2022 il credito spettante di 2.400 euro è stato utilizzato integralmente in compensazione F24 (società con ricavi inferiori ai 5 Milioni di euro).

Gli esempi sono stati sviluppati con l'utilizzo del Foglio di calcolo "Credito di imposta beni strumentali (excel)"
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3) Credito di imposta beni strumentali: modalità di utilizzo

Il credito d’imposta resta utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante modello F24, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, ma l’utilizzo passa da cinque quote annuali di pari importo, a tre quote annuali di pari importo a decorrere:

  • Dall’anno di entrata in funzione dei beni per il credito relativo ai beni strumentali nuovi;
  • Dall’anno in cui è intervenuta l’interconnessione dei beni per il credito relativo ai beni “Industria 4.0”.

I soggetti con ricavi o compensi di ammontare inferiore ad 5 milioni euro che effettuano investimenti agevolabili nel periodo che va dal 16.11.2020 al 31.12.2021 possono utilizzare in compensazione il credito d’imposta in un’unica soluzione (comma 1054).

L'articolo 20 del Decreto Sostegni Bis n. 73/2021, aggiungendo il comma 1059-bis all’art. 1 della Legge di Bilancio 2021, ha previsto che:

  • per gli investimenti in beni strumentali materiali non 4.0 (ovvero diversi da quelli indicati nell’allegato A annesso alla Legge 11 dicembre 2016 n. 232)
  • effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021

il credito d'imposta per i beni strumentali nuovi possa essere utilizzato in compensazione in un'unica quota annuale (in luogo delle ordinarie tre quote annuali di pari importo) indipendentemente dal volume dei ricavi o compensi realizzati dal soggetto beneficiario (prima di questa modifica, la facoltà di fruizione in un’unica rata era prevista per i soli soggetti con ricavi o compensi inferiori a 5 milioni di euro), ampliando così le casistiche di fruizione in unica soluzione del credito d’imposta.

L’utilizzo del credito d’imposta in un’unica soluzione resta precluso per le seguenti tipologie di investimenti:

  • beni materiali e immateriali ordinari effettuati dal 1° gennaio 2022;
  • beni immateriali ordinari effettuati da soggetti con ricavi o compensi non inferiori a 5 milioni di euro; 
  • beni materiali e immateriali 4.0, indipendentemente dal momento di effettuazione e dal volume di ricavi dell’impresa beneficiaria.

La fruizione del credito è tendenzialmente libera in quanto non soggetta ai limiti di utilizzo generali dei crediti fiscali quali:

  • Il limite generale annuale di compensazione nel modello F24, pari a 700.000,00 euro;
  • Il limite annuale di utilizzazione dei crediti d’imposta indicati nel quadro RU del modello dichiarativo, pari a 250.000,00 euro;
  • Il divieto di compensazione dei crediti relativi ad imposte erariali in costanza di debiti iscritti a ruolo per importi superiori a complessivi 1.500,00 euro.

4) Credito d'imposta beni strumentali: le novità della Legge di Bilancio 2022 e Sostegni ter

La legge di bilancio 2022 ha prorogato e rimodulato la disciplina del credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi, in particolare:

  • per gli investimenti in beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0, se effettuati dal 2023 al 2025, il credito d'imposta è riconosciuto nella misura:
    • del 20%, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro; 
    • del 10% del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
    • e del 5% del costo, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili, pari a 20 milioni di euro; ATTENZIONE: è utile segnalare che il Ddl di conversione del decreto Sostegni ter n. 4/2022, con l’articolo 10 ha previsto una maggiorazione dei costi agevolabili, con riferimento a queste tipologie di investimento, in particolare, il credito di imposta per gli investimenti in beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0, nel periodo 2023-2025, spetta nella misura del 5% (aliquota già vigente) e fino al limite massimo di costi ammissibili pari a 50 milioni di euro (in luogo dei vigenti 20 milioni, limite valevole per gli altri tipi di spese), per la quota superiore a 10 milioni di euro degli investimenti, inclusi nel PNRR, che siano diretti alla realizzazione di obiettivi di transizione ecologica.
  • per gli investimenti aventi ad oggetto beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali “Industria 4.0”, si proroga al 2025 la durata dell’agevolazione e, per gli anni successivi al 2022, se ne riduce progressivamente l’entità:
    • dal 20% del 2022 
    • al 15% del 2023
    • e al 10% del 2024.

Leggi anche l'articolo Credito d'imposta beni strumentali 4.0: proroghe e nuove aliquote nel ddl di Bilancio 2022

Per approfondire leggi anche:

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