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Regime forfettario e associazione in partecipazione

pietrog80

Utente
Un professionista che aderisce al regime forfettario vorrebbe investire dei risparmi in un'operazione immobiliare facendo parte di un'associazione in partecipazione. L'associazione durerebbe poco meno di un anno.
L'attività svolta dal professionista non è riconducibile ad attività di tipo immobiliare. E' un consulente informatico. Il professionista rischia di uscire dal regime se partecipa a questa operazione?
Nel caso di una verifica da parte dell'ade come si dimostra l'effettiva non riconducibilità?
 

pietrog80

Utente
Con la circolare n. 9/E del 10 aprile 2019 sembra che l'agenzia delle entrate abbia chiarito la questione.
Infatti a parere dell’Amministrazione finanziaria, per la definizione di controllo, diretto e indiretto, occorre riferirsi all’articolo 2359, primo e secondo comma, del codice civile. Ai sensi del primo comma sono considerate società controllate:

“le società in cui un’altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria;
le società in cui un’altra società dispone di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria;
le società che sono sotto influenza dominante di un’altra società in virtù di particolari vincoli contrattuali con essa”.

Quindi non dovrebbero esserci problemi di sorta per il consulente informatico nel caso del citato precedentemente non essendo nè nella posizione di controllo diretto o indiretto nè l'attività che esercita è riconducibile ad attività immobiliari
 
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